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Consilium Fraudis

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158 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria: vendita immobile per frode creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato l'unico immobile di un'altra azienda debitrice. La Corte ha confermato la decisione di merito che, tramite un'azione revocatoria, aveva dichiarato la vendita inefficace nei confronti del creditore. Sono stati ritenuti sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni), dato che la vendita rendeva più difficile il recupero del credito, sia la consapevolezza del danno (consilium fraudis) da parte dell'acquirente, provata tramite presunzioni quali le particolari modalità di pagamento e la menzione del debito nell'atto di compravendita.
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Azione revocatoria: quando la cessione d’azienda è nulla
Un'azienda calzaturiera in liquidazione cede il proprio ramo d'azienda a una nuova società. Un ente previdenziale, creditore della prima, agisce con un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la cessione. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando i ricorsi delle due società e chiarendo i presupposti dell'azione, come l'anteriorità del credito e il 'consilium fraudis'.
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Revocatoria ordinaria: scissione societaria inefficace
Una società costruttrice, gravata da ingenti debiti, effettua una scissione trasferendo la maggior parte del suo patrimonio immobiliare a una nuova società. Successivamente, la società originaria fallisce. La curatela fallimentare agisce in giudizio e ottiene la dichiarazione di inefficacia dell'atto di scissione tramite l'azione di revocatoria ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società beneficiaria, confermando che la scissione aveva ridotto la garanzia patrimoniale per i creditori, integrando i presupposti dell'azione revocatoria.
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Azione revocatoria trust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di azione revocatoria trust, stabilendo principi chiave sulla prescrizione e sull'oggetto dell'impugnazione. Dei creditori avevano agito per dichiarare inefficace un trust costituito dal loro debitore. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso del debitore, chiarendo che il termine di prescrizione quinquennale decorre non dalla data dell'atto, ma dalla sua trascrizione, momento in cui i terzi ne acquisiscono conoscenza. Inoltre, ha affermato che l'azione revocatoria può legittimamente colpire l'atto istitutivo del trust, in quanto atto fondamentale e inscindibilmente connesso al successivo trasferimento dei beni.
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Azione revocatoria: la prova della frode del terzo
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una compravendita immobiliare. L'azione revocatoria è stata accolta poiché, nonostante i pagamenti tracciabili, diversi indizi gravi, precisi e concordanti (come la vendita dell'unico bene dei debitori e la permanenza di uno di essi nell'immobile) hanno dimostrato la consapevolezza dell'acquirente del pregiudizio arrecato al creditore. La Suprema Corte ha ritenuto che la prova della 'participatio fraudis' possa essere fornita tramite presunzioni.
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Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
Un creditore ha agito con un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da un padre debitore alla figlia, sostenendo che l'atto fosse lesivo del suo credito. Dopo che sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del creditore inammissibile. La decisione si fonda su diversi vizi procedurali del ricorso, tra cui l'applicazione del principio della "doppia sentenza conforme" che limita il riesame dei fatti, e la carenza di specificità dei motivi di impugnazione.
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Azione Revocatoria: quando sorge il credito?
Un imprenditore, dopo aver personalmente garantito un finanziamento aziendale con una fideiussione, vende i suoi principali beni immobili alla madre e alla compagna. Quando la società assicuratrice che ha concesso la garanzia è chiamata a pagare, agisce in revocatoria contro le vendite. La Corte di Cassazione conferma l'azione revocatoria, stabilendo che il credito del garante sorge al momento della concessione della fideiussione, non quando il pagamento viene richiesto. Le vendite, successive a tale momento, sono state quindi correttamente revocate data la consapevolezza del debitore e dei suoi familiari del potenziale danno al creditore.
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Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che aveva accolto un'azione revocatoria. La vendita di un immobile tra familiari era stata resa inefficace nei confronti di un creditore (un fallimento). Il ricorso è stato respinto per difetto di specificità, non avendo il ricorrente trascritto gli atti e i documenti essenziali a sostegno delle proprie tesi.
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Azione revocatoria agente riscossione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva ricevuto un ramo d'azienda da un'altra società indebitata con il Fisco. La Corte ha confermato la piena legittimità dell'azione revocatoria promossa dall'agente della riscossione, anche in presenza di un piano di rateizzazione del debito. È stato inoltre chiarito che per tale azione giudiziaria non è necessario un contraddittorio preventivo amministrativo, essendo la tutela delle parti garantita dal processo stesso.
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Fondo patrimoniale: quando può essere revocato?
La Corte di Cassazione esamina un caso complesso riguardante l'azione revocatoria contro un fondo patrimoniale. La controversia nasce da una richiesta di restituzione di ingenti somme per investimenti finanziari non andati a buon fine. Il debitore aveva costituito un fondo patrimoniale con la coniuge prima dell'insorgere formale del debito. La Corte ha rigettato il ricorso del debitore, confermando che l'azione revocatoria può colpire anche atti anteriori al sorgere del credito se vi è una dolosa preordinazione. Inoltre, ha ribadito che la nullità dei contratti di investimento è una 'nullità di protezione' che può essere fatta valere solo dal cliente e non dal promotore per sottrarsi ai propri obblighi.
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Actio pauliana: prova del consilium fraudis del terzo
Una società creditrice agisce con actio pauliana per rendere inefficaci delle vendite immobiliari effettuate dalla società debitrice. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito che aveva negato la sussistenza della prova del 'consilium fraudis' in capo all'acquirente terzo. La pronuncia ribadisce che la valutazione delle prove, anche presuntive, spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici macroscopici.
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Soccombenza reciproca: costi legali e azione revocatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un importante principio in materia di soccombenza reciproca. Quando un'azione revocatoria viene accolta solo per uno dei diversi atti di disposizione impugnati, si configura una sconfitta parziale per entrambe le parti. Di conseguenza, il giudice non può condannare la parte parzialmente vittoriosa al pagamento integrale delle spese, ma deve valutare la loro compensazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ingiustificatamente ignorato questo principio, definendo la decisione del primo grado una mera 'svista'.
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Azione revocatoria: il conferimento in società estera
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un conferimento di tutti i beni immobili di un debitore in una società estera di nuova costituzione. L'operazione, volta a sottrarsi al pagamento di assegni di mantenimento, è stata colpita da azione revocatoria. La Suprema Corte ha ritenuto provata la consapevolezza del pregiudizio (participatio fraudis) in capo alla società terza attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, come la tempistica sospetta della costituzione societaria e il controllo totale del debitore sulla stessa.
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Azione revocatoria contratto preliminare: quando agire?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito aspetti fondamentali dell'azione revocatoria contratto preliminare. Viene stabilito che l'atto da impugnare è il contratto definitivo, non il preliminare, poiché solo il primo trasferisce la proprietà e causa un effettivo pregiudizio al creditore. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni decorre dalla data del contratto definitivo. La Corte ha inoltre confermato che la consapevolezza del terzo acquirente del danno arrecato al creditore può essere provata tramite presunzioni, come la trascrizione di un sequestro conservativo sull'immobile prima della stipula del definitivo.
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Azione revocatoria: valida anche con credito contestato
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito per rendere inefficace una serie di compravendite immobiliari. La società acquirente aveva contestato la legittimazione del creditore e la prova dell'intento fraudolento. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che l'azione revocatoria è esperibile anche a tutela di un credito non ancora accertato giudizialmente e che la prova della consapevolezza del pregiudizio può essere fornita tramite presunzioni.
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Falsa attestazione presenza: licenziamento legittimo
Un dipendente pubblico è stato licenziato per essersi allontanato dal luogo di lavoro in più occasioni senza timbrare l'uscita, per recarsi in palestra o a casa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, qualificando la condotta come una 'falsa attestazione presenza' attuata con modalità fraudolente. Secondo i giudici, l'omessa timbratura interrompe il vincolo di fiducia e giustifica la sanzione espulsiva, in quanto l'onere di provare la giustificazione dell'assenza ricade sul lavoratore, una volta che il datore di lavoro ha dimostrato l'allontanamento.
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Azione revocatoria: vendita tra coniugi e pregiudizio
Una donna, poi dichiarata fallita, vende l'unica sua proprietà immobiliare al marito a un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato. Il Fallimento agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che l'azione revocatoria è ammissibile anche se l'immobile è gravato da ipoteca. Il pregiudizio per i creditori (eventus damni) si valuta in prospettiva, poiché la vendita rende più incerta la soddisfazione dei crediti.
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Azione revocatoria: la prova del danno ai creditori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società concessionaria contro la revoca di un acquisto di automezzi da un'impresa poi fallita. Al centro della decisione sull'azione revocatoria vi è il principio secondo cui, per dimostrare il pregiudizio ai creditori (eventus damni), non è necessaria la prova che l'acquirente fosse a conoscenza dello stato di insolvenza del venditore. La Corte ha ribadito che la trasformazione di un bene fisico in denaro costituisce di per sé una diminuzione della garanzia patrimoniale per i creditori, elemento sufficiente a integrare il danno richiesto dalla legge per l'azione revocatoria ordinaria.
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Azione revocatoria: un solo indizio basta per la prova
Una società creditrice agisce con azione revocatoria per rendere inefficace la cessione di un ramo d'azienda effettuata dalla sua debitrice. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo due principi chiave: il pregiudizio per il creditore va valutato al momento dell'atto e, per provare la consapevolezza del danno da parte del terzo acquirente, può essere sufficiente anche un solo indizio, purché grave e preciso, come la coincidenza dell'amministratore tra le due società coinvolte.
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Azione Revocatoria: Inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un debitore contro una sentenza che aveva reso inefficace la vendita di suoi immobili tramite un'azione revocatoria. L'appello è stato respinto perché mirava a un riesame dei fatti, vietato in sede di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia conforme' dei giudizi di merito. Il ricorrente è stato anche condannato per lite temeraria.
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