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Concorso In Peculato

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concorso in Peculato: Cassazione Annulla Condanna per Vizi di Prova e Prescrizione
L'ex Capogruppo di un Ente Pubblico era stato condannato per concorso in peculato. Avrebbe, con la sua Collaboratrice, simulato acquisti di valori bollati con false attestazioni per appropriarsi di circa 62.000 euro di fondi pubblici. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per i reati commessi fino al 30 giugno 2009, dichiarandoli estinti per prescrizione. Per i restanti reati e per gli aspetti civili, la Cassazione ha rinviato il caso a una diversa sezione della Corte d'Appello di Bologna. Ha ritenuto che la motivazione precedente fosse viziata, non avendo provato in modo sufficiente il dolo e il contributo causale dell'ex Capogruppo nel concorso in peculato.
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Concorso in peculato: limiti e responsabilità
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una misura cautelare per concorso in peculato, chiarendo che la semplice consapevolezza della provenienza illecita del denaro non basta a configurare il reato se manca la disponibilità giuridica dei fondi o una condotta agevolatrice precedente all'appropriazione.
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Concorso in peculato: la Cassazione e l’extraneus
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diversi dipendenti di una società pubblica per il reato di peculato continuato. La sentenza analizza in dettaglio la figura del concorso in peculato, specificando che anche il complice privo della qualifica di incaricato di pubblico servizio (extraneus) risponde del reato se è consapevole, anche solo a livello di colpa, della qualifica posseduta dai correi (intraneus). Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto provato il dolo, data la sistematica e organizzata natura delle appropriazioni di beni aziendali.
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Concorso in peculato: la Cassazione sulla pena accessoria
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di concorso in peculato, distinguendolo dalla ricettazione. Un soggetto, pur estraneo alla pubblica amministrazione, è stato condannato per aver ricevuto somme di denaro illecitamente appropriate da un funzionario di banca incaricato di pubblico servizio. La Corte ha confermato la condanna principale, ritenendo cruciale la consapevolezza dell'imputato e il suo ruolo attivo, come l'apertura di un conto corrente dedicato. Tuttavia, ha annullato e rideterminato alcune pene accessorie applicate erroneamente dai giudici di merito, chiarendo i limiti di durata previsti dalla legge.
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Concorso in peculato: il ruolo dell’extraneus
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare per un soggetto accusato di associazione mafiosa e peculato. La sentenza chiarisce i presupposti del concorso in peculato da parte di un soggetto 'extraneus' (privato cittadino) che, con la complicità dell'amministratore giudiziario ('intraneus'), si appropria dei beni di un'impresa confiscata, sfruttando la posizione di quest'ultimo.
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Concorso in peculato: la responsabilità dell’estraneo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30195/2025, ha rigettato il ricorso di un soggetto accusato di concorso in peculato e associazione mafiosa. Il caso riguardava l'appropriazione di fondi di un'azienda confiscata, gestita da un amministratore giudiziario. La Corte ha confermato che anche un privato cittadino (extraneus) può essere ritenuto responsabile per il reato di peculato se agisce in concorso con il pubblico ufficiale, sfruttando la relazione di quest'ultimo con il bene per appropriarsene. È stata altresì confermata la gravità indiziaria per il reato associativo, basata sul ruolo attivo del ricorrente nella gestione dell'impresa e nel sostegno ai familiari detenuti.
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Concorso in peculato: la Cassazione e l’extraneus
La Corte di Cassazione conferma la condanna per concorso in peculato a carico del titolare di un'agenzia e di suo figlio. La Corte ha ritenuto inammissibili i ricorsi, stabilendo che la presentazione di un documento falso per coprire l'ammanco di fondi pubblici costituisce prova di una chiara concertazione e collaborazione, anche da parte del soggetto 'extraneus' (il figlio), rendendolo pienamente partecipe del reato.
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