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Concordato Fallimentare

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95 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato Fallimentare: Nullità vs Risoluzione
Una società proponeva un concordato fallimentare, successivamente terminato per inadempimento. In Cassazione, la società sosteneva che il concordato fosse nullo fin dall'origine. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per il concordato fallimentare la legge prevede un sistema chiuso di rimedi (risoluzione e annullamento), escludendo espressamente l'azione generale di nullità per garantire la stabilità della procedura.
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Diritto di voto cartolarizzazione: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3220/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di diritto fallimentare. La Corte ha negato il diritto di voto alle società di cartolarizzazione nei concordati fallimentari, qualora queste abbiano acquistato i crediti dopo la dichiarazione di fallimento e non siano iscritte nell'albo degli intermediari finanziari previsto dall'art. 106 del Testo Unico Bancario. La decisione si basa su un'interpretazione letterale e restrittiva della norma (art. 127 Legge Fallimentare), che concede una deroga al divieto di voto solo a banche e, appunto, agli 'altri intermediari finanziari' vigilati. Secondo la Suprema Corte, le società di cartolarizzazione, pur operando nel mercato dei crediti, non possiedono i requisiti di vigilanza e controllo richiesti dalla legge per essere equiparate a tali intermediari, escludendo quindi una loro partecipazione al voto sulla proposta di concordato. Questo chiarisce il perimetro del diritto di voto cartolarizzazione, privilegiando la stabilità e la prevenzione di manovre speculative.
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Responsabilità curatore fallimentare: quando è lecita?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità del curatore fallimentare. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni da parte di un creditore per un presunto ritardo nell'esecuzione di un piano di riparto e per l'indebita trattenuta di somme. La Corte ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del curatore fallimentare in quanto le sue azioni erano giustificate dall'opportunità procedurale, come la pendenza di un concordato, e autorizzate dal giudice delegato.
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Nullità atti notarili: il caso del complesso residenziale
La Corte di Cassazione esamina un caso di nullità atti notarili relativi ad aree pertinenziali di un complesso residenziale. Una società immobiliare ha impugnato le sentenze di merito che avevano annullato la vendita, effettuata dal commissario di una cooperativa in liquidazione, per difetto di potere e autorizzazioni. La Suprema Corte, ravvisando questioni di particolare importanza giuridica, tra cui l'efficacia del giudicato e l'esecuzione di un concordato fallimentare, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza emettere una decisione finale.
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Imposta di registro concordato: ecco la base imponibile
Una società ha impugnato avvisi di liquidazione per l'imposta di registro su un concordato fallimentare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5880/2025, ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nel calcolo dell'imposta di registro concordato, il valore dei debiti accollati dal terzo assuntore non deve essere incluso nella base imponibile. Quest'ultima è costituita esclusivamente dal valore dei beni e dei diritti trasferiti.
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Concordato fallimentare: tassazione e decreto
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di tassazione del concordato fallimentare con terzo assuntore. In una recente ordinanza, i giudici hanno chiarito che l'atto soggetto a imposta di registro proporzionale è il decreto di omologazione, poiché produce l'immediato effetto traslativo dei beni. Di conseguenza, i successivi decreti di trasferimento sono meri atti esecutivi e non possono essere tassati autonomamente. La Corte ha quindi annullato l'avviso di liquidazione emesso dall'Agenzia delle Entrate che aveva erroneamente tassato l'atto successivo, accogliendo il ricorso del contribuente.
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Concordato Fallimentare: Quando è valido l’accordo
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un concordato fallimentare approvato nonostante l'assenza di una perizia di stima. La Corte ha stabilito che gli accordi privati tra la società proponente e i creditori ipotecari, che accettavano un soddisfacimento parziale, sono legittimi, soprattutto a fronte di un'approvazione unanime della proposta. È stato inoltre respinto il ricorso basato su un presunto abuso del diritto, in quanto la valutazione di convenienza economica del concordato rispetto alla liquidazione è un'analisi di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Concordato fallimentare: il conflitto di interessi
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso alla pubblica udienza un caso cruciale in materia di concordato fallimentare. La controversia verte su due questioni di particolare rilevanza: primo, se il rigetto per conflitto di interessi di una proposta di concordato approvata dai creditori imponga la presentazione di una nuova proposta o se si debba procedere all'omologazione della proposta concorrente, indebitamente pretermessa. Secondo, se il conflitto di interessi sussista solo quando il proponente vota a favore della propria proposta o anche quando vota contro quella concorrente. La Corte ha ritenuto le questioni meritevoli di un'approfondita discussione pubblica prima di una decisione finale.
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Concordato fallimentare: tassazione per il terzo
Una società, terza assuntrice in un concordato fallimentare, ha impugnato un avviso di liquidazione dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la trattazione del caso per permettere alle parti di finalizzare un accordo transattivo, sospendendo la decisione sui complessi motivi di ricorso relativi alla base imponibile e al principio di alternatività IVA/registro.
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Cessione azione revocatoria: tassazione e effetti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21184/2025, ha chiarito la natura fiscale della cessione dell'azione revocatoria nell'ambito di un concordato fallimentare. Una società, in qualità di assuntore, contestava l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale sul decreto di omologa che trasferiva anche un'azione revocatoria. La Suprema Corte ha stabilito che tale cessione non ha una mera funzione processuale, ma una natura liquidatoria. Questo implica un trasferimento anticipato del bene oggetto della revocatoria, giustificando così l'applicazione dell'imposta proporzionale come per un normale atto di trasferimento immobiliare.
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Impugnazione avviso di liquidazione: quando è tardi?
Una società ha richiesto il rimborso di un'imposta di registro versata a seguito di un concordato fallimentare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la mancata impugnazione dell'avviso di liquidazione nei termini di legge rende la pretesa fiscale definitiva e preclude la possibilità di un successivo rimborso, anche se l'importo fosse ritenuto eccessivo. La sentenza sottolinea l'importanza di contestare tempestivamente gli atti impositivi.
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Tassazione concordato: IVA su beni strumentali
In un caso di acquisizione di asset tramite concordato fallimentare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la cessione di immobili strumentali (categoria D/1) è soggetta a IVA e, per il principio di alternatività, a imposta di registro fissa. Tuttavia, per gli altri beni (avviamento, marchi, attrezzature), spetta al contribuente dimostrare la loro natura strumentale. La Corte ha cassato la sentenza precedente che non aveva considerato questo onere della prova, rinviando il caso per una nuova valutazione su tali beni specifici.
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Tassazione concordato fallimentare: la base imponibile
Una società ha contestato un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate relativo all'imposta di registro su un decreto di omologa di concordato fallimentare. L'Amministrazione Finanziaria aveva calcolato l'imposta includendo nella base imponibile sia il corrispettivo pagato per l'acquisizione dell'attivo sia l'accollo dei debiti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio chiave sulla tassazione del concordato fallimentare: la base imponibile per l'imposta di registro deve essere calcolata solo sul valore dei beni e diritti trasferiti, escludendo il contestuale accollo dei debiti del fallimento.
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Tassazione concordato fallimentare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro per un decreto di omologazione di concordato fallimentare con terzo assuntore deve essere proporzionale e non fissa. La tassazione si basa sull'effetto traslativo immediato dei beni, indipendentemente dalla loro natura. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza precedente perché non ha esaminato correttamente le contestazioni sulla determinazione della base imponibile, precisando che il debito accollato non concorre al suo calcolo, che deve basarsi unicamente sul valore dei beni ceduti.
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Decreti tassi soglia: il giudice deve conoscerli
Una banca ha contestato la parziale reiezione del suo credito in una procedura fallimentare. Durante il processo, è stato omologato un concordato e il debitore è tornato solvibile. La banca ha riassunto la causa, ma il debitore ha sollevato un'eccezione di usura. La Corte di Cassazione ha stabilito che il tribunale ha errato sia nel condannare il debitore al pagamento (invece di decidere solo sulla distribuzione dei fondi accantonati), sia nell'addossare al debitore l'onere di produrre i decreti ministeriali sui tassi soglia. La Corte ha ribadito che i decreti tassi soglia sono atti normativi che il giudice è tenuto a conoscere e applicare.
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