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Concorso

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244 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concorso frode informatica: il titolare del conto risponde
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto accusato di concorso in frode informatica. La sua colpevolezza è stata desunta dalla titolarità del conto corrente su cui sono confluite le somme illecitamente sottratte alla vittima. Secondo i giudici, mettere a disposizione il proprio conto costituisce un contributo consapevole al reato, sufficiente a configurare il concorso in frode informatica, anche senza una prova diretta della partecipazione all'intrusione nel sistema.
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Inammissibilità del ricorso per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per furto aggravato in concorso. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera riproposizione di argomentazioni già respinte nei gradi di merito, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concorso spaccio stupefacenti: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due persone condannate per spaccio di cocaina. L'ordinanza conferma la confisca del denaro come profitto del reato e ribadisce i limiti del giudizio di legittimità sulla valutazione del concorso spaccio stupefacenti e sulla gravità del fatto, escludendo la scarsa offensività per la cessione di 11 grammi di crack.
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Connivenza non punibile: quando non basta per salvarsi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna condannata per concorso in detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva la tesi della connivenza non punibile, affermando che la donna era solo a conoscenza dell'attività illecita del convivente. La Corte ha invece confermato la decisione del Tribunale del riesame, ritenendo che elementi come il tentativo di eludere i controlli, la presenza di materiale per il confezionamento e di ingenti somme di denaro ingiustificate configurassero un contributo attivo e consapevole al reato, superando la mera passività.
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