LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Cassa Senza Rinvio

Pagina 9 di 12

226 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso tardivo: la Cassazione cassa senza rinvio
Un agente della riscossione iscrive ipoteca su un immobile. Il contribuente si oppone e vince nei primi due gradi di giudizio, forte di una precedente sentenza favorevole. Tuttavia, l'agente ricorre in Cassazione, eccependo che l'opposizione iniziale del contribuente era un ricorso tardivo, presentata anni dopo il termine di 60 giorni. La Suprema Corte accoglie il motivo, dichiara l'inammissibilità del ricorso originario e annulla le sentenze precedenti senza necessità di un nuovo giudizio, ribadendo la natura perentoria dei termini processuali.
Continua »
Illegittimità trattenimento straniero: quando è nullo
La Corte di Cassazione ha annullato la proroga del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo l'illegittimità del provvedimento. La decisione si fonda sulla manifesta illegittimità del decreto di espulsione presupposto, emesso per 'sottrazione ai controlli di frontiera', nonostante il soggetto fosse stato identificato e fotosegnalato dalle autorità italiane al suo arrivo a seguito di un soccorso in mare. La Corte ha ribadito che il giudice della convalida deve sempre verificare la legittimità dell'atto di espulsione.
Continua »
Società cancellata: nullo l’avviso di accertamento
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale dopo la sua cancellazione dal Registro delle Imprese. L'ex legale rappresentante ha impugnato l'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per difetto di legittimazione dell'ex rappresentante. Tuttavia, ha anche stabilito l'invalidità dell'avviso di accertamento stesso, in quanto notificato a una società cancellata, un soggetto giuridicamente inesistente. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza precedente senza rinvio, ponendo fine alla controversia.
Continua »
Notifica a società cancellata: l’atto è invalido
Un avviso di accertamento è stato notificato a una società dopo la sua cancellazione dal Registro delle Imprese. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica a società cancellata è invalida, poiché indirizzata a un soggetto inesistente. Di conseguenza, anche il ricorso presentato dall'ex legale rappresentante è stato ritenuto inammissibile. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente e invalidato l'atto impositivo.
Continua »
Società cancellata: nullo l’avviso di accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5723/2024, ha stabilito che un avviso di accertamento fiscale notificato a una società cancellata dal Registro delle Imprese prima della notifica stessa è invalido. L'atto è indirizzato a un soggetto giuridicamente inesistente. Di conseguenza, anche l'eventuale ricorso presentato dall'ex legale rappresentante è inammissibile per difetto di legittimazione processuale, poiché i suoi poteri sono cessati con l'estinzione della società.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Una società ha impugnato un estratto di ruolo e diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere esaminata nel merito.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per mancanza di un interesse ad agire specifico e attuale. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo in casi tassativi, quando il contribuente dimostra un pregiudizio concreto derivante dall'iscrizione a ruolo, e non per la sola presunta irregolarità della notifica. La sentenza impugnata è stata quindi annullata senza rinvio.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente impugnava tre cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio effettivo e concreto, condizione non provata nel caso di specie.
Continua »
Risarcimento danni lite temeraria: quando è inammissibile
Un professionista, sospeso per un anno, ottiene in appello una riduzione della sanzione a sei mesi, ma solo dopo averla già scontata per intero. La sua successiva e separata azione legale per ottenere il risarcimento del danno per i sei mesi di sospensione ingiusta viene però dichiarata inammissibile. La Corte di Cassazione chiarisce che la domanda per risarcimento danni lite temeraria (o per esecuzione illegittima di un provvedimento poi riformato) deve essere obbligatoriamente proposta all'interno dello stesso procedimento in cui si è verificato il presunto danno, e non con un'azione autonoma, pena l'inammissibilità rilevabile d'ufficio.
Continua »
Riassunzione processo sospeso: il termine decorre subito
Un comune ha citato in giudizio un consigliere comunale per la nullità della vendita di un immobile. Il processo è stato sospeso in attesa della definizione di un'altra causa. La Corte di Cassazione ha stabilito che la riassunzione del processo sospeso, avvenuta oltre il termine di legge, è tardiva. Il termine per la riassunzione decorre dalla data di pubblicazione della sentenza che definisce la causa pregiudiziale, e non dalla sua eventuale definitività dopo i termini per i rimedi straordinari. Di conseguenza, il processo originario è stato dichiarato estinto.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: ecco quando si può
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha applicato una nuova normativa che limita tali ricorsi, dichiarando l'azione inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato un pregiudizio concreto, come richiesto dalla legge per avere interesse ad agire.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente contesta un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere esaminata nel merito.
Continua »
Impugnazione cartella esattoriale: quando è lecita?
Un contribuente impugna diverse cartelle di pagamento mai notificate, scoperte solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione di una cartella esattoriale non notificata è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. Mancando tale prova, l'azione legale non può procedere.
Continua »
Mancata impugnazione: avviso di accertamento definitivo
La Corte di Cassazione chiarisce che la mancata impugnazione di un avviso di accertamento notificato personalmente al contribuente rende il debito tributario definitivo. Di conseguenza, il successivo atto di intimazione di pagamento non può essere contestato nel merito, ma solo per vizi propri. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei contribuenti che, pur avendo ricevuto un accertamento in proprio, non lo avevano contestato nei termini di legge.
Continua »
Sequestro di prevenzione: improcedibile la causa civile
La Corte di Cassazione ha stabilito che una domanda di condanna al pagamento contro una società diventa improcedibile se, durante il processo, la società viene sottoposta a sequestro di prevenzione. A seguito di un contratto preliminare di compravendita non andato a buon fine, gli acquirenti avevano citato in giudizio la società costruttrice per la restituzione di un ingente acconto. Mentre la causa era in appello, la società è stata oggetto di un sequestro ai sensi della normativa antimafia. La Suprema Corte ha chiarito che, in questi casi, il credito deve essere accertato esclusivamente nell'ambito della procedura concorsuale che si apre davanti al giudice penale, rendendo la parallela azione civile improcedibile.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile per legge
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato un estratto di ruolo relativo a debiti IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 491/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda su una recente modifica legislativa che esclude la possibilità di un'autonoma impugnazione dell'estratto di ruolo, in quanto il contribuente è privo di un interesse concreto e attuale ad agire contro tale documento, dovendo invece attendere la notifica dell'atto esecutivo successivo, come la cartella di pagamento.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una società ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in base a recenti normative che limitano fortemente tale possibilità. L'impugnazione è ammessa solo in caso di specifico e attuale pregiudizio, non dimostrato nel caso di specie, confermando l'orientamento restrittivo della giurisprudenza.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una contribuente impugna un estratto di ruolo e, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio solo sulla questione delle spese legali, si rivolge alla Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, dichiara l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile fin dall'origine per mancanza di un concreto 'interesse ad agire', annullando le sentenze precedenti. La decisione chiarisce che la semplice conoscenza di un debito tramite estratto di ruolo non è sufficiente per avviare un'azione legale senza dimostrare un pregiudizio concreto.
Continua »
Omessa pronuncia e proroga trattenimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio un'ordinanza di proroga del trattenimento di un cittadino straniero. La decisione si fonda sulla violazione del principio di omessa pronuncia, poiché il giudice di merito non ha esaminato tutte le censure sollevate dal ricorrente, in particolare quelle relative alla mancanza di prova sui presupposti per il mantenimento della misura restrittiva.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: l’interesse ad agire
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso iniziale inammissibile. La decisione si fonda sulla mancanza di un "interesse ad agire" concreto da parte del contribuente, poiché l'ente della riscossione non aveva ancora avviato alcuna azione esecutiva. La sentenza chiarisce che la semplice conoscenza di un'iscrizione a ruolo tramite estratto non è sufficiente per avviare un'azione legale, se non si dimostra un pregiudizio attuale e concreto.
Continua »