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Collegio Giudicante

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61 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione di errore materiale: la Cassazione si corregge da sola
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di errore materiale contenuta in una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario era stato inserito per sbaglio il nome di un magistrato al posto di un altro che aveva effettivamente partecipato alla decisione in camera di consiglio. Rilevato lo scambio di persona dai documenti interni, la Suprema Corte ha ordinato la sostituzione del nominativo errato con quello corretto e ha incaricato la cancelleria di effettuare le necessarie annotazioni formali. Il procedimento si è concluso con la correzione formale dell'atto, ripristinando la verità storica della composizione del collegio giudicante.
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Correzione di errore materiale: giudice sbagliato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di errore materiale contenuta in una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario era stato erroneamente inserito il nome di un magistrato al posto di un altro all'interno del collegio giudicante. La Suprema Corte ha ordinato la sostituzione del nominativo errato con quello corretto nell'intestazione dell'atto, disponendo che la cancelleria provveda alle necessarie annotazioni. Questa procedura permette di sanare sviste formali che non incidono sulla decisione finale.
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Astensione del giudice: la Cassazione rinvia la causa con la banca
Nel corso di un giudizio di Cassazione tra un cittadino e un istituto di credito, uno dei consiglieri del collegio ha rilevato di aver già trattato i medesimi fatti in un precedente procedimento. Per garantire l'imparzialità del giudizio, il magistrato ha manifestato l'intenzione di presentare istanza di astensione del giudice. La Suprema Corte, preso atto della dichiarazione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la regolare costituzione di un nuovo collegio giudicante privo di potenziali conflitti.
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Correzione errore materiale: no sui documenti delle parti
L'Imputata ha presentato un'istanza di correzione errore materiale per modificare i dati anagrafici presenti negli atti introduttivi del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, dichiarando il non luogo a provvedere. I giudici hanno rilevato che il nominativo dell'Imputata era già scritto correttamente sia nell'intestazione sia nella motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che la procedura di correzione prevista dall'articolo 130 del codice di procedura penale si applica esclusivamente a sentenze, ordinanze e decreti. Di conseguenza, il collegio giudicante non ha la competenza per intervenire sugli atti introduttivi o su altri documenti del fascicolo che non costituiscono provvedimenti del giudice.
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Liquidazione compensi avvocati: nullo il verdetto senza collegio
Un avvocato ha richiesto un decreto ingiuntivo contro una cliente per ottenere il pagamento delle proprie competenze professionali. La cliente si è opposta al pagamento, contestando l'operato del legale e chiedendo il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha deciso la causa applicando il rito speciale per la liquidazione compensi avvocati. Tuttavia, la fase di discussione e precisazione delle conclusioni si è svolta davanti a un solo giudice delegato, anziché davanti all'intero collegio che ha poi emesso la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cliente, stabilendo che la discussione deve avvenire davanti all'intero collegio giudicante. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato nulla la decisione del Tribunale e ha rinviato la causa per un nuovo giudizio.
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Ricusazione dei Giudici: sbaglia i nomi e la Cassazione lo multa
Un uomo, già condannato per truffa e falso, presenta un'istanza di ricusazione dei giudici della Corte di Cassazione. Egli sostiene che tre magistrati non possano giudicare il suo caso perché lo hanno già fatto in passato. La Corte, tuttavia, respinge la richiesta dichiarandola inammissibile. Il motivo è un errore banale ma decisivo: un controllo ha rivelato che nessuno dei tre giudici indicati faceva parte del collegio giudicante. A causa di questa negligenza, che ha avviato un procedimento inutile, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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Giudice si astiene? Non è un caso di regolamento di competenza
Un cittadino ha proposto un ricorso per regolamento di competenza contro l'ordinanza di un tribunale che, a seguito dell'astensione di due giudici, aveva semplicemente riassegnato la causa a un nuovo collegio. Il cittadino sosteneva che il collegio originario, una volta 'incompetente', non potesse più decidere nulla. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la riassegnazione di una causa all'interno dello stesso ufficio giudiziario è una questione puramente organizzativa e non riguarda la 'competenza' del tribunale. Il regolamento di competenza si usa solo per decidere tra uffici giudiziari diversi, non tra giudici dello stesso ufficio. Il cittadino ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Giudice onorario nel processo penale: condanna per rapina valida?
Un uomo, condannato per rapina aggravata, presenta ricorso in Cassazione sostenendo l'illegittimità del collegio giudicante. Il motivo era la presenza di un giudice onorario nel processo penale, una circostanza di norma non permessa per reati così gravi. La Suprema Corte, tuttavia, ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che, in presenza di una 'significativa e gravissima vacanza di organico' del tribunale, una legge speciale consentiva in via eccezionale questa composizione per far fronte a una situazione emergenziale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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Giudice sbagliato, sentenza valida: la correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una sua precedente ordinanza. Nel provvedimento, l'intestazione riportava il nome di un giudice che, sebbene designato, era stato sostituito da un collega. L'errore era stato causato da un sistema informatico non aggiornato con la composizione effettiva del collegio. Con la nuova ordinanza, la Corte ha ordinato alla cancelleria di rettificare l'atto, sostituendo il nome errato con quello del giudice che aveva effettivamente partecipato alla decisione. La sentenza originale resta valida, ma viene emendata nella sua forma per rispecchiare la realtà dei fatti.
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Ricusazione Giudice: Scadenza non parte se il nome è ignoto
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul termine per la ricusazione del giudice. Un imputato aveva chiesto la ricusazione di un magistrato, ma la Corte d'Appello aveva respinto l'istanza perché presentata in ritardo. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che il termine di tre giorni non decorre dalla semplice presenza in udienza, ma dal momento in cui l'identità del giudice diventa effettivamente conoscibile con ordinaria diligenza. Nel caso specifico, il nome del nuovo giudice non era stato comunicato in udienza. Pertanto, il termine è iniziato a decorrere solo quando l'imputato ne è venuto a conoscenza tramite il suo avvocato. La Corte ha anche confermato che se la scadenza cade in un giorno festivo, è prorogata al giorno lavorativo successivo.
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Dichiarazione di ricusazione tardiva: giudice non imparziale?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che aveva chiesto la sostituzione di due giudici del suo processo, ritenendoli non imparziali. La ragione era che i magistrati si erano già espressi su un reato simile in un altro procedimento. Tuttavia, la richiesta è stata respinta. La Corte ha stabilito che si trattava di una dichiarazione di ricusazione tardiva, perché l'imputato era a conoscenza dei motivi di incompatibilità da tempo, ma ha agito oltre i termini di legge. La richiesta è stata quindi dichiarata inammissibile, confermando che i tempi processuali devono essere rispettati rigorosamente.
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Correzione Errore Materiale: Giudice Sbagliato, Sentenza Salva
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato un nome sbagliato per uno dei giudici del collegio. Attraverso una semplice ordinanza, la Corte ha agito d'ufficio, cioè di propria iniziativa, per rettificare l'intestazione del provvedimento. Questa procedura non modifica la decisione finale presa nei confronti del ricorrente, ma garantisce la perfetta corrispondenza tra chi ha deciso e chi risulta formalmente nell'atto. Il caso evidenzia come il sistema preveda strumenti rapidi per sanare imprecisioni formali, salvaguardando la validità della sentenza.
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Correzione Errore Materiale: Giudice Sbagliato, Sentenza Salva
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale in una propria sentenza. La svista consisteva nell'errata indicazione di un nome all'interno del collegio giudicante. I Giudici, accortisi della discrepanza tra il verbale d'udienza e il testo della sentenza, hanno attivato la procedura semplificata per rettificare il documento. Questo intervento non modifica la decisione sul caso, ma ripristina la correttezza formale dell'atto, evidenziando come anche un semplice refuso richieda un intervento ufficiale per garantire la piena validità e accuratezza dei provvedimenti giudiziari.
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Errore materiale in sentenza: la Cassazione corregge un giudice
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato un nome sbagliato per uno dei giudici componenti del collegio. Riconosciuto che si trattava di una svista puramente formale, che non alterava la sostanza della decisione, la Corte ha ordinato d'ufficio la rettifica. Il provvedimento chiarisce che simili imprecisioni vengono corrette con una procedura semplificata per garantire l'esattezza formale degli atti giudiziari, senza necessità di un nuovo processo.
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Correzione errore materiale: giudice sbagliato, sentenza valida?
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato un nome sbagliato nella composizione del collegio dei giudici. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un semplice errore di trascrizione che non influisce sulla decisione, può essere corretto d'ufficio, cioè di propria iniziativa. La procedura non richiede formalità particolari e serve a garantire la correttezza formale del provvedimento. La decisione finale ha quindi ordinato alla cancelleria di annotare il nome del giudice corretto sull'originale della sentenza.
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Errore materiale: correzione nomi giudici
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un Errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Nello specifico, nell'intestazione del provvedimento era stato erroneamente inserito il nominativo di un magistrato non facente parte del collegio giudicante. Trattandosi di una mera svista formale che non tocca il merito della decisione, la Corte ha applicato l'art. 391 bis c.p.c. ordinando l'eliminazione del nome in eccesso.
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Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, riportando un magistrato diverso da quello effettivamente presente come risultante dai verbali di udienza. La Corte ha agito d'ufficio applicando la procedura semplificata prevista dal codice di rito per garantire la corrispondenza tra la realtà processuale e il documento formale.
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Correzione errore materiale: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza penale. L'errore riguardava l'errata indicazione di un componente del collegio giudicante nell'intestazione del provvedimento. Attraverso il riscontro con i verbali di udienza, è emerso che un magistrato era stato indicato al posto di un altro. La Corte ha agito d'ufficio applicando le norme di procedura penale per ripristinare la correttezza formale dell'atto senza alterarne il contenuto decisorio.
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Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una propria sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, riportando un nominativo diverso da quello effettivamente presente in udienza. Ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., la Corte ha rettificato l'atto basandosi sulle risultanze del verbale e del ruolo di udienza, ordinando alla Cancelleria di annotare la modifica sull'originale.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per correggere un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, sostituendo il nome di un magistrato effettivamente presente con quello di un altro. La Corte ha disposto la rettifica d'ufficio ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ordinando alla cancelleria le dovute annotazioni sull'originale dell'atto.
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