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Causale

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96 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Onere prova contratto a termine: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda contro la conversione di un contratto a termine in uno a tempo indeterminato. La sentenza ribadisce che l'onere della prova contratto a termine grava interamente sul datore di lavoro, il quale deve dimostrare con elementi specifici e concreti, e non con prove testimoniali generiche, le ragioni che giustificano l'apposizione del termine. La Corte ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto le prove dell'azienda tautologiche e insufficienti.
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Contratti a termine pubblico impiego: abuso e risarcimento
Una lavoratrice del settore pubblico ha ottenuto il riconoscimento dell'illegittimità della reiterazione dei contratti a termine da parte di un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13209/2024, ha stabilito principi fondamentali sui contratti a termine nel pubblico impiego: il limite di durata massima di 36 mesi si applica anche agli enti locali e la successiva assunzione a tempo indeterminato (stabilizzazione), se avvenuta tramite concorso, non sana automaticamente l'abuso pregresso. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per una nuova valutazione del danno subito dalla lavoratrice.
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Chiamata in correità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di tre individui condannati per un omicidio aggravato di stampo mafioso. La condanna è stata confermata sulla base della valutazione logica e coerente della "chiamata in correità" proveniente da diversi collaboratori di giustizia, la cui attendibilità era stata attentamente vagliata dai giudici di merito. La sentenza ribadisce che l'apprezzamento delle prove da parte del giudice, se immune da vizi logici, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Contratto a termine illegittimo: la scadenza vale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto a termine è illegittimo se la causale giustificativa, pur prevista dalla contrattazione collettiva, viene utilizzata dopo la data di scadenza fissata dagli stessi accordi. Nel caso esaminato, un lavoratore era stato assunto nel 1999 per esigenze di ristrutturazione aziendale, una causale la cui efficacia era terminata il 30 aprile 1998. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello, dichiarando la nullità del termine e la conseguente conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, con applicazione del regime risarcitorio previsto dalla legge.
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Proroga contratto a termine: vale la data della firma?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34538/2024, ha stabilito che per una proroga del contratto a termine, la legge applicabile è quella in vigore alla data di decorrenza della proroga stessa, non quella della firma. La Corte ha inoltre ritenuto che l'utilizzo di contratti a termine per coprire esigenze stabili e durevoli costituisce frode alla legge, portando alla conversione del rapporto in tempo indeterminato.
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Contratti a termine fondazioni liriche: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso cruciale sui contratti a termine nelle fondazioni liriche. Un lavoratore ha contestato la legittimità di una serie di contratti a tempo determinato, sostenendo la violazione della normativa europea volta a prevenire gli abusi. La Corte ha ritenuto la questione di tale complessità e rilevanza nomofilattica da richiedere un esame approfondito, in particolare per valutare la compatibilità della legislazione nazionale, che permette una maggiore flessibilità per tali enti, con i principi sanciti dalla Corte di Giustizia dell'UE.
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Prova per presunzioni: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che qualificava un rapporto tra due società tessili come "conto lavorazione" anziché "commissione". La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nell'applicare la prova per presunzioni, valutando gli indizi in modo isolato invece che nel loro complesso. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione che consideri la realtà economica sostanziale oltre gli aspetti formali, come la dicitura sui documenti di trasporto.
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Contratti a termine PA: illegittimi senza causale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente pubblico, confermando l'illegittimità della reiterazione di contratti a termine stipulati con alcuni lavoratori. La sentenza chiarisce che il finanziamento tramite progetti regionali non è sufficiente a giustificare i contratti a termine PA se le mansioni svolte, come trasporto scolastico e manutenzione del verde, rispondono a esigenze stabili e non temporanee dell'ente. Ai lavoratori è stato riconosciuto il risarcimento del danno, ma non la conversione del rapporto di lavoro, come previsto per il settore pubblico.
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Contratto di somministrazione: causale generica è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un contratto di somministrazione è illegittimo se la causale addotta è generica e non verificabile. Nel caso specifico, motivazioni come "incremento della produzione" o "punte di più intensa attività" sono state ritenute insufficienti in assenza di elementi concreti che ne dimostrassero l'effettività, portando alla conferma della nullità del termine.
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Contratti a termine fondazioni liriche: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema dei contratti a termine nelle fondazioni liriche. Un artista aveva impugnato una serie di contratti a tempo determinato, ritenendoli illegittimi. La Suprema Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello per omessa pronuncia, non avendo i giudici esaminato la validità di tutti i contratti contestati. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce dei principi espressi, sottolineando la necessità di ragioni obiettive e concrete per giustificare la successione di contratti a termine.
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Proroga contratto a termine: la data che conta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4654/2025, ha stabilito un principio cruciale per la proroga contratto a termine. Se la legge cambia tra la data di firma e la data di efficacia della proroga, si applica la normativa in vigore nel momento in cui la proroga inizia a produrre i suoi effetti. Nel caso specifico, una proroga firmata prima dell'entrata in vigore delle norme più restrittive del "Decreto Dignità" ma con decorrenza successiva è stata giudicata illegittima per mancanza della causale, portando alla conversione del rapporto in tempo indeterminato.
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Reato di estorsione: la causale illecita non lo esclude
La Corte di Cassazione conferma una condanna per il reato di estorsione, chiarendo che la scoperta di una causale parzialmente diversa e illecita (un debito di droga) rispetto a quella contestata non invalida la sentenza. La Corte ha stabilito che non vi è violazione del principio di correlazione tra accusa e decisione se l'imputato ha avuto modo di difendersi sui nuovi elementi emersi. Inoltre, ha negato l'attenuante della lieve entità a causa della gravità del danno non patrimoniale subito dalla vittima, costretta a cambiare scuola a seguito delle intimidazioni.
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Contratti a termine illegittimi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di una serie di contratti a termine stipulati da un ente locale con un lavoratore, basati su una legge regionale finalizzata all'occupazione. La Corte ha confermato che la reiterazione di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli dell'amministrazione costituisce un abuso, rendendo i contratti a termine illegittimi. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, respingendo sia il ricorso dell'ente pubblico che quello del dipendente relativo alla liquidazione delle spese legali.
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Somministrazione irregolare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9265/2019, affronta un caso di somministrazione irregolare. Una lavoratrice aveva ottenuto in primo e secondo grado la conversione del suo contratto a tempo indeterminato presso l'azienda utilizzatrice, poiché la causale, legata a 'punte di intensa attività', era stata ritenuta troppo generica e non provata. La Cassazione conferma la conversione del rapporto ma cassa la sentenza sulla parte economica, stabilendo che al lavoratore spetta l'indennità risarcitoria onnicomprensiva prevista dall'art. 32 della L. 183/2010 e non l'integrale pagamento delle retribuzioni perse.
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Causale generica somministrazione: Cassazione chiarisce
L'ordinanza esamina il caso di una lavoratrice in somministrazione il cui contratto è stato dichiarato illegittimo per la genericità della causale, che faceva un vago riferimento al contratto collettivo. La Corte di Cassazione conferma che una causale generica in un contratto di somministrazione equivale alla sua assenza, comportando la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l'azienda utilizzatrice. Tuttavia, la Corte riforma la quantificazione del danno, stabilendo l'applicazione dell'indennità onnicomprensiva prevista dall'art. 32 della L. 183/2010, anziché il risarcimento integrale delle retribuzioni.
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Successione contratti a termine: quando scatta l’assunzione
Un lavoratore, dopo una serie di contratti a termine diretti con un'azienda, prosegue il rapporto tramite un'agenzia di somministrazione, superando i 12 mesi totali. Il Tribunale ha dichiarato l'illegittimità di tale pratica, disponendo la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato con l'azienda utilizzatrice. La sentenza analizza la successione contratti a termine, stabilendo che il superamento dei limiti di durata senza una valida causale comporta la stabilizzazione del lavoratore, oltre al riconoscimento di un inquadramento superiore e delle relative differenze retributive.
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