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Cessione Del Credito

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538 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità professionale notaio: il caso del credito IVA
Un imprenditore ha citato in giudizio un notaio per responsabilità professionale dopo che l'acquisto di crediti IVA, destinati alla compensazione, si è rivelato inefficace per mancata richiesta di rimborso da parte dei cedenti. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio, stabilendo che il suo dovere non si estende alla consulenza fiscale specializzata, soprattutto quando il cliente è assistito da altri professionisti. La sentenza chiarisce i confini della responsabilità professionale del notaio nella stipula di atti di cessione di credito.
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Cessione del credito: risoluzione per garanzie violate
Una società finanziaria acquista un portafoglio di crediti commerciali ("cessione del credito") basandosi sulla garanzia del venditore che questi fossero certificati e dovuti da un ente pubblico. Successivamente, un tribunale accerta che i crediti non erano certificati e il debitore era un soggetto diverso. Il Tribunale di Milano dichiara risolto il contratto di cessione per grave inadempimento del venditore, condannandolo alla restituzione del prezzo, al pagamento di ingenti interessi di mora e al risarcimento dei danni, comprese le spese legali sostenute nel tentativo di recupero del credito.
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Garanzia Cessione Credito: Credito Inesistente
Una società cede un credito vantato verso un ente pubblico, garantendone contrattualmente l'esistenza. Successivamente, un tribunale accerta la parziale inesistenza di tale credito. La società cessionaria attiva la clausola risolutiva espressa e ottiene un decreto ingiuntivo contro la cedente per la restituzione del prezzo e il risarcimento del danno. Il Tribunale di Milano, nel decidere sull'opposizione al decreto, conferma la condanna della cedente. La sentenza chiarisce che la specifica garanzia contrattuale trasferisce sulla cedente ogni rischio relativo all'esistenza del credito, indipendentemente dalle ragioni della sua contestazione. Di conseguenza, la cedente è tenuta a risarcire l'interesse positivo, comprensivo del danno emergente e del lucro cessante.
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Foro convenzionale esclusivo: prevale sulla cessione?
La Corte di Cassazione stabilisce che il foro convenzionale esclusivo previsto in un contratto prevale anche in caso di successiva cessione del credito, specialmente se l'azione legale è intentata dal creditore originario. La Corte ha chiarito che l'accordo di cessione tra creditore e un terzo non può modificare la competenza territoriale pattuita tra le parti originarie del rapporto obbligatorio, ribaltando la decisione di primo grado e affermando la competenza del tribunale scelto contrattualmente.
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Cessione del credito: prova e oneri per la banca
La Corte di Appello di Perugia interviene su un complesso caso di cessione del credito. La sentenza chiarisce che la pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente della titolarità del credito se le categorie di crediti ceduti sono descritte con precisione. La Corte ha inoltre confermato la validità di una fideiussione omnibus, rigettando la tesi della nullità totale per violazione della normativa antitrust e accogliendo l'appello della società cessionaria.
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Cessione del credito: chi può chiedere il fallimento?
Un imprenditore, dopo la risoluzione del suo concordato preventivo, è stato dichiarato fallito su richiesta della banca creditrice originaria. Ha impugnato la decisione sostenendo che la banca non fosse legittimata, avendo effettuato una cessione del credito a un'altra società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, finché la cessione del credito non viene formalmente comunicata agli organi della procedura concorsuale, il creditore originario (cedente) mantiene pienamente la legittimazione ad agire, inclusa la facoltà di chiedere il fallimento.
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Cessione del credito: la prova in giudizio
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta una controversia tra una società di recupero crediti, una banca e una società fallita. Il caso ruota attorno alla necessità di fornire una prova adeguata della cessione del credito per poter agire in giudizio contro il debitore. La decisione sottolinea l'importanza di documentare correttamente il trasferimento del diritto di credito.
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Opposizione agli atti esecutivi: l’onere del terzo
Un'Azienda Sanitaria, debitrice verso una farmacia, si è trovata tra una cessione di credito a una banca e un successivo pignoramento da parte di altri creditori. Avendo pagato i creditori pignoranti, è stata comunque condannata a pagare la banca. La Cassazione ha stabilito che l'ASL avrebbe dovuto presentare un'opposizione agli atti esecutivi contro l'ordinanza di assegnazione per far valere i diritti della banca, non potendo semplicemente adempiere all'ordine del giudice dell'esecuzione.
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Cessione del credito e revocatoria: limiti e oneri
La Corte d'Appello esamina un complesso caso di cessione del credito originato da un fallimento. Un creditore, dopo aver ceduto il proprio credito per estinguere un debito, contesta le successive cessioni tramite azione revocatoria e accusa di negligenza il curatore fallimentare. La Corte rigetta le domande, confermando la validità della cessione del credito originaria e chiarendo i rigidi presupposti per l'azione revocatoria e i limiti della responsabilità del curatore, che ha agito correttamente pagando il titolare finale del credito.
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Cessione del contratto: il consenso è essenziale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato dal cessionario di un contratto, chiarendo la distinzione fondamentale con la cessione del credito. L'ordinanza stabilisce che per una valida cessione del contratto è imprescindibile il consenso del contraente ceduto. In assenza di tale consenso, il cessionario acquista solo il credito ma non la legittimazione ad agire per la risoluzione del contratto stesso, poiché non subentra nell'intera posizione contrattuale. Di conseguenza, il suo ricorso per cassazione è stato respinto per difetto di legittimazione attiva.
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Cessione del credito: prova e legittimazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per canoni di leasing non pagati. Il ricorso del debitore e del fideiussore viene respinto, ma la Corte sottolinea un principio fondamentale sulla cessione del credito: il cessionario deve fornire prova documentale della propria titolarità, non essendo sufficiente la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per tale motivo, pur respingendo il ricorso principale, dichiara inammissibile il controricorso della banca cessionaria.
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Competenza territoriale crediti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41572/2025, ha chiarito la questione della competenza territoriale nel reato di indebita percezione di crediti d'imposta (Superbonus). La Corte ha stabilito che la competenza non si radica nel luogo di residenza del cedente, ma nel luogo in cui la società cessionaria ha la propria sede fiscale e accetta il credito sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate, utilizzandolo in compensazione. Questo atto rende la cessione efficace nei confronti dell'erario e consuma il reato.
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Ricorso improcedibile: il deposito della sentenza
Una società finanziaria ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in una causa contro un ente pubblico per la cessione di crediti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata, notificata come richiesto dalla legge. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile degli adempimenti procedurali, indipendentemente dal merito della controversia.
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Cessione del credito: il rifiuto della P.A.
Un'istituzione finanziaria ha acquisito un credito vantato da una società di servizi energetici nei confronti di un Comune. Quest'ultimo ha rifiutato la cessione del credito, basandosi sulla normativa degli appalti pubblici che lo consente se il contratto originario è ancora in corso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il rifiuto tempestivo della Pubblica Amministrazione rende la cessione inefficace, e che la valutazione sullo stato del contratto è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità.
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Cessione del credito PA: quando serve l’assenso scritto
Una società di factoring ha agito contro un'ASL per il pagamento di crediti sanitari ceduti da una casa di cura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione del credito PA è inefficace se il contratto originario richiede l'accettazione scritta dell'ente pubblico. Anche se le norme sulla contabilità di Stato non si applicano direttamente alle ASL, le parti possono volontariamente richiamarle nel contratto, rendendo la forma scritta un requisito di validità (ad substantiam) per l'assenso.
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Cessione del credito: come si prova e notifica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34545/2025, si è pronunciata sulla prova e notifica della cessione del credito. Nel caso esaminato, un debitore si opponeva al pagamento sostenendo la mancata prova della cessione e l'estinzione del debito tramite polizza assicurativa. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la prova della cessione può essere fornita con vari documenti e che la notifica è valida con qualsiasi mezzo idoneo a informare il debitore. Inoltre, spetta al debitore provare l'effettivo pagamento da parte dell'assicurazione, non bastando la sola denuncia del sinistro.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo di esposizione chiara
Una società finanziaria ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che la sua richiesta di pagamento per crediti ceduti nei confronti di un istituto scolastico pubblico era stata respinta in primo e secondo grado. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l'atto introduttivo non conteneva una chiara e sintetica esposizione dei fatti essenziali della causa, un requisito obbligatorio ai sensi dell'art. 366, n. 3, del codice di procedura civile. La Corte ha sottolineato che tale omissione impedisce una corretta valutazione dei motivi di ricorso.
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Cessione del credito: revoca e legittimazione attiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia alla cessione del credito, anche se informale, ripristina la legittimazione attiva del creditore originario. La Corte ha inoltre ribadito i termini perentori per contestare la nullità procedurale della consulenza tecnica, distinguendola dalle critiche di merito.
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Enunciazione atti: Cassazione e imposta di registro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33466/2025, interviene sul tema della tassazione per enunciazione atti. Il caso riguarda un decreto ingiuntivo ottenuto da una società cessionaria di un credito. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto l'imposta di registro non solo per il decreto, ma anche per il contratto di finanziamento originario e la successiva cessione del credito, in quanto 'enunciati' nel ricorso. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il ricorso per ingiunzione e il decreto stesso costituiscono un unicum e le enunciazioni in esso contenute sono fiscalmente rilevanti, anche in caso di cessione del credito, superando una lettura restrittiva del requisito dell'identità delle parti.
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Cessione Credito INVIM: le regole del Codice Civile
Una società, cessionaria finale di un credito per rimborso INVIM riconosciuto da una sentenza del 1999, si è vista negare l'esecuzione del giudicato. La Corte di Cassazione ha chiarito che la cessione credito INVIM non è soggetta alle rigide norme fiscali, ma alle regole generali del Codice Civile. Pertanto, ha annullato la decisione e rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione, anche sulla prescrizione del credito.
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