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Cassare

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973 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Istanza di rimborso: essenziale la quantificazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29186/2023, ha stabilito un principio fondamentale per i contribuenti: un'istanza di rimborso inviata all'Amministrazione Finanziaria deve obbligatoriamente contenere la quantificazione delle somme richieste. In caso contrario, la domanda è giuridicamente invalida e non può formare un silenzio-rifiuto impugnabile. Nel caso specifico, un contribuente aveva chiesto il rimborso di IRPEF versata in eccesso su una pensione integrativa, senza specificare l'importo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, dichiarando inammissibile il ricorso introduttivo del contribuente perché basato su una richiesta iniziale viziata.
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Contribuzione figurativa: calcolo in cassa integrazione
Un lavoratore chiede il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extramensili nella base di calcolo della contribuzione figurativa per periodi di cassa integrazione. La Cassazione chiarisce che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione reale usata per l'integrazione salariale, non su una media, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Pagamenti in corso di causa: la Cassazione chiarisce
Un committente, condannato in appello al pagamento dell'intero compenso a un architetto, ha ottenuto ragione in Cassazione. Durante la causa aveva già versato una somma cospicua, ma la Corte d'Appello non ne aveva tenuto conto nel dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: i pagamenti in corso di causa devono essere detratti e il titolo esecutivo può essere emesso solo per il debito residuo, correggendo la precedente decisione.
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Assegno divorzile: il sacrificio non deve essere totale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27945/2023, ha accolto il ricorso di un'ex moglie a cui era stato negato l'assegno divorzile. La Corte ha stabilito che per il riconoscimento dell'assegno non è necessario dimostrare un abbandono 'totale' del lavoro o una 'scelta forzata', ma è sufficiente provare di aver sacrificato opportunità professionali e di carriera per dedicarsi alla famiglia, contribuendo così alla formazione del patrimonio comune e dell'altro coniuge.
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Indennizzo vaccino antinfluenzale: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26615/2023, ha stabilito che spetta l'indennizzo previsto dalla legge 210/1992 anche per i danni irreversibili conseguenti alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, sebbene non obbligatorio ma solo raccomandato. La decisione si fonda sul principio di solidarietà sociale, secondo cui la collettività deve farsi carico delle rare conseguenze negative subite dal singolo a tutela della salute pubblica. Di conseguenza, il diritto all'indennizzo vaccino antinfluenzale non è limitato alle sole categorie a rischio per cui la vaccinazione era primariamente indicata.
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Prescrizione crediti lavoro: quando inizia a decorrere
Una lavoratrice ha fatto causa a due società per differenze retributive. La Corte d'Appello aveva limitato il suo diritto applicando la prescrizione quinquennale durante il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, a causa della ridotta stabilità introdotta dalla Riforma Fornero, la prescrizione crediti lavoro inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Licenziamento giusta causa: reato extra-lavorativo
Un lavoratore, licenziato per una condanna penale definitiva per un grave reato commesso anni prima al di fuori dell'orario di lavoro, era stato reintegrato dai giudici di merito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il licenziamento per giusta causa è legittimo. La particolare gravità della condotta, anche se risalente nel tempo, è sufficiente a ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, a prescindere dal contesto extra-lavorativo.
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Rendimento fondi pensione: la tassazione agevolata
La Corte di Cassazione ha negato un rimborso fiscale agli eredi di un ex dirigente, stabilendo che la tassazione agevolata sul rendimento fondi pensione si applica solo alla quota che rappresenta un effettivo profitto da investimenti sul mercato. In assenza di tale prova, che spetta al contribuente fornire, l'intera somma è tassata come TFR. La sentenza della commissione tributaria è stata annullata per motivazione contraddittoria.
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Sospensione termini covid: appello salvo per 64 giorni
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato un appello inammissibile per tardività. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha erroneamente omesso di applicare la sospensione termini covid di 64 giorni (dal 9 marzo all'11 maggio 2020), rendendo così l'appello, notificato entro la scadenza ricalcolata, pienamente tempestivo e ammissibile.
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Indennità di esproprio: un debito di valuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9482/2023, ha stabilito principi chiave in materia di indennità di esproprio. Ha chiarito che tale obbligazione costituisce un debito di valuta e non di valore, escludendo l'applicazione della rivalutazione monetaria automatica. La Corte ha inoltre precisato che la destinazione urbanistica a uso pubblico non esclude la vocazione edificatoria del terreno, se è ammessa l'iniziativa privata. Infine, ha accolto il ricorso nella parte in cui la corte di merito aveva erroneamente liquidato l'indennità anche a favore di parti che avevano già raggiunto un accordo transattivo con l'ente espropriante.
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Valore venale area fabbricabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per determinare il valore venale di un'area fabbricabile ai fini fiscali, non è sufficiente un calcolo astratto basato su terreni simili non gravati da vincoli. Con l'ordinanza n. 9311/2023, ha chiarito che la valutazione deve tenere conto concretamente di tutti i vincoli specifici, come la vicinanza a una ferrovia e gli oneri di urbanizzazione imposti, che ne deprimono il valore di mercato. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva applicato una decurtazione forfettaria, rinviando per una nuova e più accurata stima.
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Assegno divorzile: no a spesa per ristrutturazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo economico di un coniuge per la ristrutturazione della casa coniugale, di proprietà esclusiva dell'altro, rientra nei doveri di solidarietà familiare. Tale spesa, da sola, non è sufficiente a giustificare il riconoscimento di un assegno divorzile con funzione compensativa, per il quale è necessaria la prova di specifici sacrifici professionali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Tributo controllo sanitario: chi paga? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il tributo per il controllo sanitario sui prodotti ortofrutticoli non è dovuto solo dai produttori, ma da tutti gli operatori del settore, inclusi i commercianti all'ingrosso. Ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, la Corte ha affermato che la normativa nazionale ed europea impone una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera agroalimentare per garantire la sicurezza e la sanità dei prodotti, rendendo così legittima l'imposizione del tributo anche a chi si occupa della sola commercializzazione.
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Iscrizione ipotecaria e assegno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1076/2023, ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria a garanzia dell'assegno di mantenimento non è un atto automatico. Il giudice deve sempre verificare la sussistenza di un concreto e attuale 'pericolo di inadempimento' da parte del coniuge obbligato. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva permesso l'ipoteca senza questa valutazione, sottolineando che il corretto adempimento degli obblighi fa venir meno il fondamento della garanzia.
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Riduzione tassa rifiuti: quando il servizio non c’è
Una società manifatturiera contesta una tassa sui rifiuti (TARSU) sostenendo che il servizio di raccolta comunale è assente nella sua zona industriale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2879/2023, stabilisce che in caso di mancata erogazione del servizio non spetta un'esenzione totale, ma una significativa riduzione della tassa rifiuti. Il caso è stato rinviato per calcolare l'esatta percentuale di riduzione, che non può superare il 40% della tariffa ordinaria.
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Motivazione per relationem: atto noto e validità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che un avviso di liquidazione fiscale è valido anche se riporta una base imponibile errata, a condizione che la sua motivazione per relationem faccia riferimento a un atto giudiziario già noto al contribuente. Il diritto di difesa non è leso se il contribuente, essendo parte del giudizio originario, possiede tutti gli elementi per comprendere la pretesa fiscale.
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Termine impugnazione espulsione: quando si allunga?
La Corte di Cassazione ha chiarito che il termine per l'impugnazione di un decreto di espulsione è più lungo se il cittadino straniero, al momento della proposizione del ricorso, risiede all'estero perché rimpatriato. In questo caso, il ricorso presentato oltre il termine ordinario è stato ritenuto tempestivo, annullando la precedente decisione di inammissibilità. Il fattore determinante è la residenza effettiva fuori dall'Italia.
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Diritto di critica avvocato: limiti e diffamazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema del diritto di critica dell'avvocato, confermando la condanna per diffamazione a carico di un legale per due articoli denigratori nei confronti di una fondazione artistica. La Corte ha stabilito che la critica, per essere legittima, deve basarsi su un fondo di verità, anche solo putativa, e non può tradursi in un attacco personale volto a screditare l'avversario. Viene inoltre chiarito che un accordo per sospendere l'esecutività di una sentenza non implica la rinuncia ad altri diritti, come il risarcimento per la mancata pubblicazione della stessa.
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che esonerava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata, dato un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il basso reddito non è di per sé sufficiente a qualificare un'attività come occasionale. Il criterio determinante è l'abitualità dell'esercizio professionale, che va valutata considerando anche altri elementi, come l'iscrizione all'albo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Omessa pronuncia e difetto di legittimazione in appello
La Corte di Cassazione ha cassato con rinvio una sentenza della Corte d'Appello per omessa pronuncia. I giudici di secondo grado avevano omesso di decidere su un'eccezione relativa al difetto di legittimazione di una delle parti, vizio procedurale che ha reso necessaria la cassazione della decisione. La vicenda trae origine da una controversia bancaria in cui gli eredi di un correntista contestavano l'applicazione di interessi anatocistici e usurari, ma la cui domanda era stata rigettata in appello per la mancata produzione del contratto.
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