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Concessione Abusiva Di Credito

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Si verifica quando una banca finanzia un'impresa pur essendo a conoscenza del suo stato di insolvenza o di grave crisi, aggravandone il dissesto. È un comportamento illecito che può generare una responsabilità della banca.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compensazione giudiziale: no a crediti incerti contro banche
Una società di gestione crediti chiedeva l'ammissione al passivo del fallimento di un'azienda per saldi debitori di conto corrente. Il curatore si opponeva eccependo la concessione abusiva di credito e invocando la compensazione giudiziale con il danno derivante dal ritardato fallimento. Il Tribunale ammetteva il credito ignorando l'eccezione di inammissibilità della compensazione sollevata dalla creditrice. La Cassazione ha accolto il ricorso incidentale della società creditrice, stabilendo che la compensazione giudiziale non può essere pronunciata se il controcredito opposto è contestato e non è certo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Concessione abusiva di credito: se c’è reato il mutuo è nullo
Un'azienda in fallimento contesta l'ammissione al passivo dei crediti di una società finanziaria, derivanti da cinque finanziamenti. Il curatore eccepisce la concessione abusiva di credito, sostenendo che i finanziamenti abbiano solo ritardato il fallimento aggravando il dissesto. Il Tribunale respinge l'eccezione ritenendo che la violazione delle regole di sana gestione non comporti la nullità dei contratti. La Cassazione accoglie il ricorso del Fallimento: la concessione abusiva di credito a un'impresa insolvente, se finalizzata a ritardare la crisi e ad aumentare i debiti, configura un reato-contratto nullo per contrarietà a norme imperative. Di conseguenza, il credito erogato è irripetibile. La causa viene rinviata al Tribunale per verificare la sussistenza del reato e decidere sull'azione revocatoria precedentemente ignorata.
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Concessione abusiva di credito: Banca finanzia azienda, perde tutto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di finanziamento per **concessione abusiva di credito**. Una banca aveva continuato a finanziare un'azienda pur essendo a conoscenza del suo grave stato di insolvenza. Dopo il fallimento dell'azienda, la banca ha tentato di recuperare il suo credito, ma i giudici hanno respinto la richiesta. La Corte ha stabilito che finanziare un'impresa decotta, ritardandone il fallimento e aggravandone il dissesto, viola una norma imperativa (quella che sanziona la bancarotta semplice). Di conseguenza, il contratto è nullo e la banca non ha diritto ad alcun rimborso, perdendo l'intero importo finanziato.
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Concessione abusiva di credito: banca condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un istituto di credito per la concessione abusiva di credito a favore di una società tessile in stato di decozione. La banca, finanziando un'impresa palesemente insolvente, ha permesso il mantenimento artificioso dell'attività, aggravando il dissesto patrimoniale a danno della massa dei creditori. La sentenza ribadisce la legittimazione del Curatore fallimentare ad agire contro la banca e chiarisce che la prescrizione quinquennale decorre dal momento in cui l'insufficienza patrimoniale diventa oggettivamente percepibile dai terzi, coincidente solitamente con la dichiarazione di fallimento.
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Concessione abusiva di credito: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29840/2023, ha annullato una decisione di merito che aveva ritenuto una banca responsabile per concessione abusiva di credito. La Corte ha stabilito che per accertare tale responsabilità non sono sufficienti indizi generici, ma è necessaria un'analisi analitica e puntuale della situazione patrimoniale dell'impresa al momento esatto del finanziamento, basata su una valutazione 'ex ante' e non su eventi successivi. La mancanza di questa analisi rigorosa vizia la sentenza per 'motivazione apparente'.
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Concessione abusiva credito: quando la banca è responsabile?
Due acquirenti, dopo aver ricevuto un prestito ponte da una banca per l'acquisto di un immobile da una società poi fallita, hanno accusato l'istituto di concessione abusiva di credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha chiarito che il solo stato di insolvenza del soggetto finanziato non è sufficiente a provare l'abuso; è necessario dimostrare anche una violazione specifica delle regole di valutazione del merito creditizio da parte della banca.
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Responsabilità amministratori: prova del danno essenziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una procedura fallimentare contro l'ex amministratore e diverse banche. La decisione sottolinea un principio fondamentale nella responsabilità amministratori: l'attore deve fornire una prova rigorosa non solo della condotta illecita, ma anche del danno specifico che ne è derivato e del nesso causale diretto. In assenza di tale prova, le richieste di risarcimento non possono essere accolte, né nei confronti dei gestori né degli istituti di credito per concessione abusiva.
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Concessione abusiva di credito e nullità del mutuo
Un istituto di credito ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per un credito derivante da un mutuo garantito dallo Stato. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, dichiarando nullo il contratto per concessione abusiva di credito, ravvisando un concorso della banca nel reato di bancarotta semplice. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che per dichiarare la nullità non basta ipotizzare il reato, ma è necessaria una motivazione rigorosa che dimostri gli elementi oggettivi e soggettivi del concorso della banca, quale soggetto esterno, nel reato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Concessione abusiva di credito: stop alla banca
Una banca si è vista respingere la richiesta di ammissione del proprio credito in un fallimento a causa di una concessione abusiva di credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che il giudice fallimentare può compiere una valutazione incidentale del danno causato dalla banca per 'paralizzare' e quindi respingere la sua pretesa creditoria, senza la necessità di un autonomo giudizio di responsabilità.
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Concessione abusiva di credito: la responsabilità
Una società finanziaria è stata condannata per concessione abusiva di credito dopo aver stipulato un accordo transattivo con un'impresa già in grave dissesto. La Corte di Appello di Firenze ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo la finanziaria responsabile per aver aggravato lo stato di insolvenza dell'impresa, non essendoci ragionevoli prospettive di risanamento. Il danno è stato quantificato nelle somme percepite dalla finanziaria in forza dell'accordo illecito.
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