La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31416/2024, ha stabilito che la compensazione spese è illegittima quando la parte è totalmente vittoriosa, anche se la pretesa originaria dell'ente impositore fosse fondata nel merito. Un contribuente, dopo aver ottenuto l'annullamento di una cartella esattoriale per un vizio di notifica, si era visto compensare le spese legali. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che la vittoria processuale, seppur per motivi procedurali, obbliga alla condanna della parte soccombente alle spese, salvo la presenza di 'gravi ed eccezionali ragioni' che, nel caso di specie, non sussistevano.
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