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Causa Petendi — Anno 2022

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285 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Causa Petendi

Provvedimenti

Diritto di copia privata: calcoli impossibili ma risarcimento dovuto
Una società cessionaria di diritti televisivi ha richiesto all'associazione di categoria l'indennizzo per il Diritto di copia privata per la trasmissione di diverse opere. Una prima sentenza ha accertato il diritto al compenso basato sulle delibere dell'associazione. Tuttavia, i criteri di calcolo previsti da tali delibere si sono rivelati del tutto indeterminabili e incompleti nella pratica. La Corte d'appello ha quindi respinto la domanda di adempimento specifico, ma ha accolto la richiesta di risarcimento del danno per inadempimento, liquidando 350.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'associazione. La Suprema Corte ha stabilito che l'impossibilità di calcolare l'esatto compenso per colpa del debitore legittima la condanna al risarcimento del danno.
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Custodia cautelare in carcere: negati i domiciliari per usura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato contro il diniego di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. L'Imputato, accusato di usura ed estorsione aggravate da metodo mafioso, chiedeva l'attenuazione della misura in una regione diversa da quella dei fatti. La Suprema Corte ha chiarito che la presunta riduzione della gravità degli indizi non giustifica automaticamente una misura meno afflittiva. Inoltre, i legami con esponenti della criminalità organizzata e l'uso del metodo mafioso confermano la persistente pericolosità sociale. Di conseguenza, la custodia cautelare in carcere rimane l'unica misura idonea a contenere il rischio di reiterazione del reato, escludendo l'adeguatezza dei semplici arresti domiciliari.
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Giudicato esterno: stop al mantenimento del vecchio stipendio
Due lavoratori, riassunti dall'Amministrazione Pubblica dopo il fallimento del consorzio a cui erano stati trasferiti, chiedevano il mantenimento del livello retributivo precedente. Una passata sentenza aveva già stabilito che la convenzione tra gli enti garantiva solo la riassunzione, escludendo l'applicazione automatica delle tutele del trasferimento d'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Pubblica, stabilendo che il giudicato esterno impedisce di rimettere in discussione l'interpretazione di quella convenzione. Poiché il precedente giudizio aveva già chiarito la portata limitata dell'accordo, i lavoratori non possono pretendere la conservazione dello stipendio precedente. La domanda dei lavoratori è stata quindi definitivamente respinta.
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Efficacia del giudicato esterno: Ente vince sui lavoratori
Alcuni dipendenti di un Ente Pubblico, trasferiti a un consorzio privato poi fallito, chiedevano di mantenere il trattamento economico più favorevole dopo essere stati riassunti dall'amministrazione. I lavoratori si basavano su una convenzione che richiamava la disciplina del trasferimento d'azienda. Tuttavia, un precedente processo tra le stesse parti aveva già stabilito con sentenza definitiva che quel richiamo serviva solo a garantire la riassunzione, senza applicare l'intero regime di tutela economica. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Ente Pubblico, ha sancito l'efficacia del giudicato esterno: quando un punto fondamentale comune è già stato deciso con sentenza definitiva, il giudice di un successivo processo non può riesaminarlo o interpretarlo in modo diverso. Di conseguenza, la domanda dei lavoratori è stata definitivamente respinta.
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Sgravi contributivi per alluvione: l’impresa perde il rimborso
Un'impresa piemontese colpita dall'alluvione del 1994 ha chiesto il rimborso dei contributi previdenziali versati in eccesso, invocando gli sgravi contributivi per alluvione. Gli enti previdenziali si sono opposti, sostenendo il superamento dei limiti di legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, stabilendo che i finanziamenti agevolati per la delocalizzazione devono essere conteggiati tra gli aiuti ricevuti. Poiché il totale dei sostegni superava i danni reali, l'agevolazione non spettava. Inoltre, nel rito del lavoro non è consentito aggiungere nuove voci di danno durante la perizia se non indicate nel ricorso introduttivo.
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