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Circostanza Eccezionale

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un evento straordinario che non poteva essere evitato anche adottando tutte le misure del caso (es. condizioni meteorologiche avverse, scioperi imprevisti) e che può esonerare la compagnia aerea dal pagamento della compensazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cancellazione del volo per sciopero: nessun danno
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia aerea per ottenere il risarcimento dei danni a seguito della cancellazione del volo. La compagnia aerea ha giustificato il disservizio con uno sciopero improvviso del personale addetto ai servizi di terra. Sia il Giudice di Pace sia il Tribunale hanno respinto le richieste del viaggiatore, considerando l'agitazione sindacale una circostanza eccezionale non imputabile al vettore. Il passeggero ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando l'applicazione delle norme internazionali sulla responsabilità del vettore e chiedendo la rivalutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il giudice di legittimità non può rivalutare le prove già esaminate nei gradi precedenti né supplire a carenze formali nell'esposizione degli atti. La compagnia aerea ha così confermato la propria vittoria.
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Sciopero aereo: la compensazione pecuniaria spetta al passeggero
Una passeggera ha richiesto la compensazione pecuniaria a seguito della cancellazione improvvisa del proprio volo. La compagnia aerea si è difesa invocando uno sciopero nazionale del settore aeroportuale come circostanza eccezionale esimente. I giudici di merito hanno inizialmente rigettato la domanda della passeggera basandosi su presunzioni generiche circa gli effetti dello sciopero. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della passeggera, stabilendo che la compagnia aerea non può liberarsi dai propri obblighi risarcitori usando prove generiche o ipotizzando astratti effetti a catena dello sciopero. Il vettore deve dimostrare in modo rigoroso e specifico l'impatto diretto dell'evento sul singolo volo e l'impossibilità di evitare il disservizio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Compensazione pecuniaria negata se il volo ritarda per i militari
Un passeggero ha richiesto la compensazione pecuniaria per un ritardo di oltre tre ore su un volo. La compagnia aerea ha dimostrato che il ritardo derivava da esercitazioni militari che avevano costretto le autorità a modificare gli slot orari dei voli precedenti dello stesso aereo. Il Tribunale ha negato l'indennizzo, riconoscendo solo il rimborso delle spese per cibo e bevande, poiché la compagnia ha provato l'esistenza di una circostanza eccezionale e l'impossibilità di adottare misure alternative ragionevoli. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del passeggero e chiarendo che non si possono imporre al vettore aereo sacrifici economici sproporzionati, come tenere un aereo di riserva pronto al decollo.
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Cancellazione volo per sciopero: la Compagnia paga se non avvisa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compagnia aerea è responsabile per la cancellazione di un volo a causa di uno sciopero dei controllori di volo, se non dimostra di aver agito per ridurre i disagi dei passeggeri. In questo caso, uno sciopero era stato annunciato con largo anticipo, ma la compagnia non ha informato i viaggiatori né ha offerto soluzioni alternative. Secondo la Corte, la semplice esistenza di una 'circostanza eccezionale' non basta a escludere il diritto alla compensazione. La compagnia viola il dovere di buona fede se rimane inerte, quindi deve risarcire i passeggeri. La decisione chiarisce che la responsabilità per la cancellazione volo per sciopero dipende anche dal comportamento proattivo del vettore.
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Compensazione pecuniaria: sì anche senza check-in
La Corte di Cassazione, pur dichiarando estinto un giudizio per rinuncia, ha colto l'occasione per ribadire un principio fondamentale: il diritto alla compensazione pecuniaria per un volo in ritardo spetta ai passeggeri anche se non si presentano in aeroporto per l'imbarco all'orario originariamente previsto. La causa riguardava la richiesta di rimborso di due passeggeri per un ritardo superiore alle tre ore. La compagnia aerea si era difesa sostenendo che i viaggiatori non si erano presentati al check-in e che il ritardo era dovuto a circostanze eccezionali non provate. Il Tribunale aveva dato ragione ai passeggeri e la compagnia aveva fatto ricorso in Cassazione, salvo poi rinunciarvi.
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Rimborso o voucher: la Cassazione sui voli cancellati
A seguito della cancellazione di un volo durante la pandemia, un passeggero ha richiesto il rimborso monetario, mentre la compagnia aerea ha offerto un voucher, appellandosi alla normativa emergenziale italiana. I tribunali di merito hanno dato ragione al passeggero, applicando il Regolamento UE 261/2004. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la rilevanza della questione e ha rinviato la causa a pubblica udienza per decidere il conflitto tra la normativa nazionale sul tema "rimborso o voucher" e quella europea sui diritti dei passeggeri.
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Compensazione pecuniaria volo: serve il check-in?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un passeggero ha diritto alla compensazione pecuniaria per volo in ritardo anche se non si presenta all'orario di check-in originario, qualora la compagnia aerea abbia preventivamente comunicato un nuovo orario di partenza. La Corte ha chiarito che il risarcimento è legato al ritardo all'arrivo e non alla presenza in aeroporto, respingendo la tesi della compagnia aerea che negava l'indennizzo.
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