Un militare di leva, ferito gravemente da un incendio in un bunker nel 1968, si è visto negare i benefici come equiparato alle vittime del dovere. L'incidente fu causato da un commilitone che alimentò una lampada con del cherosene. I giudici di merito avevano escluso il diritto, attribuendo la colpa alla negligenza del collega e non al rischio del servizio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio importante: l'incendio, avvenuto per la necessità di illuminare un luogo operativo buio con mezzi di fortuna, rientra nelle 'particolari condizioni ambientali'. Pertanto, il militare è stato riconosciuto come equiparato alle vittime del dovere, con diritto ai relativi benefici.
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