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Cimp

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari che i Comuni possono istituire in sostituzione dell'imposta sulla pubblicità, previa adozione di un apposito regolamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta comunale sulla pubblicità: stop alle tariffe gonfiate
Una società pubblicitaria ha impugnato l'avviso di accertamento emesso dal Comune per l'anno 2016, contestando l'applicazione di una maggiorazione del 20% sull'imposta comunale sulla pubblicità deliberata nel 1998. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente. I giudici hanno chiarito che gli aumenti tariffari deliberati dai Comuni prima del 2012 hanno perso efficacia il 31 dicembre 2012. Di conseguenza, a partire dal 2013, si applicano unicamente le tariffe base nazionali. La Suprema Corte ha quindi dichiarato nullo l'accertamento basato sulle tariffe maggiorate e ha stabilito che anche il canone di occupazione del suolo pubblico per gli impianti pubblicitari deve essere calcolato sulla base dell'effettiva proiezione a terra del mezzo e non sull'intera superficie del cartello, cassando la decisione precedente con rinvio.
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Imposta comunale sulla pubblicità: scontro sul cumulo dei canoni
Una società di cartellonistica ha contestato un avviso di accertamento emesso dal concessionario di un Comune. L'atto richiedeva il pagamento del canone per l'uso degli spazi pubblicitari. La società riteneva illegittimo il cumulo tra la tassa sulla pubblicità e il canone di locazione delle aree pubbliche. I giudici di merito hanno ritenuto legittimo l'accorpamento delle due voci, escludendo rincari illeciti. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato la necessità di esaminare i documenti dei precedenti gradi di giudizio. Con il provvedimento finale, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo di merito. Pertanto, la decisione finale sull'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità è temporaneamente sospesa in attesa dei documenti necessari.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un Comune ha emesso un avviso di liquidazione per richiedere a una società pubblicitaria un maggiore importo a titolo di canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (CIMP). Dopo la decisione dei giudici di appello favorevole alla società, il Comune ha impugnato la sentenza. Successivamente, l'ente pubblico ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo e compensato le spese. I giudici hanno stabilito che la rinuncia al ricorso per cassazione non comporta l'obbligo di pagare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un Comune ha richiesto a una società pubblicitaria il pagamento di tariffe maggiorate per l'installazione di cartelloni pubblicitari. Dopo la decisione favorevole alla società in appello, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'ente pubblico ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo e ha stabilito la compensazione delle spese di giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia volontaria, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione colpisce solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
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Canone installazione mezzi pubblicitari: Comune vince su società
Il Comune ha emesso avvisi di accertamento contro una società per il parziale pagamento del Canone installazione mezzi pubblicitari (CIMP). I giudici di merito hanno annullato gli atti ritenendo che le tariffe superassero il limite di legge del 25% rispetto alla vecchia imposta sulla pubblicità (ICP). La Cassazione ha accolto il ricorso del Comune. I giudici hanno stabilito che, poiché il regolamento del nuovo canone era stato annullato dal TAR, si applicava ancora la vecchia imposta (ICP) in regime di ultrattività. Di conseguenza, il Comune poteva legittimamente sommare la vecchia imposta al canone di locazione degli spazi pubblici, senza dover rispettare il limite del 25% previsto solo per il nuovo canone. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
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Canone installazione mezzi pubblicitari: stop ai rimborsi
L'Ente Comunale ha impugnato il diniego di rimborso richiesto da una Società Pubblicitaria per le somme versate in eccedenza a titolo di Canone installazione mezzi pubblicitari (CIMP) tra il 2002 e il 2015. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Comunale, stabilendo che il passaggio dalla vecchia imposta sulla pubblicità (ICP) al nuovo Canone installazione mezzi pubblicitari richiede obbligatoriamente l'adozione di un apposito regolamento comunale. In mancanza di questo atto normativo, non basta la semplice approvazione del Piano Generale degli Impianti (che è solo un atto amministrativo generale) per far scattare la nuova disciplina. Di conseguenza, resta applicabile la vecchia imposta, che si cumula legittimamente con il canone di occupazione del suolo pubblico senza subire il limite di aumento del venticinque per cento previsto per il nuovo canone.
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