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Condotta Abituale

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55 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Causa di non punibilità: no con condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, negando la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla condotta abituale del ricorrente, provata da precedenti penali per reati della stessa indole, che rendono inapplicabile il beneficio. Rigettata anche l'eccezione di prescrizione.
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Istigazione alla corruzione: medico condannato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per istigazione alla corruzione di un medico di base che chiedeva denaro ai pazienti per il rilascio di certificati di malattia. La Corte ha respinto la tesi difensiva secondo cui le richieste, fatte con tono scherzoso, non fossero serie. Ha inoltre escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della natura ripetuta e abituale delle condotte illecite.
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Condotta abituale: esclusa la particolare tenuità
Un giovane automobilista, già con precedenti, si vede respingere il ricorso dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che i suoi ripetuti illeciti stradali configurano una condotta abituale, un fattore che osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La decisione conferma che la valutazione del comportamento passato dell'imputato è cruciale sia per escludere tale beneficio, sia per negare la sospensione condizionale della pena a causa di una prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta.
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Tenuità del fatto e condotta abituale: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27093/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per tentata truffa, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che la valutazione della 'condotta abituale', che osta al beneficio, è un giudizio complesso che può tenere conto anche dei reati commessi successivamente a quello in esame, in quanto indicatori di una devianza non occasionale del soggetto.
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Particolare tenuità del fatto: abitualità e limiti
La Cassazione ha respinto il ricorso di un'imputata, confermando che la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non è applicabile in presenza di una condotta abituale, desumibile da numerosi precedenti penali specifici. La gravità intrinseca del reato, incluse minacce, ha ulteriormente escluso la minima offensività.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di falso. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo legato al vizio di motivazione e sulla constatazione della condotta abituale dell'imputata, che esclude l'applicazione di benefici come la particolare tenuità del fatto.
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Tenuità del fatto: quando non si applica allo spaccio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per un'ipotesi di spaccio di stupefacenti. Il Tribunale aveva applicato la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, ma il Procuratore ha impugnato la decisione. La Cassazione ha accolto il ricorso, sottolineando che la condotta abituale dell'imputato, evidenziata da vendite reiterate, possesso di droghe in più luoghi, ingenti somme di denaro e precedenti specifici, è incompatibile con il beneficio della tenuità del fatto.
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Condotta abituale: no tenuità per evasioni ripetute
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La Corte ha confermato che non è possibile applicare la particolare tenuità del fatto a causa della condotta abituale del soggetto, evidenziata da tre episodi di evasione, di cui due legati ad altri reati.
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Condotta Abituale: no alla tenuità del fatto
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato per evasione. La richiesta di applicare la particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa della condotta abituale del reo, desunta da precedenti specifici, che prevale sulla durata dell'allontanamento.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
Un soggetto condannato per ricettazione ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, motivando la decisione con la condotta abituale dell'imputato, il quale aveva già due condanne precedenti per reati della stessa indole (furto) e un altro procedimento in corso. La sentenza ribadisce che la serialità dei comportamenti illeciti osta all'applicazione del beneficio, anche a fronte della modesta entità del singolo reato contestato.
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Particolare tenuità del fatto: quando si applica?
Un amministratore è stato condannato per l'omesso versamento di ritenute fiscali. La Cassazione, pur confermando la sua responsabilità e rigettando la difesa basata sulla crisi economica, ha annullato la sentenza con rinvio. Il motivo è che la Corte d'Appello ha errato nel negare l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, basandosi su una valutazione errata della 'condotta abituale' e non considerando adeguatamente il modesto superamento della soglia di punibilità.
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Particolare tenuità del fatto: no se la condotta è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furti ripetuti. I giudici hanno negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), poiché i reati si inserivano in una condotta abituale e seriale, elemento che osta al beneficio, a prescindere dall'entità del danno.
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Particolare tenuità del fatto: non si applica al reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per esercizio abusivo di attività di gioco. La Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura organizzata e protratta nel tempo dell'attività illecita, considerata quindi abituale.
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Condotta abituale: no alla non punibilità per evasione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. La richiesta di applicare la non punibilità per tenuità del fatto viene respinta a causa della condotta abituale dell'imputato, desunta dai suoi precedenti penali specifici, che prevale sulla minima distanza dell'allontanamento.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa, poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. L'ordinanza sottolinea che la titolarità del conto corrente su cui è stato versato il denaro è una prova sufficiente e che la condotta abituale dell'imputata impedisce l'applicazione della particolare tenuità del fatto, confermando la sua proclività a delinquere.
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