La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta classificazione catastale degli impianti industriali di depurazione e sollevamento acque. Un'Azienda Idrica aveva contestato la classificazione dell'Ente Impositore, sostenendo che tali impianti, per la loro funzione di interesse pubblico, dovessero rientrare nella categoria E (fabbricati a destinazione speciale, non produttivi di reddito). La Cassazione ha invece stabilito che, poiché la gestione del servizio idrico ha natura economica e gli impianti sono destinati a processi industriali, la corretta classificazione catastale è nel gruppo D (specificamente D/7), tipico delle costruzioni che ospitano attività produttive. La pubblica utilità non esclude la natura imprenditoriale dell'attività. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Impositore, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione.
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