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Cessazione Della Materia Del Contendere — Anno 2023

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556 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessazione Della Materia Del Contendere

Provvedimenti

Cessazione materia del contendere: effetti sul giudizio
Un ex dipendente pubblico contesta le trattenute sullo stipendio effettuate dall'ente previdenziale. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo. La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere, rendendo inefficaci le sentenze precedenti e chiudendo il caso sulla base della volontà delle parti.
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Cessazione materia del contendere: la rinuncia al ricorso
Una lunga controversia fiscale tra un'Amministrazione Finanziaria e una società per un cospicuo rimborso IRES e IRAP si è conclusa in Cassazione. Dopo anni di sentenze e ricorsi, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando una dichiarazione di rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio senza decidere nel merito.
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Cessazione materia contendere e accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una disputa tra professionisti e un ente previdenziale, a seguito di un accordo di conciliazione. L'ordinanza chiarisce che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché l'accordo tra le parti sostituisce le precedenti decisioni giudiziarie.
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Rimborso IRES-IRAP: estinzione per accordo
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso IRES-IRAP per l'anno 1998, sostenendo di aver perso la soggettività passiva. Dopo un lungo contenzioso che ha attraversato tutti i gradi di giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
Una controversia tra un ente previdenziale e un gruppo di suoi dipendenti, relativa alla restituzione di compensi, si è conclusa in Corte di Cassazione. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere. Questa decisione evidenzia come un accordo tra le parti possa risolvere una lite anche in fase di giudizio di legittimità, sostituendosi alle precedenti sentenze e determinando la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una contribuente impugna un accertamento fiscale basato sul possesso di beni ritenuti sproporzionati rispetto al reddito. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata delle controversie. La Corte, preso atto del pagamento, dichiara estinto il giudizio per cessata materia del contendere, senza applicare sanzioni processuali aggiuntive.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che estingue
Un dipendente di un ente previdenziale ha contestato la richiesta di restituzione di compensi professionali, ottenendo ragione in primo e secondo grado. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione ma, durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, un esito che estingue il processo e rende inefficaci le sentenze precedenti, poiché la lite è stata risolta privatamente.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che estingue
Una controversia tra un ente previdenziale e alcuni suoi dipendenti, relativa al recupero di somme indebitamente percepite, è giunta fino alla Corte di Cassazione. Prima della decisione, le parti hanno stipulato un accordo transattivo. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, un esito che estingue il processo e rende inefficace la sentenza d'appello impugnata, risolvendo la lite in via negoziale.
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Impugnazione estratto di ruolo: è sempre possibile?
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo ottenuto autonomamente. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo l'atto non impugnabile. Durante il ricorso in Cassazione, l'adesione del contribuente a una definizione agevolata ha portato all'estinzione del giudizio, lasciando aperta la questione di principio ma mostrando l'effetto della rottamazione sui processi pendenti.
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Silenzio-rifiuto: istanza di rimborso fiscale generica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30238/2023, ha stabilito che un'istanza di rimborso fiscale priva della quantificazione degli importi e degli estremi di versamento è inidonea a formare il silenzio-rifiuto. Di conseguenza, l'eventuale azione legale del contribuente è inammissibile. Il caso riguardava la richiesta di rimborso IRPEF di un pensionato, ma la Corte, pur dichiarando la cessazione della materia del contendere per rinuncia, ha chiarito questo importante principio procedurale decidendo sulle spese secondo la soccombenza virtuale.
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Definizione agevolata canoni demaniali: la Cassazione
Una società di gestione balneare contesta l'aumento dei canoni demaniali. La controversia verte sulla corretta modalità di calcolo per la definizione agevolata prevista dalla legge. La Cassazione dichiara il ricorso dell'ente pubblico inammissibile per difetto di interesse sopravvenuto, a seguito di una nuova normativa che ha permesso alla società di sanare la propria posizione, rendendo di fatto inutile la prosecuzione del giudizio.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a sanzioni antiriciclaggio. La decisione deriva dalla richiesta di definizione agevolata presentata dalla contribuente e dal successivo pagamento. L'Amministrazione Finanziaria non ha negato la definizione entro i termini, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente conclusione del processo.
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Incompatibilità amministratore locale: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di presunta incompatibilità di un amministratore locale. Una consigliera comunale, dichiarata decaduta per aver intentato una causa contro il proprio Comune, viene reintegrata dalla Corte d'Appello. La Cassazione, pur dichiarando i ricorsi inammissibili per la fine del mandato elettorale, conferma nel merito la decisione d'appello: la lite era connessa all'esercizio del mandato e il Comune non è parte necessaria nel giudizio. Questo chiarisce i limiti dell'incompatibilità dell'amministratore locale.
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Cessazione materia del contendere: no al raddoppio
Un dipendente pubblico aveva avviato una causa contro un ente previdenziale per questioni di remunerazione. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, specificando che tale esito esclude l'obbligo del 'raddoppio del contributo unificato', in quanto non si tratta di un rigetto del ricorso ma di una risoluzione concordata della lite.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
In una controversia tra un ente previdenziale e un professionista per la remunerazione di perizie, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La decisione sottolinea che tale esito, basato su un accordo, fa venir meno l'efficacia delle sentenze precedenti e, soprattutto, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Cessazione materia contendere: accordo tra le parti
Una controversia tra un ente previdenziale e alcuni suoi dipendenti riguardo la loro remunerazione è giunta in Cassazione. Le parti hanno però raggiunto un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione materia contendere. La decisione chiarisce che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato e le spese legali vengono compensate come da accordo.
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Definizione agevolata liti pendenti: estinzione processo
L'ordinanza analizza un caso in cui un contribuente e l'amministrazione finanziaria erano in lite per un avviso di liquidazione. Mentre il caso era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito a una procedura di definizione agevolata liti pendenti, presentando la domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificato il perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le controversie fiscali.
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Definizione agevolata anche per avvisi di liquidazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione che applicava l'imposta di registro in misura proporzionale anziché fissa. Durante il contenzioso, la richiesta di definizione agevolata è stata negata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'avviso di liquidazione, esprimendo una nuova e maggiore pretesa fiscale, ha natura di atto impositivo e rientra quindi nell'ambito della definizione agevolata. Di conseguenza, avendo la società pagato, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società di autotrasporti e i suoi soci, dopo aver impugnato fino in Cassazione un avviso di accertamento per operazioni ritenute inesistenti, hanno aderito alla definizione agevolata. La Corte Suprema, preso atto del pagamento integrale delle somme, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla lunga controversia fiscale.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. La controversia, relativa ad avvisi di accertamento per maggiore IRES su dividendi esteri, si è conclusa dopo che l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela i propri atti mentre il ricorso era pendente. Le parti hanno concordato, portando la Corte a dichiarare estinto il processo con compensazione delle spese legali.
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