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Concordato — Anno 2026

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89 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato

Provvedimenti

Concordato in appello e pene sostitutive
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito riguardante un concordato in appello per i reati di riciclaggio e ricettazione. Il giudice di secondo grado aveva accolto la riduzione della pena pattuita tra le parti, ma aveva omesso di pronunciarsi sulla contestuale richiesta di sostituzione della detenzione con il lavoro di pubblica utilità. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice non può scindere l'accordo: deve accoglierlo o rigettarlo integralmente, includendo le sanzioni sostitutive se queste fanno parte del patto processuale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione ribadisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare doglianze sui motivi rinunciati o sulla mancata applicazione del proscioglimento immediato. Inoltre, la determinazione della sanzione può essere contestata solo se questa risulta palesemente illegale, ovvero non conforme ai limiti edittali previsti dalla legge.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente aveva sollevato doglianze relative a motivi già rinunciati e alla mancata valutazione del proscioglimento d'ufficio. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta siglato l'accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p., i vizi sulla determinazione della sanzione sono deducibili solo se la pena inflitta è illegale, ovvero non prevista dalla legge o fuori dai limiti edittali.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per ricettazione a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento previste dall'articolo 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che l'adesione al concordato in appello limita drasticamente i motivi di ricorso, escludendo la possibilità di contestare la mancata applicazione del proscioglimento d'ufficio, a meno che non si tratti di prescrizione maturata prima della sentenza. La decisione conferma il rigore procedurale legato ai riti deflattivi.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputate che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., contestavano la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. La Corte ha ribadito che il controllo del giudice sulla pena concordata è limitato alla sua legalità. Poiché le parti rinunciano ai motivi di appello per raggiungere l'accordo, il giudice non è tenuto a motivare l'assenza di cause di proscioglimento immediato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello per reati legati agli stupefacenti. L'imputato contestava la misura della pena e la mancata applicazione di attenuanti, nonostante avesse precedentemente concordato la sanzione con il Pubblico Ministero. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello vincola le parti: una volta che il giudice ratifica l'accordo, la pena non può essere contestata unilateralmente, salvo i rari casi di illegalità della sanzione o vizi nella formazione della volontà.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. Nonostante l'accordo sulla pena raggiunto in secondo grado per reati inerenti gli stupefacenti, la difesa aveva tentato di contestare la misura della sanzione e i criteri di calcolo ex art. 133 c.p. La Suprema Corte ha ribadito che il concordato in appello costituisce un negozio processuale vincolante: una volta che le parti hanno liberamente pattuito la pena e il giudice l'ha ratificata, non è possibile contestarne la congruità in sede di legittimità, salvo il caso di pena illegale o vizi nella formazione della volontà.
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Ricorso straordinario e procedura de plano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un **ricorso straordinario** presentato per un presunto errore di fatto. Il ricorrente lamentava la mancata notifica dell'avviso di udienza, sostenendo che tale omissione avesse leso il diritto di difesa. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che la decisione impugnata era stata assunta con procedura de plano, la quale, per legge, non prevede la fissazione di un'udienza né la comunicazione alle parti. Non essendoci stata alcuna svista percettiva, ma una corretta applicazione delle norme processuali, il ricorso è stato rigettato con condanna alla sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per associazione a delinquere e truffa. Il ricorrente contestava la carenza di motivazione in merito al proscioglimento d'ufficio, nonostante la pena fosse stata rideterminata tramite concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione sulla responsabilità, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato sulla pena: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente aveva tentato di sollevare generiche cause di non punibilità, ignorando che l'adesione al concordato implica la rinuncia ai motivi di gravame. La Suprema Corte ha ribadito che tale condotta rende il ricorso radicalmente inammissibile, condannando il soggetto al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, nonostante avesse sottoscritto un **concordato in appello** ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., pretendeva il riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di merito, rendendo impossibile contestare la punibilità in sede di legittimità, salvo il caso di pena illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la pena inflitta a seguito di un concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di un accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., non è possibile impugnare l'entità della sanzione se questa rispetta i termini dell'accordo e non presenta profili di illegalità. Inoltre, eventuali vizi di notifica devono essere eccepiti tempestivamente in udienza, pena la loro preclusione. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: effetti e sanzioni pecuniarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per reati inerenti agli stupefacenti. Nonostante l'impugnazione originaria contestasse il trattamento sanzionatorio e le aggravanti, il difensore, munito di procura speciale, ha depositato una formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. Tale atto ha determinato l'arresto del procedimento e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle ammende, in conformità con i principi di responsabilità processuale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un Concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la mancata applicazione delle cause di proscioglimento d'ufficio. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia implicita a far valere vizi non concordati, inclusi quelli relativi all'art. 129 c.p.p., limitando il potere decisionale del giudice ai soli termini dell'intesa raggiunta tra le parti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato, condannato per reati inerenti agli stupefacenti, aveva concordato la pena rinunciando ai motivi di appello, ma ha successivamente tentato di contestare in Cassazione la sussistenza di un'aggravante. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello limita la cognizione del giudice ai soli punti oggetto dell'accordo, rendendo inammissibili le doglianze su profili già rinunciati, come le circostanze del reato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, intendeva contestare la qualificazione giuridica del fatto. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta la rinuncia implicita a far valere vizi relativi al merito del reato o a cause di non punibilità, limitando il ricorso per cassazione esclusivamente a questioni sulla formazione della volontà o sull'illegalità della pena.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la sentenza per violazione dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia ai motivi non concordati, rendendo il concordato in appello un limite invalicabile per successive doglianze di merito, salvo vizi sulla formazione della volontà o difformità della pronuncia rispetto all'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di concordato in appello. Il ricorrente lamentava un errore nel calcolo del quantitativo di stupefacenti sequestrati, sostenendo che tale svista avesse viziato il suo consenso all'accordo sulla pena. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello, disciplinato dall'art. 599-bis c.p.p., limita drasticamente i motivi di ricorso in Cassazione, escludendo le doglianze relative al merito o a questioni rinunciate, come la qualificazione giuridica del fatto.
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Carenza di interesse: ricorso inutile se la pena è ok
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria, evidenziando una manifesta carenza di interesse. L'imputato contestava il rigetto di un concordato in appello che avrebbe ridotto la pena di un sesto. Tuttavia, i giudici di secondo grado avevano già applicato una pena inferiore rispetto a quella che sarebbe derivata dall'accordo proposto, rendendo l'impugnazione priva di utilità pratica per il ricorrente.
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Concordato in appello: limiti della motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I ricorrenti lamentavano l'assenza di una motivazione analitica riguardo al mancato proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha chiarito che, nel quadro di un accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p., il giudice non è tenuto a motivare specificamente sull'insussistenza di cause di non punibilità, poiché l'accordo stesso implica una rinuncia ai motivi di merito. Il controllo giurisdizionale deve limitarsi alla verifica della legalità della pena pattuita.
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