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Codice Doganale Dell'Unione (Cdu)

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il principale corpo normativo che disciplina le procedure e le regole doganali all'interno dell'Unione Europea, che ha sostituito la precedente legislazione comunitaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Royalties e Valore Doganale: Tasse sul proprio brand? Caso rinviato
Un'azienda di abbigliamento si è vista aumentare i dazi e l'IVA perché l'Agenzia delle Dogane ha incluso nel valore delle merci importate le royalties che l'azienda stessa pagava per l'utilizzo del proprio marchio. Secondo l'Agenzia, questi costi sono una condizione di vendita e quindi tassabili. L'azienda ha contestato questa interpretazione. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione sui 'royalties e valore doganale', non ha emesso una sentenza definitiva ma ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La decisione finale è quindi sospesa.
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Origine merci: quando cambia la sottovoce tariffaria
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare l'origine merci, una trasformazione sostanziale può essere riconosciuta anche se cambia solo la sottovoce doganale e non la voce principale. Il caso riguardava tubi di acciaio importati da un'azienda metalmeccanica, ritenuti dall'Agenzia delle Dogane di origine cinese e non indiana. La Corte, basandosi su una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha cassato la decisione precedente, affermando che anche una lavorazione a freddo che modifica le caratteristiche del prodotto e causa una variazione di sottovoce tariffaria è sufficiente a conferire una nuova origine.
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Impugnabilità ITV: la Cassazione chiarisce il diritto
Una società del settore metallurgico ha contestato un'Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) emessa dall'Agenzia delle Dogane. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21760/2024, ha stabilito l'impugnabilità ITV immediata. La Corte ha chiarito che l'ITV, essendo un atto vincolante, lede direttamente l'interesse del contribuente, che può quindi ricorrere in giudizio senza dover attendere un successivo atto di accertamento. La decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva negato l'interesse ad agire, è stata annullata con rinvio.
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Informazione tariffaria vincolante: è impugnabile?
Una società ha impugnato diverse decisioni di Informazione tariffaria vincolante (ITV) che classificavano le sue merci con un codice daziario sfavorevole. I giudici di merito avevano respinto i ricorsi per carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'Informazione tariffaria vincolante è un atto immediatamente impugnabile in quanto manifesta una pretesa tributaria definita e vincola sia il contribuente che l'amministrazione, ledendo da subito l'interesse dell'operatore.
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Revisione accertamento doganale: quando è esclusa?
Una società alimentare ha richiesto la revisione dell'accertamento doganale per modificare il regime di importazione scelto per convenienza economica, a seguito di una modifica normativa retroattiva che rendeva più vantaggioso un altro regime. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la revisione è consentita solo per correggere errori involontari e non per annullare scelte imprenditoriali deliberate, anche se divenute meno convenienti. La Corte ha inoltre negato il rimborso per motivi di equità, non ravvisando una situazione eccezionale.
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Royalties valore doganale: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate a un licenziante, anche se diverso dal venditore, devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate se rappresentano una 'condizione di vendita' implicita. La sentenza analizza il caso di un importatore di abbigliamento di marca, chiarendo che il controllo esercitato dal titolare del marchio sulla produzione e commercializzazione è decisivo per determinare l'inclusione delle royalties valore doganale, anche secondo il nuovo Codice Doganale dell'Unione.
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Royalties valore doganale: Cassazione chiarisce
Un'azienda importatrice di beni di marca pagava royalties a un licenziante terzo rispetto al produttore. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali royalties devono essere incluse nel valore doganale se costituiscono una 'condizione di vendita'. Tale condizione sussiste non solo per clausole esplicite, ma anche quando il licenziante esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione e vendita, rendendo impossibile la commercializzazione dei beni senza il pagamento delle royalties. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio fondamentale per il calcolo dei dazi.
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Valore doganale e royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'utilizzo di un marchio su merci importate devono essere incluse nel calcolo del valore doganale se il licenziante esercita un controllo, anche indiretto, sul produttore o sull'importatore. Secondo la Corte, questo controllo, che può manifestarsi anche attraverso la tutela dell'immagine del marchio e standard qualitativi, rende il pagamento delle royalties una 'condizione di vendita'. La sentenza cassa la decisione di merito che aveva escluso tale inclusione, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo principio, fondamentale per determinare il corretto valore doganale.
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Valore in dogana e royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'inclusione delle royalties nel valore in dogana. Una società importatrice pagava corrispettivi per l'uso di un marchio a una terza entità. L'Agenzia delle Dogane sosteneva che tali royalties dovessero aumentare la base imponibile per i dazi. La Cassazione, riformando le decisioni precedenti, ha stabilito che, secondo il nuovo Codice Doganale dell'Unione, è sufficiente un potere di 'orientamento' del licenziante sulla produzione, anche indiretto, per considerare le royalties una 'condizione di vendita'. Di conseguenza, ha rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questi più ampi principi.
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Regime di transito: quando è concluso l’obbligo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4400/2025, ha stabilito che la mera registrazione informatica di un documento di trasporto presso l'ufficio doganale di destinazione non è sufficiente a dimostrare la conclusione del regime di transito e a liberare il titolare dalle sue responsabilità. È necessario che l'ufficio di partenza verifichi l'effettiva uscita delle merci dal territorio unionale. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra la 'conclusione' del transito, che avviene con la presentazione delle merci, e l''appuramento', attività di verifica finale.
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