La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24705/2025, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato estinto un reato per revoca tacita querela. La Corte ha stabilito che l'assenza della persona offesa al dibattimento, se la notifica della citazione è avvenuta per compiuta giacenza, non è sufficiente a dimostrare la volontà di rimettere la querela. È necessaria la prova della conoscenza effettiva, e non solo legale, della citazione e delle conseguenze della mancata comparizione.
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