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Continenza

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198 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Diritto di cronaca giudiziaria: i limiti secondo la Corte
Un giornalista e il direttore di un quotidiano, condannati per diffamazione ai danni di un professore universitario, sono stati assolti dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che l'articolo, pur avendo un contenuto lesivo della reputazione, era giustificato dal legittimo esercizio del diritto di cronaca giudiziaria. Sono stati infatti rispettati i requisiti di verità dei fatti (poiché basati su atti d'indagine), interesse pubblico alla notizia e continenza formale nell'esposizione.
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Diritto di critica politica: limiti e diffamazione
Un politico locale è stato condannato per diffamazione per aver accusato un avversario di usare la carica pubblica per interessi privati. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità civile, chiarendo che tale accusa supera i limiti del diritto di critica politica, trasformandosi in un attacco personale. Sebbene il reato sia stato dichiarato estinto per prescrizione, la condanna al risarcimento del danno è stata confermata.
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Critica politica: i limiti del diritto e la diffamazione
Un politico locale è stato condannato per diffamazione per aver definito un sindaco "burattino" e averlo accusato di collusioni con la mafia durante un comizio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che il diritto di critica politica non giustifica attacchi personali gratuiti o accuse infondate, anche se l'argomento è di interesse pubblico. La Corte ha ribadito che la critica deve basarsi su un nucleo di verità e rispettare il limite della continenza.
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Critica politica: limiti e diffamazione online
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per diffamazione per l'espressione 'donna senza onore' usata su un social network, ritenendola un attacco personale che travalica i limiti della critica politica. La Corte ha invece annullato con rinvio la condanna per minaccia, giudicando le frasi utilizzate come ambigue e non inequivocabilmente intimidatorie, richiedendo quindi un nuovo esame da parte della Corte d'Appello.
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Litispendenza: quando non si applica tra cause identiche
In una controversia ereditaria, una parte chiedeva un'indennità di occupazione per un immobile. La Corte d'Appello aveva dichiarato la litispendenza con una causa precedente, cancellando la domanda. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che l'istituto della litispendenza opera solo tra cause pendenti davanti a uffici giudiziari diversi. Se le cause sono pendenti dinanzi allo stesso ufficio, il giudice deve procedere alla loro riunione, non dichiarare la litispendenza.
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Diritto di critica: i limiti alla stampa su un magistrato
La Cassazione ha rigettato il ricorso contro l'assoluzione di un giornalista accusato di diffamazione ai danni di un magistrato. La Corte ha stabilito che il diritto di critica consente di collegare una sanzione disciplinare a un altro procedimento giudiziario, se ciò non si traduce in un attacco personale e gratuito, rispettando così il limite della continenza.
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Critica politica: Cassazione assolve per diffamazione
Un cittadino era stato condannato per diffamazione per aver definito "assassini" e "maledetti" gli amministratori comunali in un post su Facebook. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che, nel contesto della critica politica, l'uso di un linguaggio aspro e iperbolico è ammissibile se funzionale a sottolineare la gravità di un problema di interesse pubblico e non si traduce in un attacco personale gratuito. La Corte ha ritenuto che il fatto non costituisce reato, rientrando nell'esercizio del diritto di critica.
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Diritto di critica: assoluzione per post su Facebook
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di una consigliera comunale accusata di diffamazione per un post su Facebook. Nel post, accusava il sindaco di aver favorito la nomina della propria moglie in un'azienda partecipata. La Corte ha stabilito che, pur essendo l'accusa forte, rientra nel legittimo esercizio del diritto di critica politica. Questo perché si fondava su un nucleo di fatti veri (la nomina e il legame di parentela) e la critica riguardava la responsabilità e l'opportunità politica della scelta, non la sua meccanica esecuzione.
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Giornalismo d’inchiesta e diffamazione: il limite
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa per diffamazione contro un'emittente televisiva. Il caso riguarda i limiti del giornalismo d'inchiesta e la legittimità di menzionare i nomi dei proprietari di un terreno perquisito, pur non essendo indagati. I giudici di merito avevano ritenuto la condotta diffamatoria per violazione del principio di continenza. La Suprema Corte valuterà ora le complesse questioni sui confini del diritto di cronaca.
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Regolamento competenza: no ricorso contro l’ATP
Un proprietario di un immobile contesta, tramite regolamento di competenza, un'ordinanza che rigettava la sua eccezione di litispendenza in un procedimento di accertamento tecnico preventivo (ATP) per danni da infiltrazioni. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che i provvedimenti di istruzione preventiva come l'ATP non sono impugnabili in Cassazione data la loro natura provvisoria e strumentale. Inoltre, la Corte sottolinea che non può esserci litispendenza tra un procedimento sommario e uno di merito.
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Diritto di critica del dipendente: i limiti da non superare
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di una sanzione disciplinare a carico di una dipendente con ruolo di quadro. Le email inviate, contenenti critiche verso superiori e management, sono state giudicate eccedenti il legittimo diritto di critica del dipendente per i toni offensivi e la carenza di verità oggettiva, configurando un inadempimento contrattuale. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito.
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Diritto di critica: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che, pur prosciogliendo un'imputata per diffamazione a mezzo stampa per la particolare tenuità del fatto, l'aveva condannata al risarcimento del danno. L'imputata aveva pubblicato post critici verso un sindaco. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non ha adeguatamente analizzato il contesto, né verificato se le espressioni rientrassero nel legittimo esercizio del diritto di critica, omettendo di valutare la veridicità dei fatti e il requisito della continenza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Diritto di critica: un insulto online è lecito?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per diffamazione a carico di un utente che aveva pubblicato insulti su un social network contro una persona accusata di maltrattare un animale. La Corte ha stabilito che i giudici devono valutare attentamente il contesto e la gravità del fatto che ha scatenato la reazione, per stabilire se si rientri nel legittimo esercizio del diritto di critica, anche quando si usano espressioni forti.
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Diritto di critica: quando non è diffamazione
Una persona, condannata in primo e secondo grado per diffamazione per aver definito "scorretto e aggressivo" il legale della controparte in una email, è stata assolta dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che, nel contesto di un'accesa disputa condominiale, tali espressioni rientrano nell'esercizio del diritto di critica e non superano il limite della continenza, annullando la sentenza perché il fatto non costituisce reato.
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Diritto di critica: assolto per diffamazione su Facebook
Un consigliere comunale, accusato di aggressione dal Vicesindaco, ha reagito su Facebook definendo la denuncia una "ritorsione personale" legata a precedenti dissidi politici. La Corte di Cassazione ha confermato la sua assoluzione, stabilendo che le sue affermazioni rientrano nel legittimo esercizio del diritto di critica, in quanto rappresentano una reazione difensiva in un contesto di interesse pubblico, rispettando i principi di pertinenza e continenza.
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Litispendenza e continenza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di presunta litispendenza tra due cause. La prima, in appello, conteneva una domanda subordinata per qualificare un debito come chirografario. La seconda, un nuovo giudizio, chiedeva lo stesso accertamento e in più la quantificazione del debito secondo un piano concordatario. La Corte ha escluso la litispendenza, qualificando il rapporto come continenza, poiché le domande non erano identiche ma connesse. Di conseguenza, ha stabilito che il secondo giudizio non andava cancellato ma sospeso in attesa della definizione del primo.
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Diritto di critica: limiti e verità dei fatti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'emittente televisiva e di un suo conduttore per diffamazione ai danni di una giornalista. La Corte ha stabilito che il diritto di critica, sebbene più ampio del diritto di cronaca, richiede che il 'nucleo essenziale dei fatti' su cui si basa sia veritiero. Presentare ipotesi investigative come certezze di colpevolezza viola questo principio, integrando la diffamazione e l'uso illecito dell'immagine, anche quando si esercita il diritto di critica.
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Procedura prefallimentare: coordinamento con concordato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società dichiarata fallita, la quale aveva avviato una procedura di concordato preventivo in un tribunale diverso da quello dove era già pendente la procedura prefallimentare. La Corte ha stabilito che, per garantire il coordinamento tra i due procedimenti, era onere della società debitrice presentare la domanda di concordato dinanzi al primo giudice adito per il fallimento, anche se ritenuto incompetente. La mancata adozione di tale condotta procedurale preclude la possibilità di lamentare la prevalenza della dichiarazione di fallimento.
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