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Conoscibilità

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio legale secondo cui un atto è considerato noto a tutti dal momento in cui viene reso pubblico con le modalità previste dalla legge (es. pubblicazione su un sito), anche se il singolo cittadino non ne ha avuto conoscenza diretta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rivalutazione contributiva per amianto: stop dopo 10 anni
Il Lavoratore ha chiesto il riconoscimento della rivalutazione contributiva per amianto per il periodo dal 1974 al 1992. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda ritenendo prescritto il diritto, poiché erano decorsi più di dieci anni dalla cessazione dell'esposizione (avvenuta nel 1999), momento in cui il dipendente era consapevole del rischio. Il Lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la prescrizione dovesse decorrere solo dalla piena e successiva consapevolezza dell'esposizione qualificata. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale decorre da quando l'interessato ha avuto o avrebbe potuto avere conoscenza dell'esposizione oltre la soglia di tolleranza. Nel caso specifico, tale momento coincideva con la fine del rapporto di lavoro esposto al rischio.
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Decadenza elenchi agricoli: ricorso tardivo, niente disoccupazione
Un bracciante agricolo si è visto cancellare le sue giornate lavorative dagli elenchi INPS, perdendo il diritto alla disoccupazione. Ha fatto ricorso sostenendo di non aver ricevuto una notifica personale. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio fondamentale sulla **decadenza impugnazione elenchi agricoli**: il termine per contestare non parte da quando il lavoratore scopre il fatto, ma dall'ultimo giorno di pubblicazione della variazione sul sito internet dell'INPS. La semplice 'conoscibilità' dell'atto tramite pubblicazione online è sufficiente. Il lavoratore, avendo agito in ritardo, ha perso definitivamente la possibilità di opporsi.
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Conflitto di interessi: figlio svende la villa della madre, la Corte annulla
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una vendita immobiliare a causa del conflitto di interessi del rappresentante. Un figlio, agendo con procura per la madre, aveva venduto una villa di pregio a un prezzo notevolmente inferiore al suo valore di mercato, intascando la somma e trasferendosi all'estero. La Corte ha stabilito che il contratto è annullabile perché l'acquirente, una professionista del settore immobiliare, era consapevole o avrebbe dovuto esserlo della situazione svantaggiosa per la venditrice. Il divario enorme tra prezzo e valore e le condizioni personali della venditrice erano indizi sufficienti. La richiesta di restituzione del prezzo da parte dell'acquirente è stata respinta perché presentata tardi, solo in appello.
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Patrocinio a spese dello Stato: termini impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura della Repubblica contro un decreto di liquidazione compensi relativo al patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale aveva già respinto l'opposizione perché tardiva, rilevando che nel fascicolo era presente un'annotazione di presa visione risalente a due anni prima della contestazione. La Suprema Corte ha confermato che tale annotazione costituisce conoscenza equipollente alla notifica e che, in ogni caso, era decorso il termine lungo semestrale previsto per l'impugnazione dei provvedimenti decisori.
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Detrazione IVA frode: basta la conoscibilità?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20301/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di detrazione IVA frode. Il caso riguardava una società a cui era stata negata la detrazione dell'IVA per l'acquisto di beni tramite fatture soggettivamente inesistenti, nell'ambito di una frode intracomunitaria. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che richiedeva all'Amministrazione Finanziaria la prova della piena "conoscenza" della frode da parte della società. La Suprema Corte ha ribadito che per negare il diritto alla detrazione è sufficiente dimostrare la "conoscibilità" dell'operazione fraudolenta, ovvero che l'imprenditore, usando la normale diligenza, avrebbe potuto e dovuto accorgersi delle anomalie dell'operazione.
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Frode carosello: onere della prova e conoscibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19318/2024, chiarisce l'onere della prova in materia di frode carosello. Per negare la detrazione IVA al cessionario, non è necessario che l'Amministrazione Finanziaria provi la sua partecipazione attiva alla frode ('conoscenza'), ma è sufficiente dimostrare che, usando l'ordinaria diligenza, avrebbe potuto esserne a conoscenza ('conoscibilità'). La sentenza di merito è stata cassata per aver richiesto una prova più gravosa, errando nell'applicazione dei principi sulla ripartizione dell'onere probatorio.
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Onere della prova frode carosello: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'onere della prova nelle frodi IVA, specificamente nelle operazioni soggettivamente inesistenti. L'ordinanza in esame cassa la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità di una società per mancata prova della sua 'partecipazione consapevole' alla frode. La Suprema Corte ribadisce un principio fondamentale: per contestare la detrazione IVA, all'Amministrazione Finanziaria è sufficiente dimostrare, anche tramite presunzioni, che l'imprenditore, usando l'ordinaria diligenza, 'avrebbe dovuto sapere' di essere parte di un'evasione. Non è quindi richiesta la prova di una piena e cosciente complicità. La questione viene rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione basata su questo corretto standard probatorio.
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Termine ricusazione giudice: quando decorre davvero?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un'istanza di ricusazione per tardività. La Corte ha stabilito che il termine ricusazione giudice decorre dal momento della conoscenza effettiva, personale e integrale della causa di ricusazione da parte dell'interessato, e non dalla data in cui l'atto pregiudicante è semplicemente divenuto conoscibile (es. deposito in cancelleria).
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