Le eredi di un noto gallerista hanno contestato la validità dei mandati professionali conferiti a un legale, lamentando l'illegittimità delle tariffe orarie, della clausola di revoca dello sconto e dei premi di maggiorazione (palmari), ritenuti un mascherato patto di quota lite. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle eredi, confermando la decisione d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che la determinazione del compenso professionale avvocato tramite tariffe orarie e palmari aggiuntivi è pienamente legittima se pattuita in modo chiaro e trasparente. Inoltre, ha escluso lo status di consumatore per la vedova, in quanto ha agito per scopi connessi alla liquidazione della società di famiglia, rendendo valida nei suoi confronti anche la clausola di revoca dello sconto in caso di recesso anticipato.
Continua »