LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Cessione Del Credito — Anno 2025

Pagina 4 di 5

90 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessione Del Credito

Provvedimenti

Patrocinio infedele: condanna anche senza testimoni
Un avvocato, assolto in primo grado dall'accusa di patrocinio infedele per aver indotto un cliente a cedere un credito per un valore inferiore, viene dichiarato civilmente responsabile dalla Corte d'Appello. La Cassazione conferma la decisione, chiarendo che il giudice d'appello non è obbligato a riesaminare i testimoni se la sua decisione di ribaltare l'assoluzione si fonda su una diversa valutazione delle prove documentali, piuttosto che su quelle testimoniali. La condotta sleale del legale è stata provata dai documenti stessi.
Continua »
Cessione del credito volo: quando è valida?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce indirettamente i contorni della cessione del credito volo per indennizzi da ritardo aereo. Il caso, originato dalla richiesta di una società di recupero crediti nei confronti di una compagnia aerea, si è concluso con l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso. Tuttavia, il provvedimento riporta la decisiva motivazione della corte d'appello, la quale aveva stabilito che la cessione del credito non costituisce attività di finanziamento illecita se il passeggero viene pagato solo dopo l'effettiva riscossione del credito dalla compagnia aerea, rendendo così l'operazione legittima.
Continua »
Cessione del credito: il contraddittorio necessario
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo. Durante la causa, l'originario creditore effettuava una cessione del credito a un terzo. Quest'ultimo, dopo una sentenza di primo grado favorevole alla società, proponeva appello senza coinvolgere il creditore originario. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, stabilendo che in caso di cessione del credito a lite pendente, sia il cedente che il cessionario sono litisconsorti necessari nel giudizio di impugnazione, la cui mancata partecipazione invalida il procedimento se eccepita dalla controparte.
Continua »
Cessione del credito: imposta di registro e limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un notaio contro l'Agenzia delle Entrate, confermando l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale su una cessione del credito. Secondo la Corte, la cessione è un atto fiscalmente autonomo, anche se collegato a un precedente finanziamento. L'imposta di registro, essendo un'"imposta d'atto", si applica alla natura intrinseca del singolo negozio giuridico presentato per la registrazione, senza considerare elementi esterni. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per aver tentato una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e per la presenza di una "doppia conforme" di merito.
Continua »
Cessione del credito: prova e oneri per la banca
Un cliente contesta un mutuo per usura e anatocismo, mettendo in dubbio la titolarità del credito di una società cessionaria. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la prova della cessione del credito, se contestata, richiede un'attenta valutazione del giudice di merito che va oltre il semplice avviso in Gazzetta Ufficiale. Viene inoltre confermato che l'ammortamento 'alla francese' non è di per sé illegittimo.
Continua »
Cessione del credito: prova e termini per contestarla
Una società ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto le sue domande relative a un contratto di mutuo, incluse contestazioni sul superamento del tasso soglia e sulla legittimazione della società cessionaria del credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la contestazione sulla cessione del credito era stata sollevata tardivamente (solo in comparsa conclusionale) e che gli altri motivi erano proceduralmente viziati o infondati.
Continua »
Notifica cessione del credito: la forma è libera
Una società fornitrice si vede revocare un decreto ingiuntivo perché, secondo la Corte d'Appello, non aveva notificato formalmente al debitore la retrocessione di un credito precedentemente ceduto a una banca. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che la notifica della cessione del credito è un atto a forma libera, il cui unico scopo è informare il debitore. Pertanto, anche lo stesso ricorso per decreto ingiuntivo può costituire una valida notifica.
Continua »
Annotazione dell’ipoteca: quando è necessaria?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce l'importanza dell'annotazione dell'ipoteca in caso di cessione del credito. Se la cessione avviene prima del pignoramento immobiliare e non viene annotata nei registri, il nuovo creditore perde il diritto di prelazione. Il suo credito, originariamente garantito da ipoteca, viene declassato a semplice credito chirografario, con significative conseguenze nella distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata del bene. La decisione sottolinea come la formalità dell'annotazione sia un elemento costitutivo per l'opponibilità della garanzia ai terzi creditori.
Continua »
Opponibilità cessione credito: il No della Cassazione
Un istituto di credito ha agito in giudizio contro un'azienda sanitaria locale per ottenere il pagamento di interessi moratori su crediti acquisiti tramite factoring da alcune case di cura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio chiave in materia di opponibilità della cessione del credito verso la Pubblica Amministrazione: senza una formale accettazione da parte dell'ente pubblico debitore, la cessione non è efficace nei suoi confronti. La decisione si fonda sulla normativa speciale per la contabilità di Stato e sulle specifiche previsioni contrattuali tra le parti originarie.
Continua »
Cessione del credito: come qualificare l’operazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5551/2025, ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di oltre 2 milioni di euro. Il caso verteva sulla corretta qualificazione giuridica di un'operazione complessa: la società ricorrente sosteneva si trattasse di un pagamento eseguito da un terzo, ma la Corte ha confermato la ricostruzione del Tribunale, inquadrandola come una cessione del credito. Secondo i giudici, la società fallita aveva ceduto il proprio credito verso la ricorrente a una terza società come corrispettivo per l'acquisto di azioni. Di conseguenza, la ricorrente non era creditrice del fallimento, ma debitrice della società cessionaria, perdendo così il diritto a insinuarsi nel passivo.
Continua »
Definizione stragiudiziale lite: processo estinto
Una società di factoring, cessionaria di un credito IVA, si scontra con l'Amministrazione Finanziaria che nega parte del rimborso a causa di debiti della società cedente. Dopo un ricorso in Cassazione da parte dell'ente impositore, le parti raggiungono una definizione stragiudiziale della lite. La Corte Suprema dichiara quindi l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, confermando la volontà delle parti di chiudere la disputa.
Continua »
Prova cessione credito: onere e contestazione
La Cassazione chiarisce che la prova della cessione del credito spetta sempre al cessionario. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che, non avendo fornito prova certa dell'atto di cessione, si era appellata al principio di non contestazione. La banca debitrice non era tenuta a contestare un fatto a lei non noto.
Continua »
Cessione del credito PA: valida senza assenso?
Una società di factoring ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per il pagamento di crediti acquisiti da cliniche private. L'ente pubblico sosteneva che la cessione del credito PA non fosse valida senza l'assenso formale dell'amministrazione regionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che il requisito dell'accettazione non si applica ai crediti derivanti da contratti le cui prestazioni sono già state completamente eseguite. In questi casi, il rapporto è considerato "esaurito" e la cessione è efficace con la sola notifica al debitore.
Continua »
Competenza cessione credito lavoro: decide il Giudice del Lavoro
Un lavoratore aveva ceduto il suo credito per il Trattamento di Fine Servizio (TFS) a una banca. Successivamente, l'ente previdenziale ha modificato unilateralmente le scadenze di pagamento, creando un inadempimento nel finanziamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere sull'intera controversia, inclusa quella contro la banca, spetta al Giudice del Lavoro. La motivazione risiede nel principio secondo cui la natura lavoristica del credito originario determina la competenza per materia, anche dopo la sua cessione.
Continua »
Cessione del credito: imposta fissa o proporzionale?
Una società aveva effettuato una cessione del credito a una banca come garanzia per una linea di credito, pagando un'imposta di registro fissa. L'Agenzia delle Entrate ha contestato, applicando un'imposta proporzionale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che l'apertura di credito e la successiva cessione del credito a scopo di garanzia sono due negozi giuridici distinti e autonomi. Di conseguenza, la cessione, non essendo un'operazione di finanziamento che immette nuova liquidità, deve essere tassata separatamente con l'imposta di registro proporzionale.
Continua »
Cessione del credito e ricorso inammissibile: il caso
Una banca, cessionaria di crediti vantati da una società appaltatrice verso un ente pubblico, ha agito per il pagamento di alcune fatture. L'ente ha sospeso il pagamento invocando l'art. 1676 c.c., poiché i dipendenti della società appaltatrice avevano richiesto il pagamento diretto dei loro stipendi. La banca ha sostenuto che la notifica della cessione del credito fosse anteriore alla richiesta dei dipendenti, rendendola inefficace. La Corte di Cassazione, tuttavia, non è entrata nel merito della questione, dichiarando il ricorso della banca inammissibile per un vizio formale: la mancata esposizione sommaria dei fatti di causa nell'atto di ricorso, requisito essenziale previsto dal codice di procedura civile.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso analizzato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni garanti contro una banca. L'ordinanza sottolinea come i motivi di ricorso fossero viziati da difetti procedurali, in particolare la mancanza di autosufficienza, che impedisce alla Corte di esaminare il merito delle questioni sollevate, tra cui la cessione del credito, la violazione delle norme sulla fideiussione e l'usura. Questa decisione ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso al giudizio di legittimità.
Continua »
Cessione del credito: chi prova l’esistenza del debito?
Un istituto di credito, in qualità di cessionario di alcuni crediti derivanti da fatture, ha agito contro il consorzio debitore per ottenerne il pagamento. Il consorzio ha contestato l'esistenza stessa dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito due principi fondamentali in materia di cessione del credito: l'onere di provare l'esistenza del credito grava sempre sul cessionario (la banca) e il silenzio del debitore ceduto alla notifica della cessione non costituisce riconoscimento del debito. Di conseguenza, il ricorso della banca è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Cessione del credito PA: quando è valida verso i Comuni?
Una società, acquirente di un credito derivante da un contratto di appalto pubblico, ha agito contro un Comune per ottenerne il pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della cessione del credito PA, stabilendo che le rigide formalità previste per le cessioni verso lo Stato non si estendono agli enti locali come i Comuni. La Corte ha inoltre respinto la richiesta della società di ottenere interessi di mora superiori a quelli legali, chiarendo che la concessione di questi ultimi implica un rigetto implicito della domanda maggiore.
Continua »
Cessione del credito e revocatoria: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cessione del credito, effettuata da un debitore per saldare un'altra obbligazione già scaduta, non è soggetta ad azione revocatoria. Questo atto rientra nell'ipotesi di 'adempimento di un debito scaduto' prevista dall'art. 2901, comma 3, c.c., che esclude la revocabilità. La Corte ha chiarito che la legge non richiede al debitore di dimostrare l'assenza di altri mezzi di pagamento, rendendo la cessione una modalità di adempimento pienamente legittima e non revocabile, a prescindere dalla situazione patrimoniale del debitore.
Continua »