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Cartolarizzazione

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Segnalazione illegittima Centrale Rischi: risarcimento minimo
Un cliente subisce per anni una segnalazione illegittima in Centrale Rischi a causa di un vecchio finanziamento. Fa causa alla banca chiedendo un cospicuo risarcimento per i danni patrimoniali (come l'aver dovuto stipulare un mutuo a condizioni peggiori) e non patrimoniali. I giudici riconoscono l'errore della banca ma liquidano solo un danno morale minimo di 5.000 euro, ritenendo non provati i danni economici. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che non può riesaminare le prove e che la valutazione del danno morale da parte dei giudici era corretta. Il cliente perde quindi il ricorso e la sua richiesta di un risarcimento maggiore viene definitivamente respinta.
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Fideiussione a prima richiesta e termini di decadenza
La Corte d'Appello ha confermato la validità di una fideiussione a prima richiesta, chiarendo due punti cruciali. In primo luogo, l'omessa iscrizione del servicer nell'albo previsto dall'art. 106 TUB non invalida il mandato sostanziale e processuale, avendo rilevanza solo amministrativa. In secondo luogo, per impedire la decadenza semestrale prevista dall'art. 1957 c.c., in presenza di una clausola a prima richiesta, è sufficiente una diffida stragiudiziale inviata dal creditore.
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Soggettività passiva ICI e fondi immobiliari
La Corte di Cassazione ha stabilito che la soggettività passiva ICI, nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione immobiliare pubblica, non ricade sulla Società di Gestione del Risparmio (SGR). Il caso riguardava un immobile conferito a un fondo e successivamente locato a un ente pubblico. Secondo i giudici, il D.L. n. 351/2001 introduce una disciplina speciale che deroga ai criteri ordinari: l'imposta resta a carico dei gestori-utilizzatori originari che mantengono la disponibilità del bene. La SGR agisce come mero titolare formale, mentre il fondo costituisce un patrimonio separato privo di soggettività giuridica esterna ai fini del tributo comunale.
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Cartolarizzazione: rimborso ritenute su interessi
La Corte di Cassazione ha stabilito che le società di cartolarizzazione hanno diritto al rimborso delle ritenute subite sugli interessi dei conti correnti dedicati all'operazione. La decisione chiarisce che tali ritenute operano come acconto e non come imposta definitiva. Il diritto al recupero delle somme sorge nel momento in cui cessa il vincolo di destinazione del patrimonio separato, ovvero alla conclusione dell'operazione finanziaria e al rimborso dei titoli emessi. Nel caso analizzato, la società ha ottenuto il rimborso poiché l'operazione era già giunta a termine.
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Cartolarizzazione: prova cessione e abuso del processo
Una società di servizi e i suoi garanti hanno impugnato un decreto ingiuntivo relativo a debiti bancari, contestando la legittimazione della società cessionaria nell ambito di una operazione di Cartolarizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la prova della cessione del credito è una valutazione di fatto riservata al giudice di merito. Inoltre, la Suprema Corte ha ravvisato un abuso del processo, sanzionando i ricorrenti per aver proposto motivi manifestamente infondati e privi della necessaria specificità, confermando la condanna per responsabilità aggravata.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito tramite cartolarizzazione, il nuovo creditore può intervenire nel giudizio di azione revocatoria già avviato dal cedente. L'azione revocatoria è considerata uno strumento di conservazione della garanzia patrimoniale strettamente connesso al credito stesso, configurando quindi una successione a titolo particolare nel diritto controverso. La decisione conferma la legittimità dell'intervento del cessionario anche in grado di appello, respingendo le contestazioni del debitore sulla natura autonoma del diritto all'inefficacia dell'atto dispositivo.
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Alternatività IVA Registro: la guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i decreti ingiuntivi ottenuti da società di cartolarizzazione per il recupero di crediti ceduti devono essere tassati con imposta di registro in misura fissa. Il caso riguardava l'impugnazione di avvisi di liquidazione che pretendevano l'imposta proporzionale al 3%. La Suprema Corte ha applicato il principio di Alternatività IVA Registro, rilevando che le operazioni di gestione e incasso dei crediti cartolarizzati costituiscono prestazioni di servizi finanziari rientranti nel campo di applicazione dell'IVA, seppur in regime di esenzione. Di conseguenza, la condanna al pagamento contenuta nel titolo giudiziale non può subire una doppia imposizione proporzionale.
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Cessione crediti in blocco: la prova della titolarità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società di gestione crediti in merito a una complessa operazione di cessione crediti in blocco. Il contenzioso riguardava la titolarità di un debito derivante da un conto corrente bancario, contestata dal debitore e dal fideiussore. La Corte d'Appello aveva precedentemente revocato il decreto ingiuntivo poiché la società cessionaria non aveva fornito prove univoche dell'inclusione di quello specifico credito nel pacchetto ceduto. Gli Ermellini hanno ribadito che, sebbene l'avviso in Gazzetta Ufficiale sia un indizio, spetta al giudice di merito valutare se il singolo rapporto rientri effettivamente nella cessione, rendendo tale accertamento insindacabile in sede di legittimità.
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Responsabilità solidale appalto: i termini per l’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale appalto non è applicabile alle azioni promosse dagli enti previdenziali. Nel caso di specie, l'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi omessi a una fondazione committente in solido con una cooperativa appaltatrice. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato l'ente decaduto dall'azione per il decorso di due anni dalla fine dell'appalto, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. L'obbligazione contributiva è infatti autonoma rispetto a quella retributiva e l'ente previdenziale resta soggetto esclusivamente ai termini di prescrizione ordinaria.
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Divieto di alienazione: nullità vendita immobili S.C.I.P.
La Corte di Cassazione ha sancito la nullità di un atto di compravendita immobiliare per violazione del divieto di alienazione quinquennale. Un privato aveva acquistato un immobile da un ente pubblico cartolarizzato a prezzo agevolato, rivendendolo prima della scadenza dei cinque anni. Nonostante la Corte d'Appello avesse inizialmente ritenuto valida la vendita applicando deroghe previste da altre normative, la Suprema Corte ha chiarito che per gli immobili gestiti tramite S.C.I.P. il divieto è assoluto e non ammette eccezioni legate al cambio di residenza o necessità familiari.
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Subcollocazione e cessione del credito: le regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che alla subcollocazione ex art. 511 c.p.c. non si applica il principio di successione nel diritto controverso previsto dall'art. 111 c.p.c. Nel caso di specie, un istituto bancario aveva richiesto la sostituzione esecutiva, cedendo poi il credito a una società terza. La Corte ha chiarito che, poiché il subcollocatario non è parte in senso stretto del processo esecutivo, la cessione del credito fa decadere la domanda originaria. Il cessionario ha l'onere di presentare una nuova istanza autonoma prima dell'udienza di distribuzione, non potendo beneficiare automaticamente degli effetti della domanda del cedente.
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Confisca e terzi creditori: la tutela dell’ipoteca
La Corte di Cassazione ha affrontato il delicato tema della confisca e terzi creditori, annullando un provvedimento che negava la tutela a una società cessionaria di un credito ipotecario. Il caso riguardava immobili confiscati a seguito di reati tributari e bancarotta. Il giudice di merito aveva escluso la buona fede del creditore basandosi su presunte anomalie nell'operazione di mutuo. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato la mancanza di una prova rigorosa circa la strumentalità del credito, erogato nel 2003, rispetto a reati commessi solo a partire dal 2013. La decisione sottolinea che la tutela del terzo non può essere negata senza dimostrare un nesso causale concreto tra il finanziamento e l'attività illecita.
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Compensazione spese processuali: quando è legittima?
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento relativo a costi di cartolarizzazione e violazioni del principio di competenza. Dopo un primo rinvio dalla Cassazione, la Corte di Giustizia Tributaria ha accolto parzialmente il ricorso ma ha disposto la compensazione spese processuali tra le parti. La banca ha presentato un nuovo ricorso in Cassazione contestando tale decisione e l'omessa pronuncia sulle sanzioni. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo per carenza di interesse, poiché l'Ufficio aveva già ridotto le sanzioni, e ha rigettato il secondo, confermando che la complessità delle questioni trattate giustifica la compensazione delle spese.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla deducibilità di costi per operazioni di cartolarizzazione. Dopo un rinvio dalla Cassazione, la Corte di Giustizia Tributaria ha annullato l'atto impositivo ma ha disposto la compensazione spese legali tra le parti. La Suprema Corte ha confermato la legittimità di tale scelta, spiegando che la complessità delle questioni trattate e la novità del tema giuridico costituiscono gravi ed eccezionali ragioni che giustificano la deroga al principio di soccombenza.
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Autotutela: stop al contenzioso fiscale in Cassazione
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento IRES e IRAP relativo alla deducibilità di costi per operazioni di cartolarizzazione. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la banca ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'atto impositivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Cartolarizzazione crediti PA: limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione affronta il conflitto tra la disciplina della cartolarizzazione crediti PA e il potere di rifiuto della cessione previsto dal Codice dei contratti pubblici. Il caso nasce dal rifiuto di un ente sanitario di accettare la cessione di crediti operata da una società verso un veicolo di cartolarizzazione. Mentre la Corte d'Appello ha ritenuto prevalente la normativa speciale sulla cartolarizzazione, la Cassazione ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per la rilevanza nomofilattica della questione.
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Cessione crediti in blocco: guida alla prova legale
La Corte d'Appello ha stabilito che per provare la cessione crediti in blocco non è indispensabile produrre il contratto integrale. La titolarità del credito può essere dimostrata attraverso l'avviso in Gazzetta Ufficiale, la dichiarazione della banca cedente e il possesso del titolo esecutivo, riformando la decisione di primo grado che richiedeva prove più stringenti.
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Abbattimento prezzo immobili: quando si applica?
La Cassazione nega il diritto all'abbattimento prezzo immobili a ex conduttori che avevano accettato un'offerta di acquisto da un ente previdenziale prima del 26 settembre 2001. La Corte chiarisce che le agevolazioni successive non si applicano a procedure di vendita già definite, stabilendo che fa fede la data dell'offerta definitiva.
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Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
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Voto società cartolarizzazione: la Cassazione decide
Un comune propone un concordato fallimentare. La Corte d'Appello ammette il voto delle società di cartolarizzazione che avevano acquisito crediti dopo il fallimento, ribaltando la decisione di primo grado. La Cassazione, data la rilevanza della questione sul diritto di voto delle società di cartolarizzazione, rinvia la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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