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Comi (Centro Degli Interessi Principali)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di 'Centre of Main Interests'. È il luogo in cui il debitore esercita la gestione dei suoi interessi in modo abituale e riconoscibile dai terzi, e determina la competenza del Tribunale per le procedure di insolvenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Giudicato sulla giurisdizione: nullo il finto trasferimento
Una società italiana trasferisce fittiziamente la sede in Bulgaria per evitare il fallimento. Le Sezioni Unite affermano la giurisdizione italiana, ma la Corte d'Appello, dopo aver interpellato la Corte di Giustizia UE, riesamina i fatti e nega la giurisdizione, revocando il fallimento. La Cassazione accoglie il ricorso della Curatela: il giudicato sulla giurisdizione interno emesso dalle Sezioni Unite resta pienamente vincolante se la decisione della Corte di Giustizia UE non evidenzia un effettivo contrasto con il diritto comunitario. La Corte d'Appello non poteva quindi compiere un nuovo autonomo accertamento sui fatti già decisi. La sentenza viene cassata con rinvio.
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COMI e Sede Legale: la presunzione legale batte la realtà operativa
La Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda che contestava la competenza del tribunale nella sua procedura di liquidazione giudiziale. L'azienda sosteneva che il suo centro di interessi principali (COMI) non corrispondesse alla sede legale. I giudici hanno respinto il ricorso, riaffermando il principio della presunzione di coincidenza COMI e sede legale. Per superare questa presunzione, non basta affermare che la sede sia solo una formalità. La Corte ha stabilito che prove documentali, come i verbali di assemblea tenuti presso la sede legale, rafforzano la presunzione e rendono difficile dimostrare il contrario. L'azienda non è riuscita a fornire prove sufficientemente forti e concordanti per smentire la presunzione legale, perdendo così il ricorso.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, accertando uno stato di insolvenza conclamato. La decisione si fonda su debiti scaduti superiori a 30.000 euro, inclusi un debito fiscale di oltre 200.000 euro, e l'incapacità strutturale dell'impresa di far fronte alle proprie obbligazioni. La sentenza conferma la competenza del Tribunale basata sul Centro degli interessi principali (COMI) dell'impresa.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza?
Il Tribunale di Milano ha aperto la liquidazione giudiziale di un'impresa individuale su ricorso di alcuni creditori. La decisione si fonda sulla prova dello stato di insolvenza, caratterizzato da un'incapacità strutturale di adempiere alle obbligazioni, e sul superamento delle soglie di debito e ricavi previste dal Codice della Crisi d'Impresa, includendo nel calcolo anche i debiti verso l'Erario.
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COMI sede effettiva: prevale sulla sede legale
Un'azienda creditrice ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Il Tribunale di Monza ha affermato la propria competenza, stabilendo che il COMI sede effettiva, ovvero il centro operativo dell'impresa, prevale sulla sede legale fittizia. La decisione si basa su prove concrete come contratti di locazione, presenza di beni e risultanze online, che dimostravano l'attività principale in un luogo diverso da quello registrato. Di conseguenza, il Tribunale ha aperto la procedura di liquidazione.
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