La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della procedibilità nel delitto di **minaccia aggravata**, confermando che il semplice concorso di persone nel reato non equivale automaticamente all'aggravante delle 'più persone riunite'. Nel caso di specie, un'imputata era stata accusata di aver minacciato di morte una persona in concorso con un minore. Poiché l'atto di accusa non descriveva esplicitamente la presenza fisica simultanea dei soggetti durante l'azione, la Corte ha ritenuto il reato procedibile solo a querela di parte. Di conseguenza, intervenuta la remissione della querela, il ricorso del Procuratore Generale è stato dichiarato inammissibile.
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