Tre docenti precarie hanno fatto causa al Ministero dell'Istruzione chiedendo il risarcimento per l'abusiva reiterazione di contratti a termine e il pagamento delle differenze retributive per gli scatti di anzianità non riconosciuti durante il precariato. La Corte d'Appello aveva negato entrambi i diritti, ritenendo che la successiva immissione in ruolo avesse sanato ogni violazione. La Corte di Cassazione ha invece accolto parzialmente il ricorso delle lavoratrici. I giudici hanno stabilito che, sebbene la stabilizzazione escluda il risarcimento automatico del danno, le docenti hanno pieno diritto agli scatti di anzianità dei precari per il periodo di lavoro a tempo determinato. Di conseguenza, la Cassazione ha condannato il Ministero a pagare le differenze retributive maturate, applicando il principio di non discriminazione previsto dal diritto dell'Unione Europea.
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