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Collocazione Ipotecaria

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il grado di priorità di un credito garantito da ipoteca rispetto ad altri crediti sullo stesso bene. Un credito in collocazione ipotecaria ha il diritto di essere soddisfatto prima di altri crediti non garantiti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Giudicato endofallimentare: la banca batte il fallimento
Una banca chiede di ammettere al passivo di un fallimento un credito derivante da mutuo fondiario, pretendendo la collocazione ipotecaria. Il giudice delegato ammette il credito solo come chirografario, ritenendo non provata la consegna del denaro al momento della firma del contratto. Il Tribunale respinge l'opposizione della banca. La Cassazione, tuttavia, accoglie il ricorso della banca. Gli Ermellini chiariscono che l'ammissione del credito, ormai definitiva, fa sorgere il giudicato endofallimentare. Questo impedisce al giudice dell'opposizione di rimettere in discussione l'esistenza e il perfezionamento del contratto di mutuo (compresa la consegna del denaro) al solo fine di negare la garanzia ipotecaria, se il curatore non ha contestato il credito stesso.
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Iscrizione ipotecaria fallimento: la data che conta
Una società finanziaria si oppone alla decisione di un tribunale di declassare il suo credito da ipotecario a chirografario nel contesto di un fallimento. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'efficacia ventennale dell'iscrizione ipotecaria nel fallimento si valuta alla data di deposito della domanda di ammissione al passivo. Tale momento 'cristallizza' la garanzia, rendendola efficace per tutta la durata della procedura, indipendentemente dalla successiva scadenza del ventennio.
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Mutuo ipotecario revocato: quando è fittizio
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un mutuo ipotecario concesso a una società poi fallita. I giudici hanno stabilito che l'operazione non costituiva un nuovo finanziamento, ma un artificio per garantire un debito preesistente non assistito da garanzie reali. Questa manovra, finalizzata a trasformare un credito chirografario in privilegiato, è stata ritenuta lesiva del principio della par condicio creditorum. Di conseguenza, la garanzia è stata dichiarata inefficace nei confronti del fallimento e il credito è stato ammesso al passivo come chirografario.
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Azione revocatoria fallimentare: l’onere della prova
Una banca aveva concesso un finanziamento garantito da ipoteca per consolidare un debito chirografario preesistente di una società poi fallita. Il curatore ha esercitato un'azione revocatoria fallimentare, ottenendo l'inefficacia dell'ipoteca in tribunale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il curatore ha l'onere di provare in modo rigoroso l'effettivo pregiudizio (eventus damni) arrecato agli altri creditori, non essendo sufficiente la mera trasformazione del credito da chirografario a ipotecario. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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TAEG e polizze: come calcolare il costo del mutuo
La Corte di Cassazione ha chiarito come calcolare il costo delle polizze assicurative a premio unico all'interno del TAEG per i mutui. In un caso riguardante il fallimento di una società, si discuteva se il costo della polizza dovesse essere imputato interamente all'inizio o spalmato su tutta la durata del finanziamento. La Corte ha stabilito che, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia di usura, il costo deve essere parametrato all'intera durata del rapporto. Di conseguenza, ha rigettato il ricorso del fallimento, confermando la legittimità del calcolo effettuato dalla banca e l'ammissione del suo credito.
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Ipoteca revocatoria fallimentare: la Cassazione decide
Una società di gestione crediti ha concesso un mutuo ipotecario a un'impresa, poi fallita, destinato a estinguere un debito preesistente non garantito. Il curatore fallimentare ha ottenuto la revoca dell'ipoteca, considerandola un atto a danno degli altri creditori. La Corte di Cassazione, confermando la decisione del Tribunale, ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, chiarendo i principi dell'ipoteca revocatoria fallimentare e la natura di atto a titolo gratuito quando non viene fornita nuova liquidità.
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Mutuo fondiario: nullo se supera il limite?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di mutuo fondiario che supera il limite di finanziabilità legale (80% del valore dell'immobile) non è nullo. Il caso riguardava l'opposizione di un fallimento alla richiesta di ammissione al passivo di un istituto di credito. La Corte, richiamando un principio delle Sezioni Unite, ha chiarito che tale limite è una norma di 'vigilanza prudenziale' posta a tutela della stabilità patrimoniale della banca, e la sua violazione non invalida il contratto, che rimane valido ed efficace.
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Decreto ingiuntivo fallimento: l’inefficacia
La Corte di Cassazione conferma che, in caso di decreto ingiuntivo fallimento, il provvedimento monitorio non munito del decreto di esecutorietà definitiva (ex art. 647 c.p.c.) prima della dichiarazione di fallimento è inopponibile alla massa dei creditori. Di conseguenza, anche l'ipoteca giudiziale iscritta sulla base di tale decreto provvisorio è inefficace. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato a tutela della par condicio creditorum.
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Inopponibilità ipoteca fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un creditore relativo alla inopponibilità ipoteca fallimento. L'ipoteca era stata iscritta sulla base di un decreto ingiuntivo provvisorio, divenuto esecutivo solo dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile per un mutamento della causa petendi, ovvero un cambio di argomentazione giuridica non consentito tra i gradi di giudizio, impedendo l'esame nel merito della questione.
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Annotazione surroga: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti che, dopo l'esproprio dei loro beni, chiedevano l'ammissione privilegiata al passivo di un fallimento. La decisione si fonda sul principio della pluralità di 'rationes decidendi': poiché i ricorrenti non hanno contestato la ragione principale della sentenza impugnata (la mancata prova dell'esistenza di ipoteche sui beni della società fallita), la censura sulla questione secondaria, relativa ai tempi della annotazione surroga ipotecaria, è stata ritenuta irrilevante.
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Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di decreto ingiuntivo fallimento. Un decreto ingiuntivo, anche se non opposto dal debitore, non è opponibile alla massa dei creditori se non è stato dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. prima della dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, anche l'ipoteca iscritta sulla base di tale decreto è inefficace, e il credito può essere ammesso al passivo solo in via chirografaria.
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