LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Consilium Fraudis

Pagina 3 di 8

158 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Debito e testamento: l’azione revocatoria si ferma in Cassazione
Un debitore, escluso dal testamento del padre a favore della madre, stipula con quest'ultima un accordo privato ricevendo una somma di denaro per rinunciare implicitamente a rivendicare la propria quota di legittima. La creditrice avvia un'azione surrogatoria per tutelare il proprio credito e, successivamente, propone un'azione revocatoria per dichiarare inefficace tale accordo privato. La Corte d'Appello accoglie la domanda della creditrice. I ricorrenti propongono ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dei presupposti delle due azioni. La Suprema Corte, rilevando che la complessa questione sul coordinamento tra azione surrogatoria e azione revocatoria in materia di tutela del legittimario pretermesso è stata già rimessa alle Sezioni Unite, decide di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia risolutiva.
Continua »
Lite temeraria: quando la difesa in tribunale diventa un abuso
Un professionista ha ottenuto la revoca della vendita di alcuni terreni effettuata dalla società debitrice a un terzo acquirente, ritenuta un tentativo di sottrarre i beni al pignoramento. I giudici di merito hanno accolto l'azione revocatoria e condannato il terzo acquirente per lite temeraria. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione. La sesta sezione civile, rilevando un contrasto giurisprudenziale sui presupposti della lite temeraria (se sia necessario il dolo o la colpa grave, oppure basti l'oggettivo abuso dello strumento processuale), ha rimesso la causa alla terza sezione civile per una decisione in pubblica udienza.
Continua »
Banca contro famiglia: l’azione revocatoria ordinaria fallisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che voleva rendere inefficace la donazione dell'usufrutto e la vendita della nuda proprietà di due immobili effettuate da una coppia di debitori a favore del genero. La banca ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per recuperare il proprio credito. Tuttavia, i giudici hanno confermato l'assenza dei presupposti fondamentali dell'azione, in particolare il pregiudizio concreto per il creditore (eventus damni) e l'intento fraudolento (consilium fraudis), poiché il patrimonio residuo dei debitori era sufficiente a garantire il debito. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che la memoria di replica è pienamente ammissibile anche senza il preventivo deposito della comparsa conclusionale, confermando la piena validità delle difese dei debitori e condannando la banca al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: la banca blocca la vendita del bene
Un istituto di credito ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace la vendita di un immobile effettuata da un garante a favore di un terzo acquirente. La Corte d'Appello ha accolto la domanda della banca, ritenendo sussistenti i presupposti del pregiudizio per il creditore e della consapevolezza del danno. L'acquirente ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ricostruzione dei fatti e l'elemento psicologico. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché i motivi presentati miravano a ottenere un nuovo esame del merito della vicenda, precluso in sede di legittimità. Di conseguenza, l'acquirente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, confermando l'inefficacia della compravendita nei confronti della banca.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: il curatore deve provare il danno
Una società in fallimento aveva ceduto un ramo d'azienda a un'altra impresa prima del dissesto. Il Curatore fallimentare ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace la cessione, sostenendo che il prezzo basso avesse danneggiato i creditori. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo che spettasse all'acquirente dimostrare l'assenza di danno. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che nell'azione revocatoria ordinaria promossa dal Curatore spetta esclusivamente a quest'ultimo dimostrare l'eventus damni (il pregiudizio). Il Curatore deve provare la consistenza dei crediti, la loro preesistenza e il mutamento patrimoniale svantaggioso. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: svendere non salva
I Creditori hanno promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace la vendita dell'unico immobile del Debitore a favore di un'Azienda Acquirente. Il Debitore, gravato da ingenti debiti, aveva svenduto il bene a un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda Acquirente, confermando l'inefficacia dell'atto. I giudici hanno stabilito che la consapevolezza del danno da parte dell'acquirente può essere dimostrata tramite prove presuntive. Elementi come il prezzo palesemente fuori mercato, la fretta nella vendita e la mancata prova dell'incasso degli assegni costituiscono indizi gravi e concordanti della complicità nel sottrarre il bene alle garanzie patrimoniali dei creditori.
Continua »
Azione revocatoria: l’immobile ipotecato non salva il debitore
Una società di leasing ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dalla società debitrice a favore di un acquirente. L'acquirente sosteneva che la vendita non danneggiasse il creditore poiché l'immobile era già gravato da ipoteche di terzi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente. I giudici hanno chiarito che per l'azione revocatoria non serve la totale perdita del patrimonio del debitore, ma basta che l'atto renda più difficile o incerto il recupero del credito. Inoltre, la presenza di ipoteche non esclude il danno, poiché le garanzie ipotecarie possono estinguersi o ridursi nel tempo. Vince la società di leasing, con la conferma dell'inefficacia della vendita e la condanna dell'acquirente alle spese.
Continua »
Azione revocatoria: i finti passaggi ai parenti non salvano la casa
Una società creditrice ottiene la condanna al risarcimento danni contro un professionista. Durante l'appello, il professionista svuota il proprio patrimonio trasferendo la nuda proprietà e l'usufrutto dei suoi immobili ai figli e al cognato. La società creditrice promuove un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali vendite. I giudici di merito accolgono la domanda e condannano il debitore anche per lite temeraria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso del professionista del tutto inammissibile. La Suprema Corte conferma che la cessione ravvicinata di tutti i beni a parenti stretti dimostra l'intento fraudolento e il danno al creditore. Il debitore perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali oltre a una sanzione per abuso del processo.
Continua »
Omesso versamento IVA: condanna definitiva ma confisca annullata
Un imprenditore è stato condannato per il reato di omesso versamento IVA per un importo superiore a 870.000 euro. La difesa ha sostenuto l'esistenza di crediti d'imposta compensabili riconosciuti dal giudice tributario e ha contestato la confisca di immobili precedentemente donati ai figli. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale, stabilendo che le sentenze tributarie non vincolano il giudice penale e che i crediti erano già stati ceduti a terzi. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la decisione limitatamente alla confisca per equivalente e al diniego della sospensione condizionale della pena. I giudici d'appello dovranno verificare se l'imputato avesse ancora l'effettiva disponibilità dei beni donati e valutare correttamente il rischio di recidiva.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: inefficace la vendita al garante
Il Debitore ha ceduto alcuni beni immobili alla Terza Acquirente, la quale era anche sua fideiussore (garante del debito). La Banca Creditrice ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace la vendita, ritenendola pregiudizievole per il proprio credito. Il Debitore e la Terza Acquirente si sono opposti, sostenendo l'assenza di danno poiché i beni rimanevano comunque nella sfera di un soggetto coobbligato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei debitori. I giudici hanno stabilito che il creditore ha la piena facoltà di scegliere quale patrimonio aggredire tra i coobbligati solidali. Di conseguenza, il trasferimento di beni a un altro garante non esclude il pregiudizio per il creditore, legittimando pienamente l'azione revocatoria ordinaria.
Continua »
Azione revocatoria: finta vendita al figlio ma l’Ente vince
La Debitrice riceve indebitamente contributi pubblici per la ricostruzione post-sisma. Quando l'Ente Pubblico ne chiede la restituzione, scopre che la donna ha ceduto la nuda proprietà del suo unico immobile al figlio, simulando un contratto di vitalizio e una finta vendita. L'Ente Pubblico promuove un'azione revocatoria per rendere inefficace la cessione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della donna, confermando l'inefficacia dell'atto. I giudici rilevano che il legame di parentela e il ruolo professionale del figlio, progettista dei lavori, provano la consapevolezza di sottrarre il bene alla garanzia del credito. L'azione revocatoria viene quindi accolta definitivamente, permettendo all'ente di aggredire il bene per recuperare le somme.
Continua »
Revocatoria ordinaria della garanzia ipotecaria: banca disarmata
Una banca ha concesso un mutuo fondiario a una società poi fallita, utilizzando la somma per estinguere vecchi debiti non garantiti della stessa società verso la banca. Questa operazione ha trasformato un credito semplice in un credito garantito da ipoteca. Il Fallimento ha promosso la revocatoria ordinaria della garanzia ipotecaria per annullare l'ipoteca. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, rigettando il ricorso della banca. I giudici hanno stabilito che la banca, in quanto operatore professionale, poteva conoscere lo stato di dissesto della società analizzando i bilanci e la centrale rischi. Di conseguenza, l'ipoteca è stata annullata e il credito della banca è rimasto comune, senza alcuna priorità di pagamento.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: il Fisco batte l’acquisto sospetto
L'Agente della Riscossione ha promosso un'azione revocatoria ordinaria contro una società debitrice e la società acquirente per rendere inefficace la vendita di un compendio immobiliare. La debitrice aveva infatti accumulato un ingente debito fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società acquirente, confermando che spetta al creditore dimostrare che la vendita ha reso più difficile o incerto il recupero del credito. Al contrario, spetta al debitore o al terzo acquirente dimostrare che il patrimonio residuo del debitore è sufficiente a garantire il debito. La vendita di gran parte dei beni immobiliari fa presumere il danno, spostando l'onere della prova sui convenuti.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: vendita a parenti annullata
Una acquirente ha impugnato la sentenza d'appello che confermava l'inefficacia della compravendita di un immobile, disposta su richiesta della curatela fallimentare tramite azione revocatoria ordinaria. I giudici di merito avevano accertato il danno per i creditori e la complicità della donna, parente stretta degli amministratori della società fallita. Prima della decisione della Corte di Cassazione, l'acquirente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza liquidazione delle spese di lite.
Continua »
Vendita al figlio: non basta la parentela per il Consilium fraudis
Un uomo vende alcuni immobili al figlio. Anni prima, aveva prestato una garanzia (fideiussione) a una società, poi revocata. Una banca, creditrice in forza di quella garanzia, agisce per revocare la vendita, sostenendo che fosse fraudolenta. I giudici di merito le danno ragione, basandosi solo sul legame di parentela per provare il 'Consilium fraudis' (l'intento fraudolento). La Cassazione ribalta la decisione: il rapporto padre-figlio è un indizio, ma non basta. Il giudice deve valutare anche le prove fornite dal padre, che sosteneva di ignorare in buona fede l'esistenza del debito dopo anni dalla revoca della garanzia. La causa torna in Appello per un nuovo esame.
Continua »
Azione revocatoria: vince il creditore se il debitore non prova i beni
Un creditore ha agito in giudizio per far dichiarare inefficace la cessione di un immobile fatta dal suo debitore a una terza persona. Il creditore ha utilizzato lo strumento dell'azione revocatoria, sostenendo che l'atto di cessione avesse ridotto il patrimonio del debitore in modo da pregiudicare il recupero del credito. Il debitore si è difeso affermando di possedere altri beni sufficienti a garantire il debito. La Corte di Cassazione ha dato ragione al creditore, stabilendo che spetta al debitore dimostrare concretamente e tempestivamente di avere un patrimonio residuo capiente. In assenza di tale prova, l'azione revocatoria è stata accolta e la cessione immobiliare è stata dichiarata inefficace nei confronti del creditore.
Continua »
Azione revocatoria: vendita ai figli annullata per frode
Una società debitrice vende alcuni immobili ai figli del proprio amministratore. Gli eredi del creditore originario agiscono in giudizio, sostenendo che la vendita sia stata fatta per frode, al solo scopo di sottrarre i beni alla garanzia del loro credito. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici precedenti, dando ragione ai creditori. La sentenza stabilisce che, a causa del legame di parentela e delle circostanze della vendita, sussistono i presupposti per l'azione revocatoria. Di conseguenza, la vendita degli immobili viene dichiarata inefficace nei confronti dei creditori, che potranno così pignorarli per soddisfare il loro credito.
Continua »
Azione Revocatoria: Trasferisce Immobili ma la Banca Vince
Due debitori fideiussori trasferiscono i propri immobili a una società a loro collegata. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria, sostenendo che l'atto pregiudica la sua garanzia. La società si difende affermando che il trasferimento era un 'adempimento di un debito scaduto' (un aumento di capitale), e quindi non revocabile. La Corte di Cassazione, però, non esamina il merito della questione. Dichiara il ricorso inammissibile perché la società non ha specificato in modo adeguato i documenti e i fatti a sostegno della sua tesi, violando le norme procedurali. Di conseguenza, la banca vince e il trasferimento degli immobili è dichiarato inefficace nei suoi confronti.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: immobili con ipoteca
La Corte d'Appello ha confermato la validità di un'azione revocatoria ordinaria promossa da un'agenzia di riscossione contro una società che aveva venduto i suoi unici immobili ai propri soci poco prima della liquidazione. La Corte ha stabilito che la presenza di ipoteche preesistenti non esclude il pregiudizio per il creditore, poiché le garanzie possono ridursi nel tempo, rendendo l'atto revocabile.
Continua »
Azione revocatoria: vendita sospetta, la banca vince in Cassazione
Una società acquirente di un immobile si è vista contestare la compravendita da parte della banca creditrice del venditore. La banca ha agito con un'azione revocatoria, sostenendo che la vendita fosse un modo per sottrarre il bene alla garanzia del credito. La società ha fatto ricorso in Cassazione, ma i giudici lo hanno dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che la prova della volontà di frodare i creditori può essere raggiunta anche tramite presunzioni, basate su indizi gravi, precisi e concordanti. Di conseguenza, la vendita è stata dichiarata inefficace nei confronti della banca, che ha vinto la causa e può ora pignorare l'immobile.
Continua »