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Competenza Territoriale Stupefacenti

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza territoriale stupefacenti: decide l’accordo telefonico
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo tra il Giudice per le indagini preliminari di Reggio Emilia e quello di Bologna. Il caso riguarda L'Acquirente, attivo a Bologna, che ha concordato telefonicamente l'acquisto di droga con dei fornitori a Reggio Emilia. Entrambi i giudici rifiutavano la propria competenza. La Suprema Corte stabilisce che la competenza territoriale stupefacenti spetta al giudice del luogo in cui si perfeziona l'accordo contrattuale. Nel caso di trattativa telefonica, questo coincide con il luogo in cui il proponente riceve notizia dell'accettazione della proposta. Di conseguenza, la Cassazione dichiara la competenza del Tribunale di Bologna, disponendo la trasmissione degli atti a quest'ultimo.
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Competenza territoriale stupefacenti: il luogo del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per spaccio. Si è chiarito che, ai fini della competenza territoriale stupefacenti, il criterio determinante è il luogo in cui avviene la vendita finale al consumatore e non il luogo dove la sostanza viene semplicemente detenuta. La difesa dell'indagato è stata ritenuta generica perché si concentrava sulla detenzione in un circondario diverso da quello della cessione contestata.
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Competenza territoriale stupefacenti: il luogo del reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1727/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per trasporto di sostanze stupefacenti. Il caso chiarisce un punto fondamentale sulla competenza territoriale stupefacenti: per il reato di trasporto, la giurisdizione si radica nel luogo da cui la sostanza è partita (in questo caso, Roma) e non nel luogo di destinazione (Perugia). La Corte ha rigettato anche gli altri motivi di ricorso relativi alla valutazione delle prove e alla dosimetria della pena.
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Competenza territoriale stupefacenti: il caso di Milano
La Cassazione ha respinto il ricorso di una donna agli arresti domiciliari per traffico di stupefacenti, confermando la competenza territoriale stupefacenti del Tribunale di Milano. La Corte ha stabilito che la competenza si radica nel luogo del primo atto penalmente rilevante, in questo caso l'organizzazione dell'acquisto avvenuta a Milano, anche se l'importazione è avvenuta altrove.
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Competenza territoriale stupefacenti: il principio della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti, confermando la competenza territoriale del tribunale del luogo in cui è avvenuto il sequestro della droga e non quello di importazione. La sentenza chiarisce che l'estrazione dati da un cellulare non è un accertamento tecnico irripetibile. La decisione si fonda sul principio della competenza territoriale stupefacenti basata sul luogo dell'ultimo frammento dell'azione criminosa, quando il momento iniziale non è noto.
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Competenza territoriale stupefacenti: decide il sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico internazionale di stupefacenti, il quale contestava la competenza territoriale del tribunale. Secondo la difesa, la competenza spettava al giudice del luogo di primo ingresso della droga in Italia. La Suprema Corte ha invece confermato il principio secondo cui, in caso di incertezza sul luogo di inizio della consumazione del reato, la competenza territoriale si radica nel luogo dove avviene l'accertamento del reato, ovvero il sequestro della sostanza. La sentenza ha inoltre ribadito i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza in fase cautelare.
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