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Contra Factum Proprium

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio generale del diritto che vieta a un soggetto di assumere un comportamento in contraddizione con una sua precedente condotta, qualora ciò leda l'affidamento che un'altra persona aveva riposto nella prima condotta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Informativa Antimafia: Regolamento di Giurisdizione Inammissibile
Una società di intermediazione ortofrutticola è stata esclusa dal mercato a seguito di un'informativa interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura. L'azienda ha impugnato l'atto davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Successivamente, la stessa società ha proposto un regolamento preventivo di giurisdizione alla Corte di Cassazione, chiedendo che la controversia fosse decisa dal giudice ordinario. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, affermando che non c'era un ragionevole dubbio sulla giurisdizione amministrativa, già peraltro confermata in un precedente giudizio sulla medesima informativa antimafia. Non si può cambiare idea sulla giurisdizione senza una valida ragione.
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Rettifica della rendita catastale: valore o costo di stima?
La controversia nasce dall'avviso con cui l'amministrazione finanziaria ha operato la rettifica della rendita catastale proposta da una società per un immobile a destinazione speciale (categoria D/8) adibito al tempo libero. I proprietari hanno impugnato l'atto contestando il metodo di stima fondato sul valore di mercato e proponendo il criterio del costo di ricostruzione. I giudici di merito hanno respinto il ricorso rilevando la mancanza di errori specifici nel calcolo dell'ufficio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dei contribuenti. I giudici hanno chiarito che i criteri di stima diretta (reddituale, valore di mercato e costo di ricostruzione) sono alternativi e non ordinati in scala gerarchica.
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Rettifica della rendita catastale: mercato batte costo
Alcuni contribuenti hanno presentato una dichiarazione DOCFA per ridurre il valore catastale di due unità commerciali (categoria D/8). L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento operando la rettifica della rendita catastale mediante il criterio del valore di mercato. I proprietari hanno impugnato gli atti, sostenendo la necessità di applicare il criterio del costo di ricostruzione. I giudici di merito hanno confermato la stima dell'Ufficio, ritenendo inammissibile il cambio di metodo difensivo. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dei contribuenti. La Suprema Corte ha chiarito che il contribuente può correggere le dichiarazioni passate, ma l'Amministrazione può scegliere liberamente tra valore di mercato e costo di ricostruzione, senza un ordine gerarchico imposto.
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Distanze legali e nuova costruzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30966/2023, ha chiarito quando una ristrutturazione edilizia deve essere considerata una "nuova costruzione", soggetta al rispetto delle distanze legali. Il caso riguardava la trasformazione di un portico, la cui ristrutturazione con materiali e struttura diversi dall'originale è stata ritenuta una nuova opera. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società costruttrice, confermando che modifiche sostanziali a un manufatto preesistente impongono l'applicazione delle normative sulle distanze tra edifici, e ha dichiarato inammissibile l'eccezione sulla prevenzione temporale perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità.
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Acquisizione sanante: l’indennizzo esclude l’opera
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di espropriazione. In caso di acquisizione sanante di un bene illegittimamente occupato, l'indennizzo dovuto al proprietario non deve includere il valore dell'opera pubblica che l'amministrazione ha realizzato sul fondo. La decisione mira a evitare un ingiustificato arricchimento del privato e una duplicazione dei costi per l'ente pubblico, basandosi su un'interpretazione letterale e sistematica dell'articolo 42-bis del Testo Unico Espropri.
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Opzione sistema contributivo: comunicazione scritta all’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opzione sistema contributivo per la pensione, prevista dalla legge n. 335/1995, deve essere esercitata dal lavoratore con una dichiarazione scritta e indirizzata direttamente all'INPS. La comunicazione mensile (flusso Uniemens) inviata dal datore di lavoro non è sufficiente a surrogare questa manifestazione di volontà. La sentenza chiarisce che, data la natura di diritto potestativo del lavoratore e le importanti conseguenze sul rapporto previdenziale, è necessario un atto formale che garantisca certezza giuridica, escludendo forme equivalenti.
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