Il Condannato ha richiesto l'applicazione della continuazione tra reati per unificare tre diverse condanne definitive. Le condanne riguardavano un vecchio omicidio del 1990, il reato di associazione mafiosa accertato a partire dal 2017 e una serie di estorsioni e furti commessi tra il 2017 e il 2018. Il Giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza, escludendo l'esistenza di un unico disegno criminoso originario. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, evidenziando la netta separazione temporale e causale tra gli illeciti. L'omicidio derivava da una faida locale priva di aggravante mafiosa, mentre i successivi delitti patrimoniali non risultavano preventivamente programmati al momento dell'ingresso nel sodalizio. Il ricorso è stato quindi rigettato con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
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