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Compensazione Delle Spese — Anno 2024

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Compensazione Delle Spese

Provvedimenti

Definizione agevolata: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni contribuenti contro l'ente previdenziale. Durante il giudizio, i ricorrenti avevano aderito alla definizione agevolata dei carichi fiscali (c.d. rottamazione-quater), un'azione che implica la rinuncia al contenzioso. Secondo la Corte, questa adesione determina una sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, rendendo l'appello inammissibile, anche se il pagamento del debito non è stato ancora completato.
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Estinzione del processo: rinuncia e accordo tra parti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia tributaria tra un Ente Locale e un'Associazione sportiva. A seguito di un ricorso per cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e presentato una rinuncia congiunta. La Corte, prendendo atto della sopravvenuta carenza di interesse, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 390 c.p.c., compensando integralmente le spese di lite tra le parti e chiarendo che non si applica il versamento del doppio contributo unificato in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo in materia tributaria. Il caso vedeva contrapposti un'associazione nautica e un Comune per il pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU). A seguito della rinuncia congiunta, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali e specificando che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al giudizio: come estingue il processo
Una società impugna una sentenza tributaria in Cassazione ma, successivamente, presenta una formale rinuncia al giudizio. L'Agenzia Fiscale accetta la rinuncia. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara estinto il processo per rinuncia, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: no al raddoppio del contributo
Una società per azioni, dopo aver impugnato in Cassazione il rigetto della sua proposta di accordo di ristrutturazione, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali per la novità della questione. Fondamentale la precisazione che in caso di rinuncia al ricorso, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in caso di esito negativo dell'impugnazione (rigetto, inammissibilità o improcedibilità) e non può essere estesa per analogia.
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Responsabilità del conduttore: presunzione buono stato
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di danni a un immobile concesso prima in comodato a un'associazione e poi in locazione a privati. L'ordinanza chiarisce la presunzione di buono stato dell'immobile all'inizio della locazione in assenza di descrizione, addossando la piena responsabilità del conduttore per i danni riscontrati. La Corte ha inoltre cassato la sentenza d'appello sulla compensazione delle spese legali, ritenendo insufficiente la motivazione addotta dal giudice di merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio dopo che la società ricorrente ha formalmente rinunciato al proprio ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia, portando la Corte a terminare il procedimento e a disporre la compensazione integrale delle spese legali tra le parti coinvolte.
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Cessazione materia del contendere: accordo e fine lite
Una società e l'Agenzia delle Entrate hanno risolto una controversia tributaria tramite un accordo conciliativo mentre era in corso un giudizio di revocazione in Cassazione. Su istanza concorde delle parti, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al procedimento e compensando le spese legali, poiché era venuto meno l'interesse a proseguire la causa.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiude il caso
Un caso riguardante l'esecuzione di un contratto preliminare si conclude in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito di un accordo transattivo, l'appellante ha rinunciato al ricorso e la Corte ha formalizzato la fine del processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società contribuente ha impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Durante il giudizio in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, l'agente della riscossione. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti. È stato inoltre chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
Una società garante, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro l'escussione di una polizza fideiussoria da parte di un ente pubblico, ha formalizzato la rinuncia al ricorso. L'ente ha accettato la rinuncia, concordando la compensazione delle spese legali. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi nel merito della controversia.
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Carenza d’interesse: appello inammissibile in Cassazione
Una docente aveva impugnato in Cassazione il diniego al suo trasferimento scolastico. Tuttavia, durante il giudizio, avendo ottenuto il trasferimento desiderato, ha comunicato la cessazione del suo interesse a proseguire la causa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, compensando le spese legali tra le parti.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'insegnante per una procedura di mobilità. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la ricorrente ha ottenuto il trasferimento desiderato durante il processo, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Cessazione materia contendere: l’accordo è vincolante
Un'associazione culturale e l'Amministrazione finanziaria, dopo aver raggiunto un accordo transattivo, hanno richiesto la cessazione della materia del contendere in Cassazione. L'Agenzia ha però preteso il pagamento delle spese legali, sostenendo la tardività della conciliazione. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, dichiarando il giudizio estinto e compensando le spese, poiché l'accordo quadro firmato dalle parti prevedeva esplicitamente la compensazione, rendendo tale patto vincolante e prevalente su altre considerazioni.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un ente di servizi alla persona e un comune, dopo aver presentato ricorso e controricorso in Cassazione avverso una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, hanno raggiunto un accordo. Sulla base della loro richiesta congiunta, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti. È stato inoltre chiarito che, in caso di estinzione per accordo, non è dovuto il versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Compensazione spese legali: limiti e motivazione
Un gruppo di cittadini vince una causa contro un ente comunale per canoni idrici non dovuti. In appello, pur confermando la vittoria dei cittadini, il Tribunale dispone la compensazione delle spese legali adducendo la 'particolarità delle questioni'. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei cittadini, stabilendo che la motivazione per la compensazione spese legali deve essere specifica e rientrare in ipotesi tassative (novità della questione, mutamento giurisprudenziale o altre gravi ed eccezionali ragioni), annullando la decisione per motivazione apparente.
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Rinuncia al ricorso: le spese legali sono dovute
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. In un caso relativo a distanze tra costruzioni, i ricorrenti hanno rinunciato all'appello. La controparte non ha accettato la rinuncia. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, ma ha condannato i rinuncianti al pagamento delle spese legali, spiegando che la non accettazione impedisce la compensazione automatica dei costi.
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Estinzione del giudizio per canoni demaniali: il caso
Una società di gestione balneare impugnava in Cassazione la sentenza d'appello relativa a un aumento dei canoni demaniali. Durante il processo, la società ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della mancata contestazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali.
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Impugnativa estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società impugnava un estratto di ruolo per contestare una cartella di pagamento mai notificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in origine, stabilendo che l'impugnativa dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, sussiste una carenza di interesse ad agire che rende l'azione inammissibile.
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Rinuncia al ricorso tributario: la Cassazione chiarisce
Una società aveva impugnato due sentenze della Commissione Tributaria Regionale relative a una cartella di pagamento e a un preavviso di iscrizione ipotecaria. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla 'rottamazione-quater', un piano di definizione agevolata dei debiti tributari. Di conseguenza, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, ha riunito i procedimenti e li ha dichiarati estinti, stabilendo anche la compensazione delle spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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