Il Tribunale, operando come giudice dell'esecuzione, ha respinto la richiesta formulata da un condannato per ottenere il riconoscimento della continuazione tra reati. Il giudice ha valutato soltanto tre decisioni irrevocabili, ritenendo le condotte del tutto eterogenee. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione, denunciando il travisamento dell'istanza e la mancata valutazione di altre due sentenze definitive precedentemente indicate. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che la domanda difensiva riguardava cinque pronunce e non solo quelle esaminate. Il giudice dell'esecuzione deve analizzare i fatti nella loro complessità complessiva e non può omettere elementi decisivi. I giudici di legittimità hanno pertanto annullato l'ordinanza con rinvio per un nuovo e completo esame.
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