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Cessione Del Credito — Anno 2025

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90 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessione Del Credito

Provvedimenti

Legittimazione attiva: l’intervento sana il difetto
Un istituto di credito otteneva un decreto ingiuntivo contro alcuni garanti dopo aver già ceduto il credito. Nonostante la Corte d'Appello avesse revocato il decreto per difetto di legittimazione attiva del creditore originario, ha condannato i garanti a pagare la società cessionaria, intervenuta nel processo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dei garanti e stabilendo che l'intervento del soggetto effettivamente legittimato sana il vizio iniziale del procedimento.
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Nullità fideiussione: la Cassazione fa chiarezza
Due garanti hanno impugnato una sentenza d'appello, sostenendo la nullità fideiussione per violazione della normativa bancaria (art. 106 T.U.B.), delle norme antitrust e per decadenza del creditore (art. 1957 c.c.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la mancata prova da parte dei ricorrenti, la genericità dei motivi e il divieto di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Cessione del contratto e pignoramento: la Cassazione
Una società creditrice ha tentato di pignorare presso un condominio i crediti futuri dovuti a un'impresa appaltatrice. Tuttavia, l'impresa aveva già effettuato la cessione del contratto a un'altra società. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito della cessione del contratto, i crediti per le opere successive sorgono direttamente in capo alla nuova impresa e non entrano mai nel patrimonio del debitore originario. Di conseguenza, tali crediti non possono essere pignorati, rendendo irrilevante la questione della data certa della cessione.
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Cessione del credito: chi prova l’inesistenza?
Una società acquista un credito fiscale e ne chiede il rimborso. L'Amministrazione Finanziaria nega, sostenendo che l'acquirente debba provare non solo l'esistenza del credito, ma anche il suo mancato utilizzo da parte del cedente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce un principio fondamentale sulla cessione del credito: l'acquirente (cessionario) ha solo l'onere di provare l'esistenza del diritto. Non spetta a lui dimostrare il fatto negativo che il venditore (cedente) non abbia estinto il credito, ad esempio tramite compensazione. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto al rimborso.
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Data certa transazione: la Cassazione fa chiarezza
Una società, cessionaria di un credito derivante da un contratto d'appalto, ha citato in giudizio la società debitrice. Quest'ultima ha opposto un accordo transattivo stipulato con il creditore originario. I tribunali di merito avevano ritenuto l'accordo opponibile. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la decisione, stabilendo che la prova della data certa transazione, necessaria per l'opponibilità al cessionario terzo, era stata erroneamente fondata su un ragionamento presuntivo viziato, rinviando la causa per una nuova valutazione alla luce dell'art. 2704 c.c.
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Presunzione di pari responsabilità: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16304/2025, chiarisce che in un sinistro stradale, qualora non sia possibile accertare la dinamica e le colpe, il giudice non può rigettare la domanda per mancanza di prova ma deve applicare d'ufficio la presunzione di pari responsabilità prevista dall'art. 2054, comma 2, c.c. Il caso riguardava due società, cessionarie del credito per i danni a un veicolo, che si erano viste respingere la richiesta di risarcimento perché la documentazione probatoria era stata ritirata dal fascicolo di parte. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito, affermando che, accertata l'esistenza storica del sinistro, l'impossibilità di ricostruirne le modalità impone la ripartizione paritaria della responsabilità.
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Cessione Credito d’Imposta: Diritti del Cessionario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25521/2025, ha stabilito che nella cessione credito d'imposta, il soggetto che acquista il credito (cessionario) ha pieno diritto di impugnare gli atti fiscali che ne pregiudicano l'esistenza, anche se non ne è il diretto destinatario. La Corte ha inoltre chiarito che le controversie relative all'escussione di una polizza fideiussoria a garanzia del credito rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello tributario.
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Opponibilità cessione credito: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'opponibilità della cessione del credito derivante da un contratto d'appalto pubblico. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società ricorrente non ha impugnato tutte le autonome ragioni giuridiche (rationes decidendi) su cui si basava la sentenza d'appello. La Corte sottolinea che, per ottenere l'annullamento di una sentenza fondata su più motivazioni, è necessario censurarle tutte con successo, altrimenti la statuizione passa in giudicato.
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Cessione del credito: notifica e pagamento liberatorio
Una società, dopo aver ricevuto notifica di una cessione del credito, ha continuato a pagare il creditore originario. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica inviata dal nuovo creditore è sufficiente per rendere efficace la cessione. Di conseguenza, il pagamento al soggetto sbagliato non estingue il debito, obbligando il debitore a pagare una seconda volta al destinatario corretto. La sentenza chiarisce la validità della comunicazione e gli effetti del pagamento non liberatorio.
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Contratti sanità: pagamento negato senza accordo scritto
Una società finanziaria, cessionaria del credito di una clinica privata, ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento di prestazioni erogate tra il 2005 e il 2007. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in assenza di specifici contratti sanità in forma scritta, nessun pagamento è dovuto, nonostante la clinica fosse accreditata. La sentenza sottolinea come l'accreditamento sia una condizione necessaria ma non sufficiente per fondare un diritto al corrispettivo da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
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Onere della prova credito futuro: chi deve provare?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione del credito. Nel caso di un credito futuro ed eventuale, l'onere della prova della sua venuta ad esistenza spetta al creditore cessionario (chi acquista il credito) e non al debitore. La vicenda trae origine da un decreto ingiuntivo per il pagamento di una fattura relativa a un canone di subconcessione aeroportuale, in parte variabile in base al numero di passeggeri. Il debitore si opponeva sostenendo che, a causa di un calo dei passeggeri, parte del credito non era mai sorta. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente posto l'onere della prova a carico del debitore, riaffermando che l'efficacia della cessione di un credito futuro è subordinata alla sua effettiva esistenza, che deve essere provata da chi agisce per il recupero.
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Cessione del credito: le eccezioni opponibili
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso di cessione del credito. Una società creditrice aveva ceduto il proprio credito verso una banca. La banca, debitore ceduto, ha tentato di opporre al nuovo creditore (cessionario) eccezioni basate su inadempimenti della società cedente verificatisi dopo la notifica della cessione. La Corte ha dichiarato il ricorso della banca inammissibile, ribadendo che, una volta perfezionata la cessione del credito, il debitore non può opporre al cessionario vicende successive che riguardino il rapporto originale, consolidando così la posizione del cessionario.
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Accreditamento sanitario: serve contratto scritto?
Una società di factoring ha citato in giudizio una ASL per il pagamento di crediti, originati da prestazioni sanitarie fornite da una clinica privata, che le erano stati ceduti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'accreditamento sanitario, anche se provvisorio, non è sufficiente a far sorgere l'obbligo di pagamento in capo alla ASL. È indispensabile la stipula di un contratto scritto che definisca il volume delle prestazioni e i corrispettivi, in assenza del quale la Pubblica Amministrazione non è tenuta a pagare.
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Ricognizione di debito: vale come accettazione?
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo contestando la prova della cessione del suo credito. La Cassazione stabilisce che la sua ricognizione di debito, inviata al nuovo creditore, funge da accettazione della cessione ai sensi dell'art. 1264 c.c., sanando la mancata notifica formale e confermando la legittimazione del creditore a procedere.
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Pagamento al cedente: non libera se c’è notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento al cedente, effettuato dal debitore dopo aver ricevuto la notifica della cessione del credito, non ha effetto liberatorio. Il debitore è tenuto a pagare nuovamente, questa volta al cessionario. Il caso riguardava un'assicurazione che, nonostante la notifica, aveva risarcito il danneggiato originale invece della società di noleggio a cui era stato ceduto il credito.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società proponeva ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato il rigetto della sua domanda basata su una cessione di credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione non si basa sul merito della cessione del credito, ma su un vizio procedurale: il ricorso non rispettava il requisito di specificità imposto dalla legge, omettendo una chiara e completa esposizione dei fatti e delle vicende processuali. Questo ha impedito alla Corte di comprendere appieno la controversia basandosi solo sull'atto, violando così il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Interessi moratori factoring: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina sugli interessi moratori per le transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002) si applica anche quando il credito è stato ceduto a una società di factoring. Il caso vedeva un'azienda sanitaria opporsi al pagamento di tali interessi, sostenendo la natura finanziaria del factoring e pubblicistica della propria attività. La Corte ha chiarito che la cessione del credito non altera la natura commerciale dell'obbligazione originaria (es. fornitura di beni), pertanto gli interessi sono dovuti. La natura di ente del servizio sanitario non esclude di per sé l'applicazione della normativa per i contratti di fornitura stipulati in regime privatistico.
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Responsabilità professionale notaio: il limite del dovere
Un'azienda turistica ha citato in giudizio un notaio per responsabilità professionale a seguito dell'acquisto di un credito IVA rivelatosi non trasferibile. La Corte di Cassazione ha confermato l'assenza di responsabilità del professionista, chiarendo che non è possibile introdurre nuove cause di merito in appello. Tuttavia, l'ordinanza ha parzialmente accolto il ricorso, riducendo le spese legali addebitate alla società a causa di un'errata liquidazione, offrendo importanti spunti sulla portata della responsabilità professionale del notaio.
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Risarcimento danni appalto: limiti e onere prova
In un caso di subappalto con fornitura difettosa, la Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto ma ha annullato la condanna al risarcimento dei danni. La Corte ha stabilito che il giudice non può liquidare un danno superiore a quanto richiesto (vizio di ultra petita) e che il cessionario di un credito non risponde degli inadempimenti contrattuali del cedente. La sentenza chiarisce i principi fondamentali sul risarcimento danni appalto, nesso di causalità e onere della prova.
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Cessione del credito e confisca: tutela del cessionario
Una società, acquirente di un credito ipotecario, si è vista rigettare l'istanza di ammissione al passivo su un bene confiscato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio chiave sulla cessione del credito: per la tutela del terzo, è fondamentale valutare la buona fede del creditore originario al momento della concessione del finanziamento, e non solo quella del cessionario al momento dell'acquisto del credito, specialmente se il finanziamento è anteriore alla manifesta pericolosità sociale del soggetto.
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