Due titolari di agenzie di pratiche automobilistiche sono stati condannati per aver utilizzato un numero elevatissimo di marche da bollo contraffatte su atti di passaggio di proprietà di veicoli. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato più grave di detenzione in concerto con i falsari, respingendo la richiesta di derubricare il fatto nel meno grave reato di semplice uso. La Corte ha chiarito che l'acquisto sistematico di valori falsi a prezzo stracciato, senza fatture e in quantità industriali, dimostra l'esistenza di un canale clandestino e di un accordo con l'organizzazione criminale. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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