LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Codice Hash

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Funzione matematica che trasforma una qualsiasi quantità di dati digitali in una stringa di caratteri di lunghezza fissa. Viene utilizzato come una 'impronta digitale' per verificare che i dati non siano stati alterati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ordine europeo di indagine: chat criptate valide
Un indagato per traffico di stupefacenti ha impugnato la custodia cautelare in carcere contestando l'inutilizzabilità delle chat crittografate ottenute dall'autorità giudiziaria francese. La difesa ha lamentato l'assenza di dettagli tecnici sulle operazioni di decifrazione, la mancata traduzione di alcuni verbali e il mancato rispetto delle garanzie difensive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la piena validità della misura. I giudici hanno chiarito che l'ordine europeo di indagine consente di acquisire prove documentali informatiche già presenti nei database esteri. L'affidabilità dei dati è garantita dalla cooperazione giudiziaria, dall'uso del codice hash e dalla possibilità per la difesa di contestare la correttezza del materiale informatico nel corso del processo.
Continua »
Reato di minaccia: i messaggi vocali senza hash sono validi
Un cittadino è stato inizialmente assolto dal reato di minaccia contestato per l'invio di messaggi vocali intimidatori. La vittima ha impugnato la sentenza per ottenere il risarcimento del danno in sede civile. Il Tribunale di appello ha ribaltato il verdetto, condannando l'autore delle intimidazioni al risarcimento dei danni. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che i file audio registrati fossero inutilizzabili perché privi del codice hash di verifica e contestando che il messaggio fosse rivolto a un profilo social con un nome differente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarificando che la mancanza del codice hash non annulla la prova informatica ma incide solo sulla valutazione di attendibilità. La Corte ha confermato la condanna e l'obbligo di rifondere le spese legali.
Continua »
Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a dieci anni di reclusione per un imputato accusato di narcotraffico internazionale. La difesa contestava la piena utilizzabilità chat criptate acquisite all'estero tramite ordine europeo di indagine, lamentando l'assenza del codice hash, la mancata notifica preventiva all'Italia e vizi di competenza territoriale. I giudici di legittimità hanno respinto integralmente il ricorso. La Suprema Corte ha ribadito che i messaggi già decrittati dall'autorità estera costituiscono dati documentali validi nel processo italiano, per i quali non sussiste alcun divieto automatico. L'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Potere del giudice e prove: la Cassazione si esprime
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni dipendenti condannati per truffa aggravata ai danni di una società pubblica. Gli imputati, utilizzando carte carburante aziendali, si appropriavano indebitamente di carburante. La Corte ha confermato la validità delle condanne, ribadendo l'ampio potere del giudice di disporre d'ufficio l'assunzione di prove, anche in caso di inerzia del Pubblico Ministero. Ha inoltre stabilito che le videoriprese sono utilizzabili anche senza codice hash, a meno che non vi sia una prova concreta di manomissione.
Continua »
Prove Sky Ecc: legittime con Ordine Europeo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, confermando la piena utilizzabilità delle prove Sky Ecc. La sentenza stabilisce che le chat criptate, ottenute da autorità estere tramite un Ordine Europeo di Indagine, sono legittime. Il giudice italiano non può sindacare le modalità di acquisizione avvenute all'estero, in virtù del principio di reciproco riconoscimento e fiducia tra gli Stati membri dell'UE, a meno di una palese violazione dei diritti fondamentali, non riscontrata nel caso di specie.
Continua »