Cinque imputati sono stati condannati per rapina pluriaggravata ai danni di una gioielleria, con un bottino di circa 80.000 euro. Ciascuno ha svolto un ruolo specifico: chi ha suggerito il colpo, chi ha fatto i sopralluoghi, chi è entrato nel negozio e chi ha organizzato lo scambio delle auto per la fuga. Gli imputati hanno presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che le loro condotte non integrassero il concorso di persone nel reato ma figure minori come il favoreggiamento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. I giudici hanno confermato che anche i contributi indiretti, come pianificare il colpo o fornire l'auto per la fuga, costituiscono piena partecipazione al reato se concordati in precedenza. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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