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Contraddittorio Preventivo — Anno 2026

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91 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contraddittorio Preventivo

Provvedimenti

Cessione verbale di azienda: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria riguardante una presunta cessione verbale di azienda. I giudici hanno riscontrato una motivazione apparente da parte della Corte d'appello e un'omessa pronuncia sulla reale estensione della responsabilità solidale del cessionario per i debiti fiscali pregressi.
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Imposta di registro conferimento: guida alla deduzione
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti alla deducibilità delle passività nell'ambito dell'imposta di registro conferimento. Il caso riguarda una società che ha tentato di sottrarre l'importo di un mutuo ipotecario dal valore reale di un terreno conferito dai soci. La Corte ha stabilito che la semplice esistenza di un'ipoteca non garantisce la deduzione: è necessario dimostrare l'inerenza del debito all'oggetto del conferimento e che il finanziamento non sia di natura personale per i soci conferenti.
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Operazioni inesistenti: la Cassazione e la prova IVA
Una società di vendita auto vede il suo ricorso rigettato dalla Cassazione in un caso di accertamento IVA per operazioni inesistenti. La Corte ha confermato la pretesa fiscale, sottolineando che l'azienda non ha fornito prove sufficienti (documenti di trasporto, pagamenti) per dimostrare l'effettività delle cessioni intracomunitarie dichiarate. Di conseguenza, è stata ritenuta legittima la presunzione che le vendite fossero avvenute sul territorio nazionale e quindi soggette a IVA ordinaria.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una società accusata di aver simulato vendite di auto all'estero. A causa della mancanza di prove documentali, come i modelli Intrastat e le prove di trasporto, le transazioni sono state riqualificate come vendite interne e soggette a IVA. La Corte ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che l'onere di provare la natura intracomunitaria delle operazioni grava sul contribuente e che il contraddittorio preventivo era stato di fatto garantito durante la verifica fiscale. La sentenza ribadisce l'inammissibilità in Cassazione di una nuova valutazione dei fatti già esaminati nei gradi di merito, specialmente in caso di "doppia conforme", consolidando i principi sulle operazioni soggettivamente inesistenti.
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Contraddittorio facoltativo: non invalida l’avviso
La Corte di Cassazione ha stabilito che se l'Agenzia delle Entrate avvia un contraddittorio facoltativo, non obbligatorio per legge, prima di emettere un avviso di accertamento, tale atto non è nullo. Questa procedura, pur non dovuta, rappresenta una garanzia aggiuntiva per il contribuente e non un vizio procedurale. L'ordinanza chiarisce che fare più di quanto richiesto dalla norma a tutela del contribuente non può essere sanzionato con l'invalidità dell'atto impositivo.
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Utili a soci: la presunzione per società ristrette
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2242/2026, ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società a ristretta base partecipativa. La contribuente, socia al 49%, aveva ricevuto un avviso di accertamento per maggiori redditi societari non dichiarati. La Corte ha rigettato il suo ricorso, chiarendo che per vincere tale presunzione non è sufficiente dimostrare la mancata percezione delle somme, ma è necessario provare che gli utili siano stati reinvestiti nell'azienda o che il socio fosse totalmente estraneo alla gestione sociale. La Suprema Corte ha inoltre ribadito che il contraddittorio preventivo non è un obbligo generalizzato per i tributi diretti.
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Contraddittorio preventivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale. La sentenza chiarisce che, in un accertamento "a tavolino", l'assenza del contraddittorio preventivo non invalida automaticamente l'atto per le imposte sui redditi e l'IRAP. Per l'IVA, tributo armonizzato, il contribuente deve superare la "prova di resistenza", dimostrando che la sua partecipazione avrebbe modificato l'esito dell'accertamento, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Accertamento redditometrico: la motivazione rafforzata
Un contribuente ha impugnato un accertamento redditometrico basato sul possesso di un'abitazione e un'auto di lusso. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per gli anni d'imposta antecedenti al 2009 non era richiesto un contraddittorio preventivo obbligatorio né una conseguente motivazione rafforzata dell'atto. La Corte ha confermato la validità dell'accertamento, data l'incapacità del contribuente di fornire prove sufficienti a giustificare le spese con redditi diversi da quelli presunti.
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Accertamento società fallita: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito i principi per l'accertamento di una società fallita. In una recente ordinanza, ha chiarito che il contraddittorio preventivo svolto con il curatore fallimentare è pienamente valido, senza necessità di coinvolgere gli ex liquidatori. Inoltre, in caso di omessa dichiarazione dei redditi da parte della società, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente emettere un unico avviso di accertamento per l'intero anno d'imposta in cui è iniziata la liquidazione, senza doverlo suddividere in due periodi distinti.
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Avviso di accertamento: quando è valido senza le note?
La Cassazione chiarisce la validità dell'avviso di accertamento. Se l'atto è emesso dopo i 60 giorni dal Processo Verbale di Constatazione (PVC), non è nullo per la sola mancata menzione delle osservazioni del contribuente, soprattutto se queste sono pervenute all'ufficio dopo la scadenza del termine. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l'atto, sottolineando che la nullità non è automatica.
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Atto impo-esattivo: notifica valida via posta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi soci, confermando la validità di un atto impo-esattivo notificato direttamente dall'Agenzia delle Dogane via posta, senza l'intervento di un ufficiale giudiziario. La Corte ha stabilito che questa modalità di notifica è pienamente legittima per gli atti che uniscono accertamento e riscossione. Inoltre, il ricorso originario del contribuente era stato correttamente giudicato tardivo, rendendo inammissibili le altre censure. È stata anche respinta l'istanza di cessazione della materia del contendere per una presunta definizione agevolata, in quanto non adeguatamente provata.
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