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Cassa Senza Rinvio

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226 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Amministratore di fatto: chi impugna l’avviso?
Un avviso di recupero per crediti d'imposta, emesso nei confronti di una società, viene notificato a un individuo ritenuto l'amministratore di fatto. Quest'ultimo impugna l'atto, ma la Corte di Cassazione dichiara il suo difetto di legittimazione processuale. La sentenza ribadisce un principio consolidato: l'amministratore di fatto non può rappresentare la società in giudizio e impugnare atti fiscali a essa diretti, se esiste ed è identificabile un amministratore di diritto. La rappresentanza di fatto rileva solo in via sussidiaria. Di conseguenza, l'originario ricorso era inammissibile.
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Protezione internazionale: sì alla richiesta al Giudice
Una cittadina straniera, durante l'udienza di convalida dell'espulsione, ha chiesto protezione internazionale. La Cassazione ha annullato il provvedimento, affermando che il Giudice non può valutare la strumentalità della richiesta e che gli atti devono essere tradotti in una lingua nota alla persona.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e inammissibilità
Una società ha contestato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica degli avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile, ribadendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla recente normativa. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere esaminata nel merito. La sentenza di secondo grado è stata cassata senza rinvio, chiudendo definitivamente la controversia.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento venendo a conoscenza del debito tramite un estratto di ruolo e sostenendo la mancata notifica dell'atto originale. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa sulla impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e "qualificato", condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d'appello senza rinvio, poiché l'azione non poteva essere proposta.
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Estratto di ruolo: quando si può impugnare? La guida
Una società impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per difetto di interesse ad agire. La Corte ha chiarito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti o la perdita di benefici con la P.A., condizioni non presenti nel caso di specie. La decisione sottolinea come la mancanza di interesse ad agire sia rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo.
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