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Comportamento Abituale

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105 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per violazione di misure di prevenzione. La decisione si fonda su tre pilastri: l'impossibilità di rivalutare i fatti in sede di legittimità, la preclusione della causa di non punibilità per 'tenuità del fatto' a causa del comportamento abituale del reo, e l'aspecificità dei motivi di appello che non contestavano adeguatamente la decisione precedente.
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Comportamento abituale: niente tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. La decisione si fonda sulla sussistenza del 'comportamento abituale' del ricorrente, dimostrato da quattro precedenti specifici per furto, che osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131 bis c.p.
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Evasione e recidiva: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha confermato che allontanarsi dall'abitazione, anche solo per pochi minuti e rimanendo nell'area condominiale aperta, integra il reato. Inoltre, ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa del comportamento abituale del reo, evidenziato da precedenti condanne per lo stesso crimine, confermando così l'importanza della recidiva nel giudizio.
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Comportamento abituale: quando esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che il comportamento abituale, ostativo alla concessione del beneficio, può essere desunto dalla presenza di precedenti penali specifici della stessa indole, senza che sia necessaria una formale dichiarazione di delinquenza abituale. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Comportamento abituale: niente non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna. La Corte ha stabilito che la presenza di numerosi precedenti penali per reati della stessa indole qualifica un comportamento abituale, escludendo così la possibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis del codice penale.
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