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Segnalazione illegittima Centrale Rischi: risarcimento minimo

Un cliente subisce per anni una segnalazione illegittima in Centrale Rischi a causa di un vecchio finanziamento. Fa causa alla banca chiedendo un cospicuo risarcimento per i danni patrimoniali (come l’aver dovuto stipulare un mutuo a condizioni peggiori) e non patrimoniali. I giudici riconoscono l’errore della banca ma liquidano solo un danno morale minimo di 5.000 euro, ritenendo non provati i danni economici. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che non può riesaminare le prove e che la valutazione del danno morale da parte dei giudici era corretta. Il cliente perde quindi il ricorso e la sua richiesta di un risarcimento maggiore viene definitivamente respinta.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 11280 Anno 2023
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Pubblicato il 8 maggio 2026 in Giurisprudenza Civile

Una segnalazione che costa caro, ma non alla banca

Essere inseriti nella lista dei “cattivi pagatori” può avere conseguenze devastanti. Lo sa bene il protagonista di una recente vicenda decisa dalla Corte di Cassazione, che si è visto negare un risarcimento adeguato nonostante una segnalazione illegittima in Centrale Rischi durata per ben undici anni. Questa storia dimostra un principio fondamentale: subire un torto non basta per ottenere giustizia, è necessario provarlo in ogni suo dettaglio, specialmente quando si parla di danni economici.

I fatti: un vecchio debito e undici anni di segnalazione

Tutto ha origine da un finanziamento per l’acquisto di un’auto, risalente al 1994. Anni dopo, una società finanziaria, che aveva acquisito il credito, segnala il cliente alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Questa segnalazione, risultata poi illegittima, prosegue ininterrottamente dal 2006 al 2017. Il cliente, sentendosi danneggiato nella sua reputazione creditizia e nelle sue possibilità economiche, decide di portare la banca in tribunale. Chiede un risarcimento di oltre 100.000 euro per i danni subiti.

La richiesta di risarcimento: danno morale ed economico

Il cliente lamenta due tipi di danno. Il primo è il danno non patrimoniale, cioè la sofferenza e il discredito derivanti dall’essere ingiustamente etichettato come “cattivo pagatore”. Il secondo, ben più consistente, è il danno patrimoniale. Sostiene che, a causa della segnalazione, è stato costretto a posticipare la stipula di un mutuo per l’acquisto di una casa, ottenendolo poi a condizioni molto più svantaggiose e a un tasso di interesse più alto. Nel frattempo, ha dovuto continuare a pagare un affitto, subendo un’ulteriore perdita economica.

Il problema della prova nella segnalazione illegittima in Centrale Rischi

I giudici di primo e secondo grado riconoscono che la segnalazione era effettivamente illegittima. Tuttavia, accolgono solo in minima parte le richieste del cliente. Gli viene riconosciuto un risarcimento di soli 5.000 euro per il danno non patrimoniale. La richiesta di risarcimento per il danno patrimoniale, invece, viene completamente respinta. Il motivo? La mancanza di prove concrete. Secondo i giudici, il cliente non ha dimostrato in modo specifico e documentato che la segnalazione sia stata la causa diretta del peggioramento delle condizioni del mutuo, né ha quantificato con precisione la perdita economica subita.

Le motivazioni della Cassazione: i limiti del giudizio di legittimità

Il cliente non si arrende e ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, però, dichiara il suo ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. I giudici supremi spiegano un punto cruciale: la Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riesaminare i fatti o le prove. Il suo compito è solo verificare che la legge sia stata applicata correttamente. In questo caso, i giudici di merito avevano valutato le prove e concluso, con una motivazione logica, che il danno patrimoniale non era stato dimostrato. Questa valutazione non può essere messa in discussione in sede di legittimità. Anche riguardo al danno non patrimoniale, la Corte ritiene che la liquidazione di 5.000 euro, definita “equitativa”, fosse ragionevole, dato che superava persino l’importo del debito originario.

Le conclusioni: l’onere della prova è tutto

La vicenda si conclude con una sconfitta per il cliente. Non solo vede respinta la sua richiesta di un risarcimento maggiore, ma viene anche condannato a pagare le spese legali del giudizio in Cassazione. Questa sentenza ribadisce una lezione fondamentale per chiunque si trovi in una situazione simile: per ottenere un risarcimento per una segnalazione illegittima in Centrale Rischi, non basta dimostrare l’errore della banca. È indispensabile provare con documenti, perizie e testimonianze specifiche ogni singola conseguenza economica negativa subita, creando un legame di causa-effetto inattaccabile tra la segnalazione e il danno.

Cosa posso fare se vengo segnalato ingiustamente alla Centrale Rischi?
Puoi chiedere la cancellazione immediata e agire in tribunale per ottenere il risarcimento dei danni. È fondamentale, però, raccogliere tutte le prove dei pregiudizi economici e morali subiti.

Quali danni posso chiedere per una segnalazione illegittima?
Puoi richiedere sia il danno non patrimoniale (per il danno alla reputazione e lo stress) sia il danno patrimoniale, dimostrando però concretamente le perdite economiche subite, come la mancata concessione di un prestito o l’applicazione di tassi di interesse più alti.

Perché in questo caso il risarcimento è stato così basso?
Il risarcimento è stato limitato al solo danno morale perché il cliente non è riuscito a fornire prove sufficienti a dimostrare un collegamento diretto tra la segnalazione illegittima e le presunte perdite economiche, come le peggiori condizioni ottenute per un mutuo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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