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Collegio Giudicante

61 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme dei giudici (di solito tre o più) che partecipano alla deliberazione e alla decisione di una causa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Classamento Catastale: Ristrutturazione Interna Non Abbassa il Valore Fiscale
Un Proprietario contestava il classamento catastale del suo immobile, confermato dall'Agenzia delle Entrate dopo una ristrutturazione interna. Egli sosteneva che la ridistribuzione degli spazi interni dovesse comportare una variazione della classe catastale al ribasso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che una semplice modifica interna, senza alterare le caratteristiche strutturali o il contesto, non giustifica un nuovo classamento catastale. Inoltre, ha respinto l'eccezione sulla composizione del collegio giudicante, ritenendola un mero errore materiale.
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Composizione Collegio Giudicante: Quando non è difetto di giurisdizione
Una Banca, che gestiva la tesoreria per un Comune, ha visto dichiarare irregolare il suo conto dalla Corte dei Conti. L'Azienda ha contestato la decisione, sostenendo che il collegio giudicante di primo grado era illegittimamente composto, poiché il magistrato istruttore che aveva formulato i rilievi aveva anche partecipato alla decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le contestazioni sulla corretta **composizione del collegio giudicante**, se non alterano radicalmente la struttura del giudice, sono violazioni processuali interne e non un "difetto di giurisdizione" sindacabile in Cassazione. La partecipazione del magistrato istruttore non integra un vizio di giurisdizione che permetta il ricorso alle Sezioni Unite.
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Condanna Annullata: La Nullità della Sentenza per Mancata Sottoscrizione
Un Lavoratore, condannato per reati di spaccio, ha visto la sua condanna confermata in appello. Ha poi presentato ricorso in Cassazione, sollevando la questione della **nullità della sentenza per mancata sottoscrizione** da parte del Presidente del collegio giudicante. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riconoscendo che la sentenza d'appello era affetta da nullità relativa. Il Presidente che aveva partecipato alla deliberazione non aveva firmato l'atto, e un altro giudice lo aveva sottoscritto senza giustificazione. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza impugnata senza rinvio, disponendo la restituzione degli atti alla Corte d'Appello di Napoli per la corretta rinnovazione dell'atto nullo.
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Correzione di errore materiale tra sviste e validità
La Suprema Corte di Cassazione ha affrontato una svista formale presente nella parte iniziale di una propria precedente sentenza penale riguardante Il Ricorrente. Il documento originale indicava erroneamente un magistrato al posto di un altro all'interno del collegio giudicante. I giudici hanno chiarito che tale incongruenza rappresenta una mera distrazione materiale e non intacca il contenuto decisorio dell'atto. Per questo motivo, la Corte ha disposto la correzione di errore materiale modificando il nominativo del componente effettivo e ordinando l'annotazione formale del provvedimento sull'originale conservato in cancelleria, salvaguardando integralmente l'efficacia del verdetto.
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Correzione errore materiale: giudice errato nella sentenza
La Corte di Cassazione è intervenuta per rettificare una svista presente nell'intestazione di una propria precedente sentenza penale. Per una pura svista di scrittura, il provvedimento riportava tra i componenti del collegio giudicante il nome di un magistrato diverso da quello che aveva effettivamente preso parte alla camera di consiglio e alla decisione. I giudici di legittimità hanno applicato la procedura di correzione errore materiale prevista dal codice di rito, sostituendo formalmente il nominativo errato con quello corretto. La Corte ha quindi disposto la rettifica ufficiale dell'atto e ha incaricato la cancelleria di annotare la modifica sul testo originale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: quando un nome cambia la forma della sentenza
La Corte di Cassazione ha disposto la Correzione errore materiale in una sua precedente sentenza. L'errore riguardava l'intestazione, dove un giudice era stato erroneamente indicato come parte del collegio giudicante al posto della corretta giudice. La Corte ha riconosciuto l'errore come palesemente materiale e ha ordinato la sostituzione del nome per garantire l'esattezza degli atti giudiziari. Questa decisione sottolinea l'importanza della precisione formale nei documenti legali e l'efficacia dello strumento della Correzione errore materiale per mantenere l'integrità dei provvedimenti.
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Correzione errore materiale: nome errato del giudice in sentenza
La Suprema Corte ha affrontato un caso relativo all'errata indicazione di un componente del collegio nell'intestazione di una sentenza penale. Il testo del provvedimento riportava per mera svista il nome di un magistrato che non aveva partecipato alla camera di consiglio al posto di quello effettivo. I giudici di legittimità hanno applicato la procedura per la correzione errore materiale prevista dal codice di rito penale. Il rimedio ha consentito la tempestiva rettifica dell'atto senza intaccare la decisione sostanziale o i diritti della difesa, ordinando l'annotazione formale della modifica sull'originale del documento giudiziario.
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Errore materiale sentenza penale: il nome sbagliato del giudice
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **correzione errore materiale sentenza penale**. Un'ordinanza ha rettificato un'intestazione errata in una precedente sentenza, dove il nome di un giudice del collegio era stato erroneamente indicato. L'errore riguardava la sostituzione del nome di un consigliere con quello di un altro, la dottoressa Macrì al posto del dottor Pazienza. La Corte ha applicato il procedimento previsto dall'articolo 625-bis, comma 3, del codice di procedura penale. La decisione ha permesso di sanare l'inesattezza formale senza alterare il contenuto sostanziale della pronuncia.
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Correzione errore materiale: quando il nome del giudice è errato
La Suprema Corte di Cassazione è intervenuta per rettificare una propria precedente sentenza penale viziata da una svista nella composizione del collegio. Nell'intestazione dell'atto era stato erroneamente inserito il nominativo di un magistrato al posto di quello che aveva effettivamente preso parte alla deliberazione. I giudici di legittimità hanno applicato la procedura per la correzione errore materiale prevista dal codice di rito penale. Con apposita ordinanza, la Corte ha disposto la rettifica immediata del documento, sostituendo formalmente il nome errato con quello corretto del magistrato effettivo e ordinando alla cancelleria la relativa annotazione sull'originale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: quando un giudice è di troppo
La Suprema Corte di Cassazione ha affrontato una richiesta formale di correzione errore materiale avanzata a seguito della pubblicazione di una precedente ordinanza. Nell'intestazione del provvedimento originale figurava per mera svista il nominativo di un magistrato in eccedenza rispetto ai membri effettivi del collegio giudicante. I giudici hanno chiarito che l'inclusione accidentale di un giudice in più costituisce una classica divergenza tra la volontà del collegio e l'espressione grafica del testo. La Corte ha applicato la procedura rapida per sanare l'atto senza alterare il contenuto decisionale. Il provvedimento corregge l'intestazione originaria eliminando il nominativo indebitamente inserito e trasmette gli atti alla Cancelleria per le relative annotazioni ufficiali.
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Correzione di errore materiale: il cambio giudice in Cassazione
La Suprema Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per rimediare a una svista nell'intestazione di una propria precedente ordinanza emessa tra due soggetti privati e la curatela fallimentare di una società. Nel provvedimento originario compariva per sbaglio il nominativo di un magistrato diverso da quello che aveva realmente partecipato alla decisione in camera di consiglio. I giudici hanno quindi attivato la procedura di correzione di errore materiale, sostituendo il nome indicato erroneamente con quello del magistrato effettivo e ordinando alla cancelleria di annotare formalmente la rettifica sull'atto ufficiale.
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Correzione di errore materiale: magistrato errato nell’atto
La Corte di Cassazione ha riscontrato una svista nella composizione formale indicata nell'intestazione di una propria precedente ordinanza. Nello specifico, il documento riportava erroneamente il nominativo di un magistrato che non aveva preso parte alla decisione, omettendo il giudice effettivamente presente. I magistrati supremi hanno attivato il procedimento di correzione di errore materiale d'ufficio. La Corte ha stabilito che la semplice svista formale nell'intestazione non incide sul contenuto decisionale della causa, disponendo la rettifica del nome errato con quello corretto e ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sul provvedimento originale.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia il nome
La Suprema Corte di Cassazione ha rilevato una svista nella composizione formale indicata in una propria precedente decisione. Nell'intestazione del provvedimento figurava per mero refuso il nome di un magistrato differente rispetto all'effettivo componente presente nella camera di consiglio. I Supremi Giudici hanno quindi attivato d'ufficio la procedura per la correzione errore materiale. La Corte ha ordinato la rettifica del nominativo sbagliato nell'epigrafe e ha disposto le relative annotazioni nei registri di cancelleria, preservando la validità del contenuto decisionale.
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Correzione di errore materiale per scambio di giudici
La Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per rimediare a una svista presente in una propria precedente ordinanza emessa tra due società. Nel testo originale compariva nell'intestazione il nome di un magistrato diverso da quello che aveva effettivamente composto il collegio giudicante e deliberato la decisione. Il giudice di legittimità ha disposto la correzione di errore materiale inserendo il nominativo corretto nell'atto e ordinando alla cancelleria le dovute annotazioni, ripristinando la piena corrispondenza formale del provvedimento senza alterare la sostanza della pronuncia.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione sana il refuso
La Suprema Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per disporre la correzione di errore materiale presente in una propria precedente ordinanza. Nello specifico, nell'intestazione del provvedimento emesso nella causa tra una cittadina e un ente locale, era stato inserito per mera svista il nome di un magistrato al posto del componente effettivo del collegio giudicante. I giudici di legittimità hanno accertato la divergenza tra i membri che hanno deliberato l'atto e quelli indicati nel testo formale. Di conseguenza, la Corte ha ordinato di rettificare il nominativo errato con quello corretto, incaricando la cancelleria di eseguire le dovute annotazioni sull'originale senza alterare la sostanza della decisione.
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Ricusazione del giudice: la Cassazione rinvia la causa
Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la parte ricorrente ha presentato formale istanza di ricusazione del giudice nei confronti di un componente del collegio giudicante. I Supremi Giudici hanno preso atto della richiesta prima di procedere all'esame del merito. La Corte ha quindi emanato un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della trattazione della causa. Tale sospensione risulta indispensabile per consentire la preventiva decisione sull'istanza di ricusazione del giudice, garantendo così la piena trasparenza, la terzietà e l'imparzialità dell'organo giudicante.
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Errore nel nome del giudice: correzione di errore materiale valida
La Suprema Corte di Cassazione affronta il caso di una sentenza penale recante un'inesattezza formale nella sua intestazione. Il documento riportava per errore il nominativo di un magistrato diverso da quello che aveva effettivamente preso parte alla camera di consiglio e deliberato il verdetto. Su segnalazione della Cancelleria e richiesta conforme del Pubblico Ministero, i giudici hanno applicato la procedura di correzione di errore materiale. La Corte ha chiarito che lo scambio involontario del nome di un componente del collegio non invalida la decisione, purché il giudice reale abbia validamente partecipato al giudizio. I Supremi Giudici hanno quindi disposto la rettifica ufficiale dell'atto con annotazione sui registri originali.
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Nullità della sentenza: un errore di nomi non cancella il debito
Un istituto di credito ha ottenuto la revoca della donazione di alcuni immobili effettuata da due genitori in favore dei figli. I donatari e i donanti hanno impugnato la decisione lamentando la nullità della sentenza, sostenendo che il collegio di giudici che ha emesso la decisione fosse diverso da quello davanti al quale erano state precisate le conclusioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la discrepanza tra i nomi presenti nell'intestazione della sentenza e quelli effettivi costituisce un semplice errore materiale, a meno che la parte non provi un reale mutamento dei giudici. Non essendoci tale prova, i ricorrenti hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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Correzione errore materiale: quando la sentenza è di un altro
Una società in liquidazione ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Cassazione. Il provvedimento, pur riportando l'intestazione corretta, conteneva una motivazione interamente riferita a una causa diversa tra parti estranee. La Suprema Corte ha stabilito che non si tratta di un semplice errore materiale risolvibile con procedura semplificata, ma di un provvedimento inesistente nella sostanza. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio della causa a una nuova udienza davanti allo stesso collegio di giudici per decidere correttamente il ricorso originario.
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Incompatibilità del giudice: salta il collegio in Cassazione
Un cittadino straniero ha proposto ricorso per la revocazione di una precedente decisione della Corte di Cassazione che lo vedeva contrapposto al Ministero dell'Interno. Durante l'udienza in camera di consiglio, la Sesta Sezione Civile ha rilevato l'impossibilità di formare validamente il collegio giudicante a causa della presenza di due magistrati in situazione di incompatibilità del giudice. Per garantire l'imparzialità del giudizio, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa. Di conseguenza, il processo è temporaneamente sospeso in attesa della designazione di un nuovo collegio privo di conflitti, rinviando la decisione finale a data da destinarsi.
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