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Confisca — Anno 2025

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347 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Confisca

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando che l'ipotesi di spaccio di lieve entità non è applicabile in presenza di una notevole quantità di droga (cocaina e marijuana), 164 dosi ricavabili, strumenti per il confezionamento e un'ingente somma di denaro. Tali elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale consolidata e non occasionale.
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Confisca per riciclaggio: l’intero immobile è a rischio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15214/2025, ha rigettato il ricorso contro la confisca di un'intera villa, oggetto di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. La Corte ha stabilito che quando l'importo del denaro riciclato supera il valore complessivo dell'immobile, la confisca per riciclaggio si estende all'intero bene, senza possibilità di limitarla a una quota o a un valore specifico.
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Confisca mezzo di trasporto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da diversi imputati in un caso di contrabbando. La sentenza affronta la questione della confisca mezzo di trasporto di proprietà di un terzo estraneo al reato, ribadendo il duplice onere probatorio a suo carico per ottenerne la restituzione. Viene inoltre confermata l'inammissibilità dei ricorsi generici che non si confrontano criticamente con la motivazione della sentenza impugnata.
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Inammissibilità ricorso penale: spese e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso penale presentato da un soggetto con un ruolo di primo piano in un sodalizio criminale dedito al reimpiego di profitti illeciti tramite operazioni transnazionali. La Corte ha ritenuto infondata la doglianza sull'assenza di motivazione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro preventivo: limiti e ripartizione del profitto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del PM contro la riduzione di un sequestro preventivo. Il Tribunale del riesame aveva correttamente ripartito il profitto del reato tra l'individuo e l'ente coinvolti, limitando il sequestro a quanto ciascuno aveva concretamente percepito, in linea con un recente principio delle Sezioni Unite. La Cassazione ribadisce che il ricorso avverso tali provvedimenti è limitato alla sola violazione di legge.
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Confisca beni culturali: onere della prova e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata, confermando la confisca di beni culturali di interesse archeologico nonostante il reato di ricettazione fosse stato dichiarato prescritto. La decisione si fonda sul principio che, per ottenere la restituzione, spetta al privato fornire una prova rigorosa e inequivocabile della proprietà dei reperti in data anteriore al 1909, anno in cui la legge ha attribuito la proprietà di tali beni allo Stato. In assenza di una prova di innocenza "evidente", la prescrizione non osta alla confisca beni culturali.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello e rinunciato a tutti i motivi, ha tentato di riproporre le stesse doglianze in sede di legittimità. La Suprema Corte ribadisce che il ricorso avverso la sentenza ex art. 599-bis c.p.p. è consentito solo per vizi legati alla formazione della volontà, al consenso del P.M. o a una pronuncia difforme dall'accordo, non per i motivi oggetto di rinuncia.
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Buona fede creditore: motivazione e onere della prova
La Corte di Cassazione annulla un decreto che negava l'ammissione di un credito in una procedura di confisca. La Corte ha stabilito che la motivazione del giudice sulla strumentalità del credito e sulla mancanza di buona fede del creditore deve essere puntuale e non apodittica, analizzando concretamente gli elementi forniti dalla difesa.
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Lottizzazione abusiva: confisca anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro la confisca di un'area oggetto di lottizzazione abusiva, nonostante la prescrizione del reato. La decisione si fonda sulla carenza di interesse degli imputati, non proprietari dell'area, e ribadisce che il reato di lottizzazione abusiva ha natura progressiva, con la prescrizione che decorre dall'ultimo intervento illecito che modifica l'assetto del territorio.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un Procuratore contro l'annullamento di un sequestro preventivo in un caso di corruzione. La Corte ha ribadito che ogni sequestro preventivo, anche se finalizzato a una confisca obbligatoria, richiede una motivazione specifica sul 'periculum in mora' (pericolo nel ritardo). Inoltre, ha precisato che il prezzo del reato non può essere sequestrato a chi ha corrotto, a meno che non si dimostri che la somma sia rientrata nel suo patrimonio, poiché il pagamento di una tangente rappresenta una diminuzione, e non un aumento, della sua ricchezza.
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Appello penale: motivi non proposti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di una somma di denaro. La decisione si fonda su un principio procedurale cruciale: l'imputato non aveva sollevato la questione della confisca nel suo precedente appello penale. La sentenza sottolinea che i motivi di ricorso devono essere specificamente proposti in appello per poter essere esaminati nei gradi successivi, confermando la rigidità dell'effetto devolutivo del gravame.
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Incidente di esecuzione: limiti del terzo proprietario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del figlio di un condannato che, tramite un incidente di esecuzione, cercava di ottenere la restituzione di una somma confiscata al padre. La Corte ha stabilito due principi chiave: primo, chi è stato parte del processo penale originario (anche se assolto) non può essere considerato 'terzo' e non può quindi utilizzare l'incidente di esecuzione per rivendicare il bene. Secondo, il terzo può solo dimostrare la propria effettiva titolarità del bene, ma non contestare i presupposti della confisca che riguardano il condannato principale, come la provenienza lecita dei fondi.
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Competenza giudice esecuzione: il ruolo della confisca
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo di competenza tra due tribunali, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento irrevocabile, anche se si tratta di una sentenza di proscioglimento per prescrizione, a condizione che contenga statuizioni con effetti esecutivi, come in questo caso la confisca di un bene.
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Confisca e patteggiamento: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla confisca di un'auto e di denaro, a causa di un totale difetto di motivazione. La Suprema Corte ha ribadito che, anche in caso di accordo sulla pena, il giudice è tenuto a fornire una giustificazione autonoma e specifica per le misure di sicurezza patrimoniali, come la confisca, che non sono state oggetto dell'accordo tra le parti. Il caso evidenzia l'importanza del principio secondo cui ogni provvedimento che incide sul patrimonio deve essere adeguatamente motivato, garantendo un controllo di legalità anche nei procedimenti speciali come il patteggiamento. La questione è stata rinviata al giudice di primo grado per un nuovo esame.
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Confisca denaro da spaccio: prova della provenienza
La Cassazione conferma la confisca di denaro ritenuto provento di spaccio, nonostante le giustificazioni dell'imputato sulla provenienza lecita. La Corte ha ritenuto non illogica la motivazione del giudice di merito, che non ha considerato sufficiente la prova del lavoro dei familiari e di un risarcimento per dimostrare l'estraneità della somma al reato.
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Ricorso patteggiamento: limiti e motivi ammissibili
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento non può più basarsi sulla mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p. Inoltre, la Corte conferma la legittimità della confisca del denaro considerato profitto del reato, rigettando le doglianze del ricorrente come manifestamente infondate.
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Sospensione patente: motivazione e patteggiamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13172/2025, ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla durata della sospensione patente. La Corte ha stabilito che il giudice deve motivare adeguatamente la sanzione accessoria quando si discosta dal minimo, anche nel contesto di un patteggiamento, poiché tale sanzione non rientra nell'accordo tra le parti. L'impugnazione sulla confisca del veicolo di un terzo è stata invece dichiarata inammissibile per carenza di interesse dell'imputato.
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Concordato in appello: limiti del potere del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di concordato in appello, il giudice non può sostituire d'ufficio la pena detentiva con sanzioni alternative se non previsto nell'accordo tra le parti. La sentenza ha inoltre annullato la confisca di una somma di denaro, poiché il giudice di primo grado ne aveva già disposto la restituzione, riaffermando i limiti del potere del giudice d'appello.
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Confisca senza motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di una somma di denaro. La decisione è stata presa a causa della totale assenza di motivazione da parte del giudice di merito riguardo alla confisca stessa. Secondo la Corte, una confisca senza motivazione costituisce una misura di sicurezza illegale, vizio che permette di ricorrere in Cassazione anche contro una sentenza di patteggiamento.
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Confisca patteggiamento: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento che disponeva la confisca di una somma di denaro. La decisione sottolinea che i motivi di ricorso avverso il patteggiamento sono tassativi e che la confisca può basarsi non solo sulla prova che il denaro sia provento di reato, ma anche sulla sproporzione rispetto ai redditi leciti dell'imputato, un punto cruciale che la difesa non aveva colto. Questo caso ribadisce i rigidi limiti di impugnazione per la confisca patteggiamento.
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