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Cause Di Proscioglimento (Art. 129 C.P.P.)

23 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazioni in cui il giudice deve assolvere immediatamente l'imputato, anche in caso di patteggiamento, perché è evidente che il fatto non sussiste, l'imputato non lo ha commesso o il fatto non costituisce reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso inammissibile patteggiamento: condanna e multa di 4000€
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile patteggiamento presentato da un imputato. Quest'ultimo aveva contestato la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento), sostenendo che il giudice non avesse motivato a sufficienza l'assenza di cause di assoluzione. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: dopo la riforma del 2017, i motivi per impugnare un patteggiamento sono tassativamente elencati dalla legge. La mancata motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento non rientra tra questi. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto senza entrare nel merito, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 4.000 euro.
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Impugnazione Patteggiamento: Ricorso Respinto e Condanna alle Spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva che il giudice non avesse verificato la possibile presenza di cause di assoluzione. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'impugnazione del patteggiamento è consentita solo per un numero limitatissimo di motivi, espressamente indicati dalla legge. Poiché la motivazione del ricorrente non rientrava in questo elenco chiuso, il suo tentativo di appello è stato respinto in partenza, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione economica. La sentenza conferma la natura quasi definitiva dell'accordo di patteggiamento.
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Ricorso contro patteggiamento: no se si chiede l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo invece di ratificare l'accordo sulla pena. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il ricorso contro patteggiamento non può basarsi sulla mancata verifica da parte del giudice di eventuali cause di proscioglimento. Questo motivo non rientra tra quelli, tassativamente previsti dalla legge, per cui è possibile impugnare tale tipo di sentenza. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: accordo blindato
La Corte di Cassazione ha confermato la regola sulla quasi totale inappellabilità della sentenza di patteggiamento. Una persona aveva impugnato l'accordo raggiunto con la giustizia, lamentando una presunta errata valutazione degli indizi. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo un principio fondamentale: dopo la riforma del 2017, la sentenza di patteggiamento non può essere messa in discussione per motivi legati alla valutazione dei fatti. L'accordo tra le parti, una volta ratificato dal giudice, diventa definitivo e non può essere contestato dalle stesse parti che lo hanno sottoscritto. Di conseguenza, la ricorrente ha perso e ha subito la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro concordato in appello: accordo fatto, niente ripensamenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza di 'concordato in appello'. Gli imputati, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena, avevano tentato di contestare la loro colpevolezza davanti alla Suprema Corte. La sentenza stabilisce un principio chiaro: chi accetta un concordato rinuncia a rimettere in discussione i fatti. Il ricorso contro concordato in appello è ammesso solo per vizi procedurali dell'accordo o per illegalità della pena applicata, non per ottenere un'assoluzione nel merito. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e gli imputati condannati al pagamento delle spese.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: appello respinto e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile patteggiamento presentato da due imputati. Essi avevano contestato la sentenza di patteggiamento sostenendo che il giudice non avesse verificato la possibile esistenza di cause di assoluzione. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: dopo la riforma del 2017, i motivi per impugnare un patteggiamento sono tassativamente elencati dalla legge. La mancata verifica delle cause di proscioglimento non rientra più tra questi motivi. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Ricorso Inammissibile Patteggiamento: la Cassazione chiude la porta
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per furto aggravato, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sosteneva che il giudice non avesse motivato a sufficienza l'assenza di cause per un'assoluzione immediata. La Corte ha stabilito che questo motivo di appello non rientra tra quelli, molto limitati, permessi dalla legge per impugnare un patteggiamento. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile patteggiamento, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione. La sentenza ribadisce che le vie per contestare un patteggiamento sono eccezionali e strettamente definite.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: appello negato e condanna
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per un reato in materia di immigrazione, presenta ricorso in Cassazione. Sostiene che il giudice di merito non abbia verificato la possibile presenza di cause di assoluzione prima di ratificare l'accordo. La Corte di Cassazione, però, dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione si basa su una riforma legislativa del 2017 che ha limitato strettamente i motivi per cui si può impugnare una sentenza di patteggiamento. Il mancato controllo sulle cause di proscioglimento non rientra più tra questi. Di conseguenza, il ricorso viene respinto e l'imputato condannato a pagare le spese e una sanzione.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: accordo per droga e multa
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per detenzione e spaccio di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. Lamentava che il giudice non avesse motivato a sufficienza le ragioni per non assolverlo. La Corte ha stabilito che si trattava di un **ricorso inammissibile patteggiamento**, poiché le impugnazioni contro tali sentenze sono consentite solo per motivi tassativamente elencati dalla legge, tra cui non rientra una generica critica alla motivazione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore somma di denaro.
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Concordato in appello: accordo sulla pena blocca il ricorso
Due imputati per riciclaggio avevano raggiunto un accordo in Corte d'Appello per una pena ridotta, tramite la procedura di 'concordato in appello'. Successivamente, hanno presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici d'appello avrebbero dovuto comunque verificare la possibilità di assolverli. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: chi accetta il concordato in appello rinuncia a contestare la propria colpevolezza. Di conseguenza, non può più lamentare la mancata valutazione di cause di assoluzione. Il ricorso contro tale sentenza è possibile solo per vizi procedurali dell'accordo o per pene illegali, non per rimettere in discussione la responsabilità.
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Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Negato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'imputato che accetta un concordato in appello non può più presentare ricorso per contestare la sentenza. Con questo accordo, infatti, si rinuncia implicitamente a far valere qualsiasi altra questione, comprese le possibili cause di assoluzione che il giudice avrebbe potuto rilevare d'ufficio. La Suprema Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver patteggiato la pena in appello, si era rivolto alla Cassazione lamentando la mancata valutazione di una sua possibile innocenza. L'accordo sulla pena chiude definitivamente la porta a ulteriori impugnazioni.
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Concordato in appello: pena ridotta ma ricorso inammissibile
Un imputato, condannato per tentata rapina, ottiene uno sconto di pena grazie a un **concordato in appello**. Successivamente, presenta ricorso in Cassazione, lamentando che i giudici non abbiano valutato la sua possibile assoluzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: chi accetta un **concordato in appello** rinuncia implicitamente a contestare certi aspetti della sentenza. Non può, quindi, sollevare in Cassazione questioni a cui aveva già rinunciato per ottenere un trattamento più favorevole. L'imputato perde il ricorso e viene condannato a pagare una sanzione.
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Ricorso contro patteggiamento: accordo valido anche senza verifica?
Due imputati hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la loro sentenza di patteggiamento. Sostenevano che il giudice avrebbe dovuto assolverli per la presenza di cause evidenti di non colpevolezza, invece di applicare la pena concordata. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio chiaro: il ricorso contro patteggiamento è consentito solo per un numero limitato di violazioni di legge, espressamente indicate dalla normativa. La mancata verifica delle cause di assoluzione non rientra tra queste. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e gli imputati sono stati condannati a pagare le spese e una sanzione.
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Concordato in Appello: Accetta la Pena ma Ricorre, Cassazione Boccia
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il **concordato in appello** e aver rinunciato ai suoi motivi, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che i giudici avrebbero dovuto comunque verificare la sua possibile innocenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, una volta accettato il concordato, non è più possibile contestare la propria responsabilità o la mancata valutazione di cause di proscioglimento. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: accordo in aula, multa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul patteggiamento. Un imputato, dopo aver concordato la pena, ha presentato ricorso sostenendo che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Corte ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che, una volta accettato il patteggiamento, si può ricorrere in Cassazione solo per un numero limitato di motivi specifici previsti dalla legge. Tentare un appello per ragioni non consentite si traduce in un 'ricorso inammissibile patteggiamento', con la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: accordo fatto, poi l’appello
Un imputato, dopo aver concluso un accordo di patteggiamento, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: l'appello contro un patteggiamento è consentito solo per un numero limitato di motivi previsti dalla legge, tra cui non rientra la mancata valutazione di una possibile assoluzione. A causa del ricorso inammissibile patteggiamento, l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso Patteggiamento: Appello Inutile, Condanna alle Spese
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due imputati che avevano impugnato la loro sentenza di patteggiamento. Essi sostenevano che il giudice avrebbe dovuto assolverli invece di approvare l'accordo. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. La legge, infatti, stabilisce motivi molto specifici e limitati per il ricorso per cassazione patteggiamento, e la richiesta degli imputati non rientrava tra questi. Di conseguenza, i due sono stati condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria, confermando che non si può impugnare un patteggiamento per motivi non espressamente previsti dalla normativa.
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Ricorso contro patteggiamento: accordo valido, appello respinto
Una persona, dopo aver concluso un patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che il giudice avrebbe dovuto verificare l'assenza di cause di assoluzione prima di ratificare l'accordo. La Corte ha dichiarato il ricorso contro patteggiamento inammissibile. Ha stabilito che l'impugnazione di una sentenza di patteggiamento è possibile solo per motivi tassativamente elencati dalla legge, tra cui non rientra la mancata verifica delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la persona condannata a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in Appello: Accordo Fatto, Assoluzione Negata
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sul patteggiamento in appello. Due imputati, dopo aver concordato la pena in appello, hanno fatto ricorso sostenendo che il giudice avrebbe dovuto comunque verificare la possibilità di assolverli. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. Ha chiarito che, quando l'imputato rinuncia ai motivi di appello per ottenere il patteggiamento, la valutazione del giudice si limita all'accordo raggiunto. Non è più tenuto a cercare attivamente cause di proscioglimento. Gli imputati hanno perso e sono stati condannati a pagare le spese e una sanzione.
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Ricorso Patteggiamento: Appello Respinto per Vizio di Motivazione
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per un reato di droga, ha presentato appello alla Corte Suprema. Egli sosteneva che la sentenza fosse viziata perché il giudice non aveva motivato a sufficienza l'assenza di cause di assoluzione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il **ricorso per cassazione patteggiamento** è consentito solo per un elenco tassativo di motivi, tra cui non rientra il vizio di motivazione. L'appello è stato quindi respinto in partenza, confermando la condanna.
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