Un indagato ha contestato la decisione del Tribunale di Torino di confermare la sua custodia cautelare in carcere per traffico di droga. L'indagato sosteneva che il tribunale competente fosse quello di Roma, poiché a Civitavecchia era stato commesso il reato di trasporto di cocaina, da lui ritenuto più grave rispetto alla partecipazione all'associazione criminale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza di Torino. I giudici hanno chiarito che la competenza territoriale nei reati associativi si determina in base al reato di associazione, che in questo caso è il più grave. Trattandosi di un'organizzazione senza una sede fissa, si applica la regola suppletiva del luogo in cui è stata compiuta l'ultima parte dell'azione, ovvero nel territorio torinese.
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