LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Cessazione Della Materia Del Contendere — Anno 2023

Pagina 23 di 28

556 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessazione Della Materia Del Contendere

Provvedimenti

Cessazione materia del contendere e accordi legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato la **cessazione della materia del contendere** in una lite tra un ente previdenziale e alcuni professionisti relativa alla remunerazione di perizie di stima. Le parti hanno depositato un accordo di conciliazione che ha risolto il conflitto, rendendo superflua la prosecuzione del giudizio. La Corte ha inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura del caso non è derivata da un rigetto o da una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
Continua »
Mutuo fondiario agevolato: esenzioni e rinegoziazione
Un professionista ha impugnato un avviso di liquidazione relativo all'imposta di registro e di bollo per un atto di rinegoziazione di un mutuo fondiario agevolato. L'Amministrazione Finanziaria, durante il giudizio di legittimità, ha annullato l'atto in autotutela. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, confermando però che il regime di mutuo fondiario agevolato può estendersi agli atti modificativi dei tempi e delle modalità di restituzione, purché funzionali alla conclusione dell'operazione originaria e non volti a scopi diversi come il ripianamento di debiti scaduti.
Continua »
Mutuo fondiario: agevolazioni rinegoziazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema delle agevolazioni fiscali per il mutuo fondiario in caso di rinegoziazione del contratto. Un professionista aveva impugnato un avviso di liquidazione relativo all'imposta di registro per un atto modificativo di un finanziamento esistente. L'Amministrazione finanziaria ha successivamente annullato l'atto in autotutela, portando alla cessazione della materia del contendere. La Corte ha chiarito che il regime agevolato si applica anche agli atti funzionali alla rinegoziazione dei tempi e delle modalità di restituzione del credito.
Continua »
Definizione agevolata: guida alla chiusura delle liti
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato su redditometro per l'anno 2004. Dopo i rigetti nei gradi di merito, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la parte ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 193/2016, provvedendo al pagamento degli oneri richiesti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali per favorire la ratio conciliativa della norma.
Continua »
Società di comodo: condono e cessazione della lite
Una società di persone e il suo socio di maggioranza hanno impugnato avvisi di accertamento IRPEF basati sulla disciplina delle **società di comodo**. I contribuenti sostenevano che la mancata operatività fosse dovuta a ritardi amministrativi per la realizzazione di un impianto sportivo. Dopo i rigetti nei gradi di merito, in Cassazione i ricorrenti hanno chiesto la cessazione della materia del contendere per adesione a un condono fiscale. La Suprema Corte, rilevando la cancellazione della società e il decesso di un socio, ha disposto l'acquisizione integrale dei fascicoli di merito per verificare l'estinzione del giudizio, con particolare riguardo alle pendenze IVA.
Continua »
Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società operante nel settore industriale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA per diverse annualità. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di merito, la causa è approdata in Cassazione su ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo la contribuente dimostrato il regolare pagamento degli importi dovuti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società metalmeccanica ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo alla vendita di stampi industriali a clienti esteri. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, la controversia è approdata in Cassazione su ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: le regole
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti necessari per dichiarare la cessazione della materia del contendere in un giudizio riguardante un dipendente pubblico e un ente locale. La controversia verteva sul riconoscimento di un indennizzo per infermità dipendente da causa di servizio. La Suprema Corte ha stabilito che tale pronuncia richiede un accordo congiunto delle parti sul mutamento della situazione sostanziale. Inoltre, ha ribadito che ogni transazione conclusa da una Pubblica Amministrazione deve rivestire la forma scritta a pena di nullità, non potendosi desumere da comportamenti concludenti o accordi verbali non formalizzati.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: l’accordo
Un lavoratore ha impugnato il licenziamento per giusta causa intimato da un istituto bancario. Dopo la conferma della legittimità del recesso in sede di appello, il dipendente ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno depositato un accordo transattivo per definire ogni pendenza. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando l'insussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato e non disponendo sulle spese legali, in conformità alla volontà delle parti.
Continua »
Ius variandi: cambiare domanda in appello è lecito
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dello **Ius variandi** in un contenzioso relativo a contratti preliminari di compravendita. Un promissario acquirente, dopo aver ottenuto in primo grado l'esecuzione in forma specifica, ha richiesto in appello la risoluzione del contratto e il risarcimento danni a causa della vendita all'asta degli immobili. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibili tali richieste considerandole domande nuove. La Suprema Corte ha invece cassato la sentenza, ribadendo che l'art. 1453 c.c. consente di mutare la domanda di adempimento in quella di risoluzione in ogni stato e grado del giudizio, includendo le domande accessorie di restituzione e risarcimento.
Continua »
Motivazione per relationem: quando la sentenza è nulla
Una contribuente ha impugnato intimazioni di pagamento derivanti da un atto di conciliazione sottoscritto per debiti IVA di una società estinta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso rilevando la nullità della sentenza d'appello per carenza di motivazione. I giudici hanno stabilito che la motivazione per relationem è illegittima se il giudice si limita a un rinvio acritico alla decisione di primo grado senza svolgere un esame autonomo dei motivi di impugnazione presentati dalla parte.
Continua »
Cessazione della materia del contendere nel lavoro
La controversia riguardava la richiesta di un dipendente pubblico di ottenere compensi extra per attività di stima immobiliare svolte fuori dall'orario di lavoro. Dopo una sentenza d'appello favorevole al lavoratore, l'ente previdenziale ha proposto ricorso. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno sottoscritto un accordo conciliativo, portando alla dichiarazione di cessazione della materia del contendere da parte della Suprema Corte.
Continua »
Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
La controversia ha avuto origine dall'impugnazione di una cartella di pagamento IRPEF da parte di un contribuente. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate per vizi procedurali, il caso è approdato in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Corte, preso atto dell'inserimento della pratica nell'elenco delle controversie regolarizzate, ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Consolidato fiscale: effetti della sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società controllata in merito a presunti ricavi omessi derivanti da operazioni di transfer pricing. La contestazione riguardava la cessione di impianti a società estere del gruppo senza l'adeguata contabilizzazione di servizi di assistenza. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la società capogruppo ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che nel regime di consolidato fiscale la sanatoria della controllante estingue la pretesa tributaria anche verso la controllata.
Continua »
Cessazione della materia del contendere e conciliazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una lite tra alcuni dipendenti pubblici e un ente previdenziale. I lavoratori avevano richiesto compensi extra per attività di stima immobiliare, ritenute dai giudici di merito già comprese nei doveri d'ufficio. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno sottoscritto accordi di conciliazione. La Suprema Corte ha stabilito che tale accordo determina la caducazione delle sentenze precedenti e impedisce l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché non si configura un rigetto del ricorso.
Continua »
Cessazione della materia del contendere e spese legali
Una condomina impugnava due delibere assembleari relative all'avvio di lavori straordinari e alla nomina di un tecnico, lamentando l'assenza di urgenza e l'illegittimità dei costi. Nel corso del giudizio, il Condominio adottava nuove delibere che revocavano le precedenti e davano avvio ai lavori. La Corte d'Appello dichiarava dunque la cessazione della materia del contendere, compensando parzialmente le spese legali sulla base della soccombenza virtuale. La Cassazione ha confermato tale decisione, ribadendo che la valutazione sulla ripartizione delle spese, in assenza di una decisione nel merito, spetta al giudice di merito ed è insindacabile se logicamente motivata.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite in Cassazione
La controversia nasce dall'impugnazione di un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate contro un Ente Locale per omessa fatturazione IVA. L'Ufficio riteneva che il rimborso delle rate di mutuo versato da una società di gestione all'Ente costituisse un corrispettivo imponibile per l'uso delle reti idriche. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione all'Ente escludendo l'imponibilità, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, l'Ente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, versando l'importo dovuto. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Opposizione agli atti esecutivi: le regole della Corte
Una debitrice ha proposto opposizione agli atti esecutivi lamentando il difetto di notifica degli atti prodromici. Dopo la chiusura della procedura per dichiarazione negativa del terzo, il Tribunale ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, condannando l'opponente alle spese per soccombenza virtuale. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che non è possibile introdurre nuovi motivi di opposizione nella fase di merito e che la valutazione sulle spese è discrezionale.
Continua »
Definizione agevolata: stop al giudizio tributario
Una società ha impugnato una cartella esattoriale relativa a Ires e Irap, ottenendo l'annullamento nei primi due gradi di giudizio per vizi di notifica. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, provvedendo al pagamento integrale del dovuto. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non sussiste l'obbligo di raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una chiusura non sanzionatoria.
Continua »
Rottamazione cartelle: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per un contribuente che ha aderito alla rottamazione cartelle. Il contenzioso originava da accertamenti bancari relativi a II.DD. e IVA per l'anno 2007. Dopo aver intrapreso la definizione agevolata ai sensi del d.l. 193/2016, il ricorrente ha fornito prova del pagamento degli importi dovuti. La Corte ha riscontrato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »