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Competenza Territoriale Nei Reati Associativi

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza territoriale nei reati associativi: conta la sede
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra due uffici giudiziari in merito a un'associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale tramite società fittizie. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale nei reati associativi si radica nel luogo in cui si manifesta l'operatività concreta della struttura criminale e dove hanno sede le società "cartiere" utilizzate per le frodi, e non nel luogo di residenza del presunto capo dell'organizzazione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato la competenza del Tribunale in cui operavano le società fittizie, ordinando la trasmissione degli atti per la prosecuzione del procedimento penale.
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Competenza territoriale nei reati associativi: Roma cede a Prato
L'Indagata è stata sottoposta a custodia cautelare in carcere con l'accusa di essere promotrice di un'associazione finalizzata al traffico di droga operante tra Prato e Roma. La difesa ha eccepito l'incompetenza del Tribunale di Roma, sostenendo che la direzione strategica del sodalizio si trovasse a Prato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza territoriale nei reati associativi si determina nel luogo in cui si svolge la programmazione e la direzione delle attività criminose, e non dove l'associazione è nata o dove è avvenuto l'ultimo reato-scopo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato gli atti al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione.
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Competenza territoriale nei reati associativi: decide la regia
Un indagato per traffico di droga ha contestato la decisione del Tribunale del Riesame di Roma, che aveva confermato la sua custodia in carcere ritenendo Roma competente a giudicare il caso. La difesa ha sostenuto che la competenza spettasse a Firenze, poiché la base operativa e decisionale del gruppo criminale si trovava a Prato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza territoriale nei reati associativi si determina nel luogo in cui si pianificano e si dirigono le attività illecite, e non dove si consumano i singoli reati. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza con rinvio per una nuova valutazione.
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Competenza territoriale nei reati associativi: conta il comando
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un indagato per narcotraffico che contestava la competenza del Tribunale di Catanzaro a favore di quello di Milano. La difesa sosteneva che i traffici fossero gestiti in Lombardia e che vi fosse un legame con un altro processo milanese. La Suprema Corte ha chiarito che la competenza territoriale nei reati associativi si determina nel luogo in cui si trova il centro decisionale e strategico dell'organizzazione, ovvero la base operativa e direttiva, e non dove vengono materialmente commessi i singoli reati-fine. Poiché il vertice dell'associazione risiedeva e impartiva ordini in Calabria, la competenza spetta ai giudici calabresi. Il ricorso è stato quindi rigettato con condanna alle spese.
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Competenza territoriale nei reati associativi: Torino contro Roma
Un indagato ha contestato la decisione del Tribunale di Torino di confermare la sua custodia cautelare in carcere per traffico di droga. L'indagato sosteneva che il tribunale competente fosse quello di Roma, poiché a Civitavecchia era stato commesso il reato di trasporto di cocaina, da lui ritenuto più grave rispetto alla partecipazione all'associazione criminale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza di Torino. I giudici hanno chiarito che la competenza territoriale nei reati associativi si determina in base al reato di associazione, che in questo caso è il più grave. Trattandosi di un'organizzazione senza una sede fissa, si applica la regola suppletiva del luogo in cui è stata compiuta l'ultima parte dell'azione, ovvero nel territorio torinese.
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Competenza territoriale nei reati associativi: Calabria batte Milano
Il Tribunale di Catanzaro confermava la custodia in carcere per Il Ricorrente, accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa contestava la competenza territoriale del giudice calabrese a favore di quello milanese, sostenendo la sovrapposizione con un altro procedimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la competenza territoriale nei reati associativi si radica nel luogo in cui si trova la base operativa e direzionale del sodalizio (in questo caso Guardavalle, in Calabria), dove i vertici pianificano le attività e impartiscono ordini. La Corte ha confermato la misura cautelare, ritenendo pienamente provata la partecipazione del Ricorrente all'organizzazione criminale.
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