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Condotta Del Danneggiato

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tetto fragile e caduta: la condotta del danneggiato annulla il risarcimento
Un artigiano cade dal tetto di un capannone mentre esegue lavori di impermeabilizzazione e cita in giudizio la società proprietaria. La Cassazione ha respinto la sua richiesta di risarcimento, stabilendo un principio chiave sulla responsabilità. La Corte ha ritenuto che la **condotta del danneggiato** fosse stata talmente imprudente e imprevedibile da integrare un 'caso fortuito'. L'artigiano, in quanto professionista, avrebbe dovuto conoscere la fragilità della copertura e non camminarci sopra con una pesante bombola del gas. Questo suo comportamento ha interrotto il nesso causale tra lo stato del tetto e l'incidente, diventando l'unica causa del danno e liberando così il proprietario da ogni responsabilità.
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Marciapiede rotto: risarcimento escluso per condotta del danneggiato
Una passante cade a causa di lievi sconnessioni su un marciapiede di proprietà di un'azienda e chiede il risarcimento. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo un principio chiave sulla condotta del danneggiato. Poiché il difetto del marciapiede era pienamente visibile ed evitabile con l'ordinaria diligenza, la caduta, avvenuta in pieno giorno, è stata attribuita esclusivamente alla disattenzione della vittima. Tale comportamento ha interrotto il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, integrando un 'caso fortuito' che esonera il custode da ogni responsabilità. Di conseguenza, nessun risarcimento è dovuto.
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Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un automobilista per un incidente causato da un tombino aperto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta del danneggiato, ritenuta imprudente, ha interrotto il nesso causale, diventando l'unica causa del sinistro e escludendo così la responsabilità degli enti custodi della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
Un commerciante cade a causa di uno smottamento vicino a un cantiere, ma la sua richiesta di risarcimento viene respinta. La Corte di Cassazione conferma le decisioni precedenti, stabilendo che la condotta del danneggiato, se imprudente e imprevedibile, può interrompere il nesso causale e annullare la responsabilità del custode (in questo caso, il Comune). Il caso sottolinea come la disattenzione della vittima di fronte a un pericolo prevedibile sia decisiva per escludere il diritto al risarcimento.
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Condotta del danneggiato: quando esclude la colpa
Un automobilista ha un incidente stradale per eccesso di velocità. La Cassazione conferma che la condotta del danneggiato, se imprudente e imprevedibile, costituisce caso fortuito, escludendo la responsabilità del gestore stradale per i danni subiti.
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Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
Una lavoratrice cade su un pavimento bagnato in un centro commerciale, nonostante la presenza di un cartello di avviso. La Corte di Cassazione nega il risarcimento, attribuendo la colpa esclusivamente alla condotta del danneggiato, che camminava a passo svelto. Tale comportamento è stato qualificato come caso fortuito, interrompendo così il nesso causale e liberando il gestore del centro da ogni responsabilità.
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